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8 Maggio 2026
16:53

La crisi climatica sta cambiando la società delle scimmie cappuccine: lo dice uno studio durato 30 anni in Costa Rica

Uno studio trentennale dimostra che gli eventi climatici estremi stanno cambiando le dinamiche sociali dei grandi gruppi di scimmie cappuccine in Costa Rica.

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Tre cebi faccia bianca del Centro America (Cebus imitator)

Le società animali non sono strutture rigide e immutabili. Cambiano continuamente, adattandosi all’ambiente, alla disponibilità di cibo e alla presenza o assenza di altri animali. Ora un nuovo studio condotto in Costa Rica suggerisce che anche gli eventi climatici estremi, aggravati dalla crisi climatica, potrebbero modificare profondamente il modo in cui vivono insieme alcuni primati sociali, come i cebi faccia bianca del Centro America (Cebus imitator).

Per capirlo, un gruppo internazionale di ricercatori guidati dal Max Planck Institute of Animal Behavior ha seguito per oltre 33 anni dodici gruppi diversi di questa specie di scimmia cappuccina diffusa nelle foreste tropicali dell’America Centrale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution, è quindi uno dei più lunghi mai realizzati sui primati in natura e mostra come siccità estreme e piogge anomale possano alterare gli equilibri sociali di queste scimmie.

Le scimmie cappuccine studiate vivono in una delle ultime porzioni di foresta tropicale secca della Costa Rica, un ambiente molto diverso dalla classica foresta pluviale umida. Qui esistono stagioni molto marcate: per gran parte dell’anno frutti, insetti e altre risorse sono abbondanti, ma durante la stagione secca acqua, ombra e cibo diventano improvvisamente più difficili da trovare.

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Due femmine adulte si coalizzano per allontanare una scimmi più giovane. Foto Susan Perry/University of California Los Angeles

Normalmente vivere in grandi gruppi offre diversi vantaggi a questi cebi. Ci sono più individui a sorvegliare il territorio, maggiore protezione dai predatori e una forza numerica superiore per difendere le aree migliori dalle altre scimmie rivali. Ma esiste anche un prezzo da pagare: più individui significa anche più competizione interna per il cibo.

I ricercatori hanno infatti osservato che, in condizioni normali, le cappuccine che vivevano nei gruppi più grandi consumavano frutta più lentamente. Era il segnale che gli individui dovevano contendersi maggiormente le risorse tra loro. Per compensare questo svantaggio, però, i gruppi più numerosi riuscivano ad ampliare il proprio territorio e a sottrarre zone di alimentazione ad altri gruppi più piccoli, ottenendo così accesso a più fonti di cibo.

La situazione cambiava però drasticamente con l’arrivo della stagione secca. In quei mesi le risorse si concentravano soprattutto vicino ai corsi d’acqua e i gruppi erano costretti a incontrarsi più spesso. Le scimmie difendevano quindi in maniera molto più aggressiva le aree migliori e i gruppi più piccoli venivano spinti verso porzioni di foresta meno produttive.

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Come cambia la copertura della vegetazione tra la stagione secca (a sinistra) e quella umida. Immagine di Odd Jacobson / Max Planck Institute of Animal Behavior

Ma il vero problema emergeva durante gli eventi climatici estremi legati a El Niño e La Niña, due fenomeni ciclici dell’Oceano Pacifico che influenzano il meteo in molte parti del mondo. El Niño porta spesso siccità severe, mentre La Niña può causare piogge eccezionalmente abbondanti.

Secondo lo studio, entrambe le condizioni aumentavano enormemente i costi della ricerca di cibo per i gruppi più grandi. In pratica, i vantaggi dell’essere numerosi diminuivano fino quasi a scomparire. Quando quindi l’ambiente diventava troppo difficile, la competizione interna cresceva e mantenere un grande gruppo sociale diventava sempre più complicato.

Per gli scienziati questo potrebbe avere conseguenze profonde anche nel lungo periodo. Se gli eventi estremi diventeranno più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, come prevedono molti modelli, le società delle cappuccine potrebbero frammentarsi: alcuni individui potrebbero abbandonare il gruppo e intere comunità potrebbero dividersi in gruppi più piccoli.

Lo studio mette quindi in discussione un’idea molto diffusa in ecologia, secondo la quale i gruppi numerosi riescono sempre a compensare i maggiori bisogni energetici espandendo il proprio territorio. In realtà questa strategia sembra funzionare solo quando il clima segue schemi relativamente stabili e favorevoli.

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Gli eventi climatici estremi potrebbero quindi influenzare la grandezza e le dinamiche delle società di cebi e altri animali sociali che vivono in gruppi numerosi

La ricerca fa parte del Lomas Barbudal Monkey Project dell'Università della California – Los Angeles, uno dei più importanti progetti di studio sui primati in natura al mondo. In oltre tre decenni gli scienziati hanno raccolto dati dettagliati sul comportamento di 335 cebi diversi, integrandoli con immagini satellitari per monitorare lo stato della foresta e i cambiamenti ambientali nel tempo.

Gli autori sottolineano però che restano ancora molte domande aperte. Lo studio ha misurato soprattutto i costi energetici e la competizione per il cibo, ma in futuro sarà necessario capire come questi cambiamenti influenzino direttamente sopravvivenza, nascite e mortalità.

Perché osservare le scimmie cappuccine oggi potrebbe aiutare magari a capire anche il futuro di molte altre specie sociali che vivono in gruppi molto numerosi, compresa la nostra.

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