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31 Luglio 2026
10:57

Lo spot della Polizia contro l’abbandono degli animali: un’altra campagna con un messaggio poco incisivo

Il nuovo spot della Polizia di Stato contro l’abbandono degli animali è animato da buone intenzioni, ma punta su un messaggio abusato e poco efficace. Serve una comunicazione che punti sulla prevenzione, basato sulla cultura dell’adozione responsabile e con una precisa attenzione alle cause reali che portano alle rinunce di proprietà soprattutto.

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Uno screenshot del video della Polizia contro l'abbandono degli animali

La prima scena mostra una poliziotta che torna a casa e, finito il turno, saluta la sua cagnolina al rientro. Poi cambia, di poco, l'inquadratura e la stessa donna è pronta per la partenza con l'animale al seguito, per chiudere con il proclama: "Lei è Joy, il mio amico a quattro zampe, ed è sempre con me anche in vacanza. Non abbandonare gli animali". Lo spot si chiude con un altro "grande classico", ovvero la scritta in sovra impressione che dice: "L'abbandono è un reato, per loro un tradimento".

E' questo il contenuto del breve spot della campagna contro l'abbandono della Polizia di Stato che ogni anno produce un contenuto dedicato appunto alla sensibilizzazione delle persone rispetto alla piaga che si verifica puntualmente ogni estate. E' ovvio sottolineare che l'intento è sempre onorevole ma più di una volta, ormai a rischio di ripeterci, va sottolineato quanto poco siano efficaci in termini di persuasione questo genere di comunicazioni.

Al di là di un contenuto che anche in italiano langue, come il non usare la formula corretta del femminile per Joy che è una "cagna", e dunque dovrebbe essere semplicemente l' "amica" a quattro zampe e non l'amico, il messaggio di per sé contiene il solito bias di rivolgersi a chi in fondo gli animali già sa che non vanno abbandonati. E anche ricordare che si tratta di un reato, sebbene si comprende che la polizia sia tenuta a farlo, è ridondante. Davvero si pensa che le persone che abbandonano i cani e anche i gatti lo facciano nell'ignoranza della legge? Sì, alcuni possono ancora ritenere che non si venga puniti, sebbene siano state ora anche inasprite le pene dopo l'emanazione della cosiddetta "legge Brambilla", ma il punto è che l'aspetto punitivo ad oggi non ha mai funzionato come deterrente.

Ancora una volta ci troviamo a dover ribadire che le istituzioni e le forze dell'ordine che operano nel contrasto dei reati dovrebbero viaggiare su un'altra frequenza che può sintonizzarsi solo e soltanto sulla prevenzione e non soltanto sulla punizione. La Polizia di Stato, ma anche i Comuni, le Regioni, le Asl e tutta la filiera di coloro che a livello pubblico hanno a carico la responsabilità della cosa pubblica e di conseguenza della tutela e del benessere degli animali, hanno l‘obbligo di migliorare anche in termini di comunicazione perché davvero i cittadini siano coinvolti e informati.

La questione dell'abbandono non è solo legata al fenomeno estivo. E' molto prima che viene scritto il destino di un cane che poi finirà in canile. E', ad esempio, nel periodo delle feste di Natale, quando abbondano i cuccioli sotto l'albero spesso chiusi proprio dentro i pacchi come dei regali che un giorno cresceranno e, guarda caso, proprio d'estate saranno lasciati a loro stessi. Avverrà infatti quando avranno intorno agli otto mesi, se adottati dopo i due come la legge dispone, e accadrà perché non sono più i "batuffoli di pelo" che avevano commosso grandi e piccini a dicembre ma degli adolescenti in piena fase di ribellione, come accade per noi umani, che non si sa come gestire in estate.

Su Kodami tempo fa realizzammo un video proprio dedicato a questo arco temporale e lanciammo una campagna in cui invitavamo le persone ad adottare d'estate piuttosto che concentrarci sul reiterato messaggio del "non abbandonare". Sì, provammo a dire che proprio la "bella stagione" è il periodo adatto per far entrare un animale in casa: perché si ha più tempo a disposizione e si possono impostare i giusti passi per una futura, serena convivenza.

Ecco, siamo tutti cresciuti in fondo con campagne contro l'abbandono ma a distanza di anni dai primi tentativi in cui il messaggio secco poteva ancora avere un senso, la società civile dell'anno 2026 è cambiata e c'è molta più consapevolezza, tanto nel procedere con adozioni responsabili quanto con persone che non si fanno alcuno scrupolo, appunto pur sapendo che si compie un reato, ad abbandonare un cane.

E poi c'è una cosa fondamentale che queste campagne dimenticano, puntualmente. L'immagine del cane legato al palo o lasciato davanti a un canile ha lasciato il posto a quella che è una formula del tutto legale: la cessione di proprietà. Significa che di fronte a situazioni straordinarie, ma che sono diventate sempre più comuni, le persone hanno la possibilità di portare un cane in canile e sono sempre di più le richieste in tutta Italia e le entrate che rendono le strutture dei luoghi di non vita perenne.

La campagna della Polizia di Stato sicuramente è fatta con le migliori intenzioni ma queste da sole non bastano: serve maggiore cultura in merito alle condizioni degli animali nelle famiglie italiane e la conoscenza approfondita dei motivi per cui si arriva all'abbandono per operare a valle e non a monte. E serve anche, nel mondo della comunicazione, che chi si occupa di girare uno spot sia consapevole di come veicolare al meglio il messaggio.

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