
Carbon Brief è una testata online indipendente britannica specializzata nel monitoraggio, nell'analisi e nella divulgazione scientifica e politica dei temi legati al cambiamento climatico e alla politica energetica. Questa volta gli esperti del settore hanno analizzato gli effetti dell'ondata di calore che ha colpito tutta Europa sugli animali negli allevamenti, arrivando alla terribile conclusione che ha causato la morte di centinaia di migliaia di polli in Francia, andando poi nel dettaglio di singole aree e singole specie. Ad esempio in Belgio si sono resgistrati livelli critici di stress termico per mucche e maiali e i dati governativi del Regno Unito mostrano che il numero di animali morti a causa del caldo durante i trasporti verso i macelli è raddoppiato rispetto agli anni passati.
Il magazine ha approfondito un gran numero di articoli di giornali di tutta Europa che hanno dato spazio all'emergenza climatica che stiamo affrontando, contestualizzando quanto sta accadendo nei singoli paesi colpiti e poi collegando le notizie legate al meteo a quelle che invece riguardano l'allevamento intensivo degli animali.
Martin Lines, amministratore delegato del Nature Friendly Farming Network (NFFN) , ha spiegato: "Le temperature elevate prolungate mettono a dura prova il bestiame, seccano i terreni e riducono la resistenza delle colture, esercitando al contempo una maggiore pressione sulla natura". Il NFFN è un'organizzazione di agricoltori che supporta coloro che desiderano ripristinare l'equilibrio tra agricoltura e natura e i loro dati hanno restituito uno scenario pesantissimo in termini di danni all'ambiente e all'allevamento.
Per quanto riguarda gli animali che hanno patito di più all'interno degli allevamenti, almeno diverse centinaia di migliaia di capi di pollame "sono morti in Francia a causa delle temperature estreme", scrivono nell'articolo, riportando le dichiarazioni fatte alla Reuters dal capo di un'associazione francese del settore avicolo. Un altro articolo di Reuters ha reso noto che "mucche e suini hanno sofferto di stress da calore" in Belgio, "il ché ha sollevato preoccupazioni sulla produzione di latte e carne". Nel frattempo, i dati del governo britannico ottenuti da Carbon Brief hanno mostrato che "il doppio degli animali è morto a causa dello stress da calore durante il trasporto verso i macelli" a causa del caldo record del 2025, rispetto al 2024. Carbon Brief ha calcolato che sono 6.595 gli animali sono morti durante i viaggi verso i mattatoi in quella che è indicata come l'estate più calda mai registrata nel Regno Unito.
Altro problema rilevante è quello degli effetti sulla flora, con una costante devastazione dell'ambiente naturale soprattutto a causa degli incendi. Le fiamme hanno ad esempio devastato 200 ettari di brughiera nel Derbyshire. Nel report viene ripreso un articolo in cui si citano i vigili del fuoco della zona che hanno dichiarato: "Il terreno è estremamente secco e la minima scintilla... potrebbe presto trasformarsi in un grave incidente". L'Agence France-Presse, poi, ha riportato che "i ghiacciai svizzeri sono destinati a perdere un'enorme quantità di ghiaccio", sottolineando che si tratta del "secondo arrivo più precoce mai registrato del punto di svolta noto come ‘giorno della perdita dei ghiacciai' ".