
Gaël Contal è un un fotografo e videomaker francese che negli anni si è appassionato e specializzato in fotografia sportiva, paesaggistica e soprattutto acquatica. Molti sono i servizi che ha realizzato all'Isola di Ré, la quarta isola più grande della Francia metropolitana che si trova sulla costa occidentale del Paese.
Contal questa volta è riuscito in un'impresa rara e molto importante dal punto di vista scientifico: è riuscito ad immortalare centinaia di squali volpe vicino alle coste dell'Île de Ré. Secondo quanto ha reso noto, ne ha contati fino a 500. "Un amico surfista mi ha detto che ce n'erano alcuni vicino a una spiaggia, così ci sono andato il giorno dopo all'alba – ha spiegato sui media francesi e attraverso il suo account su Instagram – È stato uno spettacolo incredibile: l'acqua era cristallina".
Il fotografo ha ottenuto le immagini grazie all'utilizzo di un drone e i suoi scatti sono un'importante testimonianza della presenza e dello stato di salute di una specie considerata a rischio di estinzione e classificata come vulnerabile o in pericolo a livello globale dalla IUCN. "Quest'estate è stata ricca di sorprese e meravigliosi incontri sottomarini – ha scritto Contal sul suo account – Diverse centinaia di squali atlantici si sono radunati lungo alcune coste dell'Île de Ré! L'estate particolarmente tranquilla, sia per il livello del mare che per le onde, ha dato un tocco caraibico".
Come precisa Contal nel suo post, gli squali volpe "sono innocui per l'uomo e piuttosto timidi in circostanze normali, e misurano tutti tra 1 e 1,80 metri". Si tratta di animali la cui caratteristica morfologica principale è la lunghissima coda: il lobo superiore della pinna caudale può essere lungo all'incirca quanto il resto del corpo e viene utilizzato anche per colpire e stordire le prede. Recentemente in Italia c'è stato un caso di cattura accidentale da parte di alcuni pescatori nel golfo di Ognina, a Catania. In particolare l'animale finito nelle reti era un esemplare maschio di squalo volpe occhiogrosso (Alopias superciliosus) che aveva portato anche a un certo allarmismo, perchè scambiato per uno squalo bianco. A fare chiarezza era stato poi Francesco Tiralongo, ittiologo dell'Università di Catania.
Questi animali sono dunque presenti in gran parte del Mediterraneo, non solo dove il fotografo francese è riuscito a riprenderli. Lo squalo volpe occhiogrosso in particolare, ovvero quello appunto catturato a Catania, è una specie che "fa capolino" anche nelle acque italiane e si vede piuttosto frequentemente nel sud-est della Sicilia, dove può risultare persino più comune dello molto simile squalo volpe comune (A. vulpinus), solitamente più facile da avvistare.
Sono tre, in realtà, le specie di squalo volpe: squalo volpe comune (Alopias vulpinus) che è la tipologia più grande, valutata a livello globale come vulnerabile ma considerata in pericolo critico nel bacino del Mediterraneo e in Italia secondo la Lista Rossa IUCN. Poi c'è, lo squalo volpe occhione (Alopias superciliosus) che è classificato con dati carenti o vulnerabile a seconda delle aree geografiche e, infine, lo squalo volpe pelagico (Alopias pelagicus) inserito dall'IUCN nella lista delle specie vulnerabili a livello globale per il calo delle popolazioni.
Seguire i profili di questi fotografi consente ad esperti e appassionati di monitorare lo stato di salute di specie come questa. L'approccio dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, che è l'organizzazione non governativa internazionale che si occupa della tutela dell'ambiente e della biodiversità, recentemente è stato criticato in uno studio. In particolare è emerso il problema del cosiddetto "down listening", ovvero il fatto che quando specie a rischio vengono declassate perché hanno "riconquistato terreno" in termini di popolazione i finanziamenti per la loro tutela diminuiscono e gli animali rischiano di nuovo di scomparire.