
Un grande squalo volpe occhiogrosso (Alopias superciliosus) è stato catturato accidentalmente dalle reti di alcuni pescatori catanesi impegnati in una battuta di pesca nel golfo di Ognina, a Catania. L'animale, un individuo adulto, è rimasto impigliato nelle reti ed è stato portato a galla ormai morto.
Il video diffuso dai pescatori aveva inizialmente fatto pensare alla cattura di uno squalo bianco, recentemente avvistato proprio in Sicilia dopo molti anni di assenza. La vicinanza alla costa, inoltre, stava generando non poca preoccupazione per la sicurezza delle persone. L'identificazione è stata però successivamente corretta dall'esperto di squali Alessandro De Maddalena, che ha riconosciuto la specie osservando alcune caratteristiche anatomiche dello squalo.
A fare chiarezza sull'identificazione è intervenuto poi anche Francesco Tiralongo, ittiologo dell'Università di Catania. "In realtà ci troviamo davanti a una specie ben diversa" dallo squalo bianco, ha spiegato in un video. Lo squalo volpe occhiogrosso è infatti una specie presente nelle acque italiane e particolarmente frequente nel sud-est della Sicilia, dove può risultare persino più comune dello molto simile squalo volpe comune (A. vulpinus), solitamente più facile da avvistare.
A trarre in inganno, secondo Tiralongo, sono state le immagini che mostrano solo parzialmente l'animale e da una particolare angolazione. Lo squalo volpe occhiogrosso presenta infatti caratteristiche che possono ricordare altri grandi squali, tra cui il bianco e lo smeriglio. A distinguerlo ci sono, tra le altre cose, la dentatura e soprattutto gli occhi molto grandi, dai quali deriva il nome comune della specie, conosciuta anche come squalo volpe occhione.
Ma la caratteristica più evidente degli squali volpe è un'altra e nel video non è visibile: la lunghissima coda. Il lobo superiore della pinna caudale può essere lungo all'incirca quanto il resto del corpo e viene utilizzato anche per colpire e stordire le prede.
Nonostante le dimensioni, la presenza dello squalo volpe occhiogrosso vicino alla costa non deve quindi essere interpretata come un segnale di pericolo per i bagnanti. "Niente allarmismi, è una specie tipica dei nostri mari", ha infatti sottolineato Tiralongo. Si tratta infatti di una specie pelagica, che vive generalmente in mare aperto, ma che può occasionalmente avvicinarsi alla costa per diverse ragioni.

Non risultano inoltre attacchi di questa specie nei confronti degli esseri umani nel Mediterraneo. È comunque considerata potenzialmente pericolosa per le persone, soprattutto per le sue dimensioni e per le caratteristiche fisiche, ma questo non significa che rappresenti un rischio concreto per chi frequenta il mare. "La realtà ci dice che effettivamente non ha mai attaccato l'uomo, quantomeno nelle nostre acque", ha spiegato l'ittiologo, invitando quindi i bagnanti a godersi serenamente gli ultimi bagni dell'estate.
L'episodio di Catania resta però significativo soprattutto per un altro motivo: l'animale è morto a causa di una cattura accidentale in una rete da pesca, il cosiddetto bycatch. Con questo termine si indicano tutti quegli animali – come cetacei, tartarughe e appunto squali – che finiscono nelle reti o negli ami mentre i pescatori stanno cercando di catturare altre specie.
È uno dei motivi principali per cui la maggior parte degli squali è in declino in tutto il mondo e rischia seriamente l'estinzione. Lo squalo volpe occhiogrosso, infatti, è inserito nella categoria "Vulnerabile (VU)" della Lista Rossa IUCN delle specie minacciate di estinzione al livello globale. All'interno del Mediterraneo, invece, lo status di conservazione è ancora peggiore ed è considerato "In pericolo (EN)".