
Per oltre un secolo gli scienziati hanno pensato che risolvere problemi nuovi usando oggetti come "strumenti" fosse una capacità quasi esclusiva di noi esseri umani e pochi altri vertebrati con cervelli molto grandi, come scimmie e corvi. Ora però un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science dimostra che anche i piccoli bombi potrebbero essere capaci di comportamenti molto più sofisticati di quanto abbiamo sempre immaginato.
I protagonisti della ricerca sono i bombi appartenenti alla specie Bombus terrestris, insetti impollinatori molto comuni anche qui in Italia, protagonisti negli ultimi anni di numerosi studi sulle loro incredibili capacità cognitive. Un gruppo di ricercatori delle università di Oulu, Helsinki e Turku, in Finlandia, ha ora scoperto che questi insetti riescono a risolvere spontaneamente un problema completamente nuovo, anche senza essere minimamente addestrati a farlo.
Il "test della banana" in versione insetto

L'esperimento si ispira a uno dei più celebri studi della storia della cognizione animale. All'inizio del Novecento lo psicologo Wolfgang Köhler osservò alcuni scimpanzé che, per raggiungere una banana appesa in alto e fuori portata, imparavano a impilare scatole o usare bastoni per raggiungerla. Quegli esperimenti furono tra i primi in assoluto a dimostrare che alcuni animali sono in grado di trovare soluzioni creative a problemi mai affrontati prima.
In questo nuovo studio, i ricercatori hanno creato una sorta di versione in miniatura di quel test, adattata per ovvi motivi ai bombi. Gli insetti avevano imparato soltanto due cose: che un "fiore" artificiale blu conteneva una ricompensa zuccherina e che una piccola pallina presente nell'arena poteva essere spostata senza alcun pericolo. Durante il test, però, il fiore veniva disegnato sul soffitto di una struttura trasparente, troppo in alto per essere raggiunto.
Per ottenere il cibo, ogni bombo doveva quindi fare qualcosa che non aveva mai visto né imparato a fare prima: spingere la pallina all'interno di un piccolo labirinto, posizionarla sotto il fiore e usarla come supporto per salirci sopra e raggiungere la ricompensa. Secondo gli autori dello studio, molti individui sono riusciti a trovare la soluzione in maniera del tutto spontanea.
Un comportamento intenzionale, non casuale

La parte più interessante della ricerca è che i bombi non erano stati minimamente addestrati a spostare la pallina verso il fiore artificiale. Avevano solo familiarizzato separatamente sia con il fiore che con l'oggetto. Quando però si sono trovati davanti al nuovo problema, alcuni hanno combinato queste informazioni in modo flessibile, producendo un comportamento completamente nuovo.
I ricercatori hanno anche progettato diversi esperimenti di controllo per evitare spiegazioni alternative più semplici. In alcune prove, per esempio, il fiore veniva nascosto con dei muri o delle porte divisorie mentre i bombi spostavano la pallina, così gli insetti non potevano semplicemente dirigersi verso un obiettivo chiaramente visibile o facile da raggiungere. Nonostante questo, molti sono riusciti comunque a collocare la pallina nel punto corretto superando porticine e aggirando barriere.
Secondo gli autori, i movimenti dei bombi non possono quindi essere casuali o dovuti a semplici tentativi ripetuti. Gli insetti che riuscivano nel compito mostravano infatti movimenti più diretti ed efficienti rispetto agli altri.
Cervelli minuscoli, capacità sorprendenti

Negli ultimi anni numerosi studi hanno già dimostrato che i bombi possiedono capacità cognitive molto più complesse di quanto si pensasse. Si è scoperto che riescono a imparare osservando altri individui, che sanno leggere il codice Morse, che hanno senso del ritmo e che sono in grado di spostare piccoli oggetti come i mattoncini Lego per ottenere una ricompensa, collaborando e aiutandosi a vicenda.
Altri studi hanno invece dimostrato che riescono a memorizzare percorsi efficienti tra i fiori, creando vere e proprie "mappe mentali" dell'ambiente e provare persino una forma di contagio emotivo. Hanno anche mostrato comportamenti simili al gioco: individui lasciati in laboratorio continuavano a far rotolare piccole palline di legno anche in assenza di ricompense, un'attività che gli scienziati hanno interpretato come comportamento ludico.
Questo non significa però che gli insetti ragionino come gli esseri umani o che abbiano una coscienza simile alla nostra. Gli stessi ricercatori invitano alla prudenza. Il punto centrale dello studio è infatti un altro: anche cervelli minuscoli, composti da poche centinaia di migliaia di neuroni, possono generare comportamenti complessi e flessibili.
Per oltre cento anni la ricerca sul problem solving spontaneo si è infatti concentrata soprattutto sui vertebrati, come primati e uccelli. Questi risultati suggeriscono invece che anche gli insetti potrebbero meritare un posto all'interno di questo grande dibattito. E forse, ancora una volta, il mondo animale si sta rivelando molto più complesso di quanto pensassimo.