
Per molto tempo i bombi maschi sono rimasti un po’ nell’ombra. Il motivo è semplice: negli insetti sociali i maschi hanno spesso un ruolo marginale, quasi sempre legato esclusivamente alla riproduzione. Gran parte degli studi sulle api e sui loro parenti più stretti si è quindi concentrata soprattutto sulle femmine, quelle che raccolgono nettare e polline, difendono il nido e si occupano della colonia.
Eppure, un nuovo studio guidato dall’Università di Chester, nel Regno Unito, e pubblicato su Animal Cognition suggerisce che anche i maschi possiedono capacità sorprendenti: sarebbero infatti più attivi, esplorativi e persino più flessibili nel cambiare comportamento rispetto alle femmine e quindi più adattabili. Perlomeno nei bombi.
Una serie di test per studiare le capacità di maschi e femmine

Lo studio, realizzato insieme a ricercatori delle università di Newcastle e Sheffield e di Toyota Motor Manufacturing UK, ha osservato il comportamento di Bombus terrestris, una delle specie più diffuse in Europa, Italia inclusa. Gli scienziati volevano capire in che modo i diversi ruoli sociali di maschi e femmine influenzassero il loro modo di apprendere e adattarsi all’ambiente.
Per farlo hanno ideato alcuni semplici test comportamentali. I bombi venivano inseriti in grandi scatole suddivise in compartimenti comunicanti tra loro. I ricercatori hanno registrato quanto tempo gli insetti trascorrevano esplorando il nuovo ambiente e quanto fossero "attivi". Successivamente hanno introdotto un compito di apprendimento: i bombi dovevano associare un colore – blu o giallo – a una ricompensa a base di saccarosio, cioè zucchero.
In una fase finale, gli studiosi hanno poi cambiato le regole del gioco: il colore associato alla ricompensa veniva invertito. Questo tipo di prova serve a valutare la cosiddetta "flessibilità comportamentale", cioè la capacità di modificare rapidamente ciò che si è imparato quando le condizioni cambiano.
Stili di vita diversi, diverse capacità cognitive

I risultati hanno mostrato che i maschi erano più attivi delle femmine nell’esplorare ambienti nuovi. Entrambi i sessi imparavano con efficacia ad associare un colore alla ricompensa, ma i maschi si adattavano meglio quando il premio cambiava colore. In pratica, sembravano più pronti a cambiare strategia.
Secondo la coordinatrice dello studio, la psicologa comportamentale Pizza Ka Yee Chow, queste differenze dipendono probabilmente dai diversi ruoli ecologici dei due sessi. Le femmine operaie vivono all’interno della colonia e hanno il compito di raccogliere risorse per il gruppo. I maschi, invece, una volta lasciato il nido diventano individui solitari: devono nutrirsi da soli e soprattutto trovare una regina con cui accoppiarsi.

Per questo motivo essere più mobili, curiosi e flessibili potrebbe rappresentare un vantaggio evolutivo importante. Un maschio che cambia rapidamente fiore quando le risorse diminuiscono potrebbe risparmiare energie preziose e aumentare le probabilità di sopravvivere abbastanza a lungo da riuscire a riprodursi, cosa che avviene una sola volta nella vita..
Le femmine, al contrario, potrebbero trarre vantaggio da una strategia più "conservativa". Avendo il supporto della colonia e delle riserve alimentari del nido, possono permettersi di tornare più volte sugli stessi fiori anche quando sono temporaneamente poveri di nettare. Nel lungo periodo questa costanza potrebbe aiutare l’intera colonia a sfruttare meglio le risorse migliori del territorio.
Come i bombi stanno cambiando il modo di guardare gli insetti

Negli ultimi anni, le ricerche sui bombi hanno rivelato capacità cognitive sempre più sorprendenti. Diversi studi hanno mostrato che questi insetti riescono a imparare osservando altri individui, sanno leggere il codice Morse, hanno senso del ritmo e possono persino risolvere semplici problemi guardando gli altri. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che i bombi sono in grado di spostare piccoli oggetti come i mattoncini Lego per ottenere una ricompensa, collaborando e aiutandosi a vicenda.
Altri studi hanno scoperto che riescono a memorizzare percorsi efficienti tra i fiori, creando vere e proprie "mappe mentali" dell’ambiente e provare una forma di contagio emotivo. In alcuni casi hanno persino mostrato comportamenti simili al gioco: individui lasciati in laboratorio continuavano a far rotolare piccole palline di legno anche in assenza di ricompense, un’attività che gli scienziati hanno interpretato come comportamento ludico.
Queste ricerche stanno contribuendo a cambiare profondamente il modo in cui guardiamo agli insetti. Non più semplici automi guidati dall’istinto, ma animali con capacità cognitive sofisticate ed emozioni, plasmate dall’evoluzione e dal loro ruolo ecologico nell’ambiente. E ora, grazie a questo nuovo studio, anche i bombi maschi iniziano finalmente a ricevere l’attenzione che meritano.