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24 Settembre 2026
10:48

Due tartarughe marine olivacee hanno nidificato in California per la prima volta

Due tartarughe marine olivacee hanno nidificato per la prima volta sulle coste della California. Un evento eccezionale che potrebbe essere legato al riscaldamento degli oceani.

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Una delle due tartarughe marine olivacee che hanno nidificato in California. Foto di NOAA Fisheries West Coast

Per la prima volta è stata documentata la nidificazione della tartaruga marina olivacea sulla costa occidentale degli Stati Uniti. È accaduto sulle spiagge della California, dove nel giro di pochi giorni due femmine hanno raggiunto la costa per deporre le loro uova.

La prima tartaruga è stata avvistata il 16 settembre a Seal Beach, nella contea di Orange. La femmina ha scavato una buca nella sabbia, ha deposto le uova e poi è tornata in mare. Tre giorni dopo una seconda tartaruga è stata osservata mentre nidificava a Huntington Beach, pochi chilometri più a sud. Inizialmente si pensava potesse trattarsi dello stesso individuo, ma confrontando le fotografie, la forma del carapace e la disposizione dei cirripedi presenti sul guscio, gli esperti hanno capito che si tratava di due diverse femmine.

I primi due nidi di tartaruga marina olivacea in California

La tartaruga marina olivacea (Lepidochelys olivacea) è una delle più piccole tra le varie specie di tartarughe marine e vive soprattutto nelle acque tropicali e subtropicali degli oceani Pacifico, Indiano e Atlantico. Le principali aree di nidificazione del Pacifico orientale si trovano molto più a sud, soprattutto lungo le coste del Messico e dell'America Centrale.

Perché allora queste due femmine hanno scelto proprio una spiaggia californiana? È ancora presto per dirlo. Tra le ipotesi avanzate dagli scienziati ci sono le temperature insolitamente alte delle acque costiere, le particolari condizioni oceaniche legate a El Niño e altri fenomeni meteorologici che potrebbero avere influenzato i movimenti delle tartarughe. Al momento, però, non è possibile stabilire se si tratti di episodi isolati o di una vera e propria espansione dell'areale di nidificazione.

La temperatura è una variabile molto importante per la distribuzione questi rettili e influenza anche il sesso dei piccoli. Durante l'incubazione, infatti, temperature più elevate producono una percentuale maggiore di femmine. Le uova delle olivacee californiane dovrebbero ora impiegare circa 45-60 giorni per schiudersi e i nidi sono stati come da prassi recintati per proteggerli dal disturbo umano. I nidi saranno inoltre monitorati costantemente fino al giorno della sciusa.

Tartarughe marine in aumento a causa del surriscaldamento globale

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Anche qui in Italia le tartarughe marine stanno aumentando in risposta al surriscaldamento globale

Ciò che è stato osservato in California non è però un fenomeno del tutto nuovo per le tartarughe marine. In diverse parti del mondo, incluso il bacino del Mediterraneo, alcune popolazioni stanno allargando rapidamente il loro areale di nidificazione. È il caso più emblematico è quello della tartaruga marina Caretta caretta, che negli ultimi anni ha iniziato a nidificare con maggiore frequenza anche nel Mediterraneo occidentale.

In Italia i nidi sono infatti aumentati di anno in anno e sono comparsi sempre più spesso anche sulle coste del Centro-Nord, dalla Sardegna e dalla Toscana fino a Lazio, Liguria e Marche. L'aumento delle temperature del mare è considerato uno dei fattori che più di tutti hanno influenzato questa espansione. Secondo il progetto LIFE TURTLENEST coordinato da ISPRA, nel 2022 i nidi "italiani" erano 293. Negli anni successivi sono poi aumentati costantemente, fino a raggiungere il numero record di oltre 700 nidi registrati nel 2025.

Clima e tartarughe, non necessariamente una cosa positiva

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L'aumento del numero di nidi in risposta alle temperature sempre più elevate non è necessariamente una cosa positiva

L'espansione verso nord degli areali di nidificazione può quindi essere un segnale della capacità delle tartarughe di adattarsi a un ambiente che cambia, ma non significa necessariamente che i cambiamenti climatici siano necessariamente qualcosa di positivo per questi rettili. Temperature sempre più altre possono infatti sbilanciare il rapporto tra maschi e femmine, così come l'innalzamento del livello del mare, le mareggiate e gli eventi meteorologici estremi possono mettere a rischio la schiusa dei nidi.

Serviranno tempo e soprattutto molti altri dati per capire se questo fenomeno può essere positivo o meno per animali che rimangono comunque minacciati da reti da pesca, cementificazione delle coste, inquinamento ed espansione delle attività umane sulle spiagge. Per il momento, i primi due nidi di tartaruga olivacea in California sono un'ulteriore testimonianza di come gli effetti della crisi climatica possono influenzare rapidamente la distribuzione e il comportamento degli animali.

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