UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
7 Novembre 2026
9:03

Con l’aumento delle temperature nascono sempre più femmine tra le tartarughe marine

Il laboratorio della Florida Atlantic University lancia l’allarme: il cambiamento climatico fa nascere quasi solo tartarughe marine femmine, mettendo a rischio la riproduzione e la sopravvivenza delle specie.

Immagine

Il sesso delle tartarughe marine dipende dalla temperatura all'interno del nido durante l'incubazione. Se fa più caldo nasceranno femmine, con un clima meno temperato si avranno dei maschi. Quello che sta succedendo in Florida, con il cambiamento climatico, è che sono sempre di meno le testuggini marine dal cromosoma XY e gli animali che vengono alla luce sono tendenzialmente solo femmine.

E' la scoperta avvenuta con il rilascio di 40 piccoli di tartarughe caretta (Caretta caretta), liuto (Dermochelys coriaceae) e verde (Chelonia mydas) nate nel laboratorio della Florida Atlantic University: erano finalmente abbastanza grandi da poter tornare nell'oceano e prima di donargli la libertà i ricercatori hanno scoperto il loro sesso e riscontrato che nessuna di loro era maschio.

Secondo quanto riportano gli esperti, non è la prima volta che accade durante oltre vent'anni di monitoraggio delle testuggini marine nell'ateneo. "È normale che nelle popolazioni di tartarughe marine ci siano più femmine che maschi – ha spiegato Jeanette Wyneken, professoressa di scienze biologiche e direttrice del Laboratorio – Ciò che non è normale, e che mi preoccupa, è il numero di anni in cui non vediamo affatto maschi, oppure solo l'1% o il 2%. Abbiamo analizzato cosa serve per sostenere una popolazione e abbiamo bisogno di circa il 25% di maschi ogni tre o quattro anni. Non stiamo ottenendo questo risultato. Siamo proprio lontani".

L'aumento delle temperature, inoltre, ha effetti diretti anche sulla formazione delle stesse uova. Il caldo eccessivo infatti incide fortemente sulla qualità del nido, tanto che un calore eccessivo porta a problematiche rispetto allo stesso sviluppo degli embrioni e i piccoli che sopravvivono possono anche nascere con lesioni agli organi che determinano poche possibilità di sopravvivenza. Secondo i dati forniti dall'Università della Florida il tasso di schiusa medio delle ultime schiuse è passato dal 65-75% al 53%.

"Avere queste tartarughe in laboratorio ci offre l'opportunità di fare molto di più che semplicemente allevarle – ha precisato la professoressa – Sappiamo da dove proviene ciascuna, a quali temperature sono state esposte le uova e come si è sviluppata. Possiamo verificarne il sesso e capire cosa significano effettivamente le temperature alte o meno per le tartarughe".

Una volta nate, le tartarughe marine affrontano da subito una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Dopo aver passato alcuni giorni sotto la sabbia, l'istinto le porta a cercare l'acqua del mare durante la notte, momento in cui emergono insieme per raggiungere la riva. L'orientamento avviene grazie alla luce dell'orizzonte e la rapidità è dovuta all'esigenza di fuggire dai loro predatori naturali, ovvero granchi e uccelli. In acqua poi avviene quella che viene definita "frenesia natatoria", ovvero iniziano a nuotare per diversi giorni senza fermarsi per raggiungere il mare aperto. Secondo ciò che è stato ormai acclarato, la loro direzione viene determinata dal campo magnetico terrestre che utilizzano appunto come bussola per tracciare la rotta da seguire. Per anni, poi, rimangono in acqua dove crescono fino a quando ritorneranno sulle spiagge per il periodo della riproduzione.

E' ormai dimostrato da tempo quale impatto ha sull'ecosistema e su tutte le creature viventi, oltre che sulla flora, il cambiamento climatico. Dal punto di vista della salvaguardia di questa specie, gli effetti si vedranno tra diversi anni. Bisogna infatti considerare che il raggiungimento della maturità sessuale da parte delle tartarughe avviene tra i 20 e i 30 anni di vita. Nello specifico di questo caso, dunque, dovrà passare molto tempo fino a quando le femmine ritorneranno sulle coste della Florida per riprodursi e, in assenza di maschi, non riuscire a nidificare.

Le tartarughe marine, dunque, non sono gli unici animali a risentire di un cambiamento che sta modificando le abitudini di moltissime specie in ogni parte del Globo. Un esempio completamente opposto al clima nel quale sono le testuggini della Florida dal punto di vista proprio della collocazione è quello che sta accadendo ai pinguini in Antartide. Questi uccelli marini hanno altrettanto problemi in termini di riproduzione a causa del caldo che avvolge anche la parte più fredda del Pianeta, tanto che secondo uno studio i pinguini hanno iniziato a riprodursi sempre prima rispetto al loro "orologio biologico" standard: mediamente di circa 10 giorni. Un cambiamento che potrebbe sembrare marginale o innocuo, ma che in realtà rischia di avere conseguenze importanti sull'intero ecosistema antartico.

continua su:

https://www.fanpage.it/
Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views