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30 Ottobre 2026
15:47

La tartaruga marina Molly torna libera nell’Atlantico dopo 22 anni di cure: non sembrava possibile

Salvata nel 2004 in Irlanda con gravi ferite alle pinne, la tartaruga marina Molly è tornata libera nell'Atlantico dopo 22 anni di cure in un acquario. Ora potrebbe persino raggiungere il Golfo del Messico dove è nata oltre 30 anni fa.

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Il momento del ritorno in mare di Molly dopo 22 anni trascorsi in un acquario. Foto di Zoomarine

Per più di vent'anni si è pensato che non avrebbe mai più potuto vivere in mare aperto. Oggi, invece, Molly, una femmina di tartaruga marina Caretta caretta salvata nel 2004 sulle coste dell'Irlanda, è finalmente tornata libera nell'Oceano Atlantico. Dopo ben 22 anni trascorsi in un acquario e diversi mesi di preparazione in un centro specializzato, il 28 ottobre è stata liberata al largo del Portogallo. Ora potrà forse tornare persino nei luoghi in cui è nata, dall'altra parte dell'oceano.

Molly era stata trovata nel 2004 su una spiaggia della penisola di Maharees, nella contea irlandese di Kerry. Era ancora giovane, aveva circa 12 anni e presentava ferite gravissime a entrambe le pinne anteriori, probabilmente provocate dall'elica di un'imbarcazione oppure dal morso di uno squalo. Non è stato mai possibile stabilire con certezza cosa le fosse accaduto.

Soccorsa e trasferita al Dingle Oceanworld Aquarium, la tartaruga era in condizioni critiche e faceva molta fatica persino a nuotare. Le lesioni erano talmente estese che i veterinari ritenevano impossibile un suo futuro ritorno in natura: senza pinne anteriori pienamente funzionanti, Molly avrebbe potuto avere enormi difficoltà a spostarsi, affrontare le correnti e procurarsi il cibo.

E così, per 22 anni, l'acquario irlandese è diventato la sua casa. Qui Molly è cresciuta, ha recuperato le forze ed è diventata uno degli animali più conosciuti e amati della struttura, tanto da guadagnarsi il soprannome di "regina della vasca degli squali", con cui condivideva lo spazio. Con il passare degli anni, però, è accaduto qualcosa che inizialmente sembrava impossibile: nonostante le menomazioni, la tartaruga ha sviluppato una notevole capacità di nuoto, diventando sempre più grande, forte e autonoma.

Il lungo percorso di riabilitazione e il ritorno nell'Atlantico

I progressi nella medicina veterinaria e nelle tecniche di riabilitazione delle tartarughe marine hanno permesso nel tempo agli specialisti di rivalutare le condizioni di Molly. Le conoscenze accumulate negli ultimi anni hanno infatti dimostrato che anche tartarughe con pinne amputate o gravemente danneggiate possono, in determinate condizioni, tornare a sopravvivere in natura. Dopo una serie di valutazioni veterinarie, gli esperti hanno quindi stabilito che Molly poteva affrontare un percorso di preparazione al rilascio.

Nell'aprile del 2026 è stata quindi trasferita in Portogallo, presso il centro specializzato Porto d'Abrigo di Zoomarine, dove ha trascorso oltre sei mesi sottoposta a controlli e attività di riabilitazione. Gli specialisti si sono concentrati soprattutto sulle capacità necessarie per sopravvivere in mare aperto: nuotare e immergersi correttamente, riconoscere e catturare autonomamente le prede, esplorare l'ambiente e ridurre la dipendenza dalle abitudini sviluppate durante la lunga permanenza in acquario.

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Molly era stata trovata in Irlanda nel 2004 con entrambe le pinne anteriori gravemente danneggiate e da allora vissuto fino a oggi in acquario. Foto di Oceanworld Aquarium Dingle

Durante il soggiorno portoghese Molly ha anche guadagnato circa dieci chilogrammi. Alla fine, i veterinari hanno ritenuto che fosse pronta. E così il 28 ottobre, la tartaruga ormai trentaquattrenne è stata imbarcata su una nave della Marina militare portoghese e trasportata a circa 12 miglia nautiche dalla costa di Portimão, nell'Atlantico. Quando il portellone della nave è stato aperto, Molly ha percorso la breve rampa che la separava dal mare e si è immersa, allontanandosi autonomamente.

Ad assistere al rilascio c'erano anche alcune delle persone che l'avevano accudita per anni. Tra queste Maria Foley, responsabile della gestione degli animali dell'acquario irlandese, che si era occupata di Molly negli ultimi dodici anni. Per tutti loro è stato un momento molto emozionante, ma anche il risultato di un lavoro durissimo durato oltre due decenni.

Ora Molly potrebbe tornare nel Golfo del Messico, dove è nata

La storia di Molly, però, potrebbe riservare ancora altre sorprese. Le analisi genetiche effettuate negli anni scorsi hanno infatti indicato che la tartaruga appartiene probabilmente a una popolazione originaria del Golfo del Messico, a migliaia di chilometri dall'Irlanda. Secondo Kevin Flannery, biologo marino e fondatore del Dingle Oceanworld Aquarium, Molly potrebbe essere stata trascinata verso nord dalle correnti oceaniche e dalle tempeste, finendo nelle fredde acque dell'Atlantico settentrionale, dove le basse temperature possono provocare nelle tartarughe marine una grave condizione di ipotermia, nota come cold stunning.

Le tartarughe Caretta caretta sono infatti grandi migratrici e possono attraversare interi oceani, tornando spesso a riprodursi nelle stesse aree in cui sono nate. Molly, che oggi pesa circa 120 chilogrammi, è ormai una femmina adulta in età riproduttiva e gli esami effettuati durante la riabilitazione hanno mostrato segni di attività riproduttiva. Non è quindi escluso che possa tornare un giorno a deporre le uova sulle spiagge della sua regione d'origine.

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Prima del ritorno in mare Molly è stata anche dotata di dispositivo GPS per seguire i suoi spostamenti. Foto di Oceanworld Aquarium Dingle

Per seguire i suoi spostamenti, i ricercatori le hanno applicato un trasmettitore satellitare. I dati dovrebbero essere resi accessibili anche al pubblico, permettendo di scoprire dove si dirigerà dopo oltre vent'anni lontana dall'oceano. Il ritorno nel Golfo del Messico, tuttavia, rimane per ora soltanto un'ipotesi. La storia di Molly dimostra però soprattutto quanto possano essere importanti le cure veterinarie specializzate e la valutazione individuale degli animali soccorsi. Come sottolineato anche nel comunicato ufficiale di Zoomarine, altre tartarughe con pinne amputate sono già riuscite a sopravvivere in mare e, in alcuni casi, persino a tornare sulle spiagge per nidificare.

Naturalmente, il rilascio non garantisce che Molly riuscirà ad adattarsi definitivamente alla vita in mare. Saranno i dati del monitoraggio a fornire le prime risposte. Ma dopo 22 anni di cure, la tartaruga che sembrava destinata a trascorrere tutta la vita dietro il vetro di acquario ha finalmente avuto una seconda, e per certi versi insperata, possibilità.

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