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Megattera torna più volte dal cucciolo nato morto: il primo filmato di un possibile lutto in questa specie

Una megattera è stata ripresa mentre tornava dal suo cucciolo nato morto, sul fondale della Gold Coast 9in Australia. Il comportamento, filmato casualmente da un ricercatore con una GoPro, è la prima documentazione di una possibile risposta al lutto in questa specie.

17 Settembre 2026
9:45
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Una megattera torna ripetutamente, per oltre un'ora, nel punto in cui giace il suo cucciolo nato morto. Ripete il comportamento con costanza e chissà quanti altri esemplari hanno vissuto una situazione come questa senza che noi umani potessimo mai assistere a una scena simile. Ma questa volta a riprendere il comportamento c'era Andrew Mulville, esperto della Sea World Foundation che si occupa di soccorso e interventi sugli animali marini.

Tutto è accaduto il 17 luglio del 2025 a un chilometro in mare dalla Gold Coast australiana, precisamente a Palm Beach Reef. Mulville era su una piccola imbarcazione da cui stava seguendo due megattere che si comportavano in modo insolito. Il ricercatore ha deciso così di tuffarsi in acqua dotato di  una GoPro ed effettuare 15 minuti di registrazione totali di cui 12 sarebbero diventati il primo documento al mondo che mostra questo tipo di comportamento da parte di una megattera.

Precedentemente infatti era stato monitorato un solo episodio con protagonista una megattera di sesso maschile che era rimasta accanto a un conspecifico deceduto per oltre quattro ore durante un'interazione di gruppo ch però era stata definita come "competitiva"  nelle acque hawaiane. Secondo gli esperti in quel caso si trattava di un comportamento che era stato interpretato prevalentemente come sessuale piuttosto che epimeletico.

La femmina invece ripresa da Mulville aveva praticamente partorito da poco ma il piccolo era nato morto e l'esemplare è rimasta sul posto recandosi diverse volte verso il corpo esanime del figlio sul fondale marino. La madre si avvicinava, lo toccava e rimaneva ferma accanto a lui, anche mantenendo quello che i ricercatori descrivono come un vero e proprio "contatto visivo": "La presunta madre si è avvicinata al suo cucciolo morto, toccandolo con la testa e la pinna pettorale, rimanendo immobile e guardandolo negli occhi per almeno un minuto alla volta", scrivono gli autori nella ricerca.

Il motivo per cui il video è ancora più unico e rilevante per comprendere questa specie è che i piccoli di megattera morti tendono a sprofondare rapidamente, rendendo molto difficile osservare cosa faccia la madre dopo la morte. Il lutto nei cetacei è stato osservato in diverse specie, tanto che i ricercatori sottolineano nello studio che questi animali "mostrano comportamenti complessi, tra cui risposte attente post-mortem, documentate principalmente negli odontoceti, lasciando una lacuna nella comprensione di comportamenti simili nelle balene con fanoni come le megattere. Questo studio fornisce la prima documentazione dettagliata di una megattera femmina e del suo accompagnatore che mostrano un comportamento post-mortem prolungato nei confronti di un cucciolo nato morto, suggerendo potenziali risposte simili al lutto e sottolineando la necessità di ulteriori ricerche sulle dimensioni emotive e cognitive di tali comportamenti nei misticeti".

Comprendere quanto la perdita sia un elemento destabilizzante anche negli altri animali è uno dei misteri che più affascinano gli scienziati e la nostra specie in generale. La questione del lutto negli animali è da tempo studiata, anche per quanto riguarda le specie che ci sono più vicine come i cani. Come ha spiegato l'etologa Federica Pirrone su Kodami, "un numero crescente di evidenze scientifiche supporta l'idea che gli animali non umani possano provare dolore e siano consapevoli della morte. Il primatologo Frans de Waal parlava di consapevolezza dell’ineluttabilità, riferendosi ad animali che mostrano chiaramente di essere consapevoli del fatto che l’altro non tornerà più. Come quei cani che, per anni, tornano ogni giorno sulla tomba del loro compagno umano deceduto. Certo, non è ancora chiaro come essi acquisiscano questa consapevolezza". Anche i gatti sono stati oggetto di studi da questo punto di vista, tanto che una ricerca dell'Università di Oakland, negli Stati Uniti, ha analizzato il comportamento dei piccoli felini scoprendo che soffrono dopo la morte di un loro simile o di un altro animale domestico nella stessa famiglia

Per quanto riguarda i grandi mammiferi marini, la loro etologia complessa è fonte di nuove scoperte e nuovi misteri ogni volta che si indaga nel loro universo cognitivo e sensoriale. Dalle megattere alle orche, passando per tutti i globicefali, gli elementi che ci hanno fatto scoprire la complessità cognitiva di cui sono dotati sono sempre di più. Il 12 settembre 2025, ad esempio, nello Stretto di Rosario era stata osservata una mamma orca che trasportava sul muso il suo cucciolo morto, con il cordone ombelicale ancora attaccato. La biologa marina dell'istituto Tethys, Maddalena Jahoda, aveva spiegato su Kodami che si trattava di: "un comportamento tipico dei cetacei, legato all’istinto di mantenere in superficie piccoli per farli respirare. Ma è difficile non interpretarlo anche come un segno di lutto".

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