
Sabato scorso alcuni bagnanti sono stati morsi e lievemente feriti da una tartaruga marina Caretta caretta nelle acque di Lesina, in Puglia. Episodi insoliti che hanno inevitabilmente suscitato preoccupazione tra chi frequenta il mare, ma che non devono essere interpretati come il segnale di una maggiore aggressività della specie.
A fare chiarezza è il progetto Life Turtlenest, dedicato alla conservazione della Caretta caretta lungo le coste italiane, francesi e spagnole. "Non ci sono elementi per parlare di un allarme generalizzato – hanno spiegato in un comunicato i tecnici del progetto – né possiamo parlare di un aumento dell'aggressività della specie o di un'escalation di aggressioni da parte delle tartarughe marine".
Gli episodi di questo tipo sono infatti estremamente rari e troppo pochi per permettere di individuare una tendenza generale. Bisogna invece capire cosa abbia spinto quel singolo individuo, in quelle determinate circostanze, a reagire mordendo.
Perché una tartaruga marina può avvicinarsi ai bagnanti
La Caretta caretta è un animale che normalmente tende a evitare il contatto con le persone. Le ragioni di un comportamento così insolito sono quindi difficili da rintracciare, ma possono essere diverse: una risposta difensiva, un comportamento esplorativo legato all'alimentazione, la presenza di risorse alimentari in una determinata area o particolari condizioni ambientali.
C'è però anche un altro elemento da considerare: la presenza delle tartarughe lungo le coste italiane è sempre più frequente proprio durante la stagione balneare. Negli ultimi anni, lungo le coste italiane sono aumentate notevolmente le nidificazioni e l'area utilizzata dalla specie per riprodursi si sta espandendo rapidamente, complice anche l'aumento delle temperature del mare. Questo significa che, inevitabilmente, tartarughe e persone finiscono per condividere sempre più spesso gli stessi spazi, aumentando le occasioni di interazioni.
La presenza di tartarughe marine in mare o anche a pochi metri dalle spiagge, quindi, non rappresenta di per sé un rischio. Al contrario, conferma come questa specie, un tempo in serio pericolo di estinzione, stia aumentando la propria presenza lungo le coste di italiane. Il problema nasce quando questa presenza crescente, a cui non siamo abituati, non viene gestita correttamente.
Un animale selvatico non è un'attrazione, anche se sembra "innocuo"

Il principio vale per le tartarughe marine come per qualsiasi altro animale selvatico. "La possibilità di osservare un animale selvatico da vicino non ci autorizza a cercare un contatto con lui", ha infatti spiegato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente che coordina il progetto Life Turtlenest.
Avvicinarsi, toccare, inseguire o dare da mangiare un animale selvatico può modificarne il comportamento e creare situazioni rischiose sia per le persone sia per l'animale. È purtroppo un problema che sta diventando piuttosto frequente, come testimonia il caso del cervo accerchiato da turisti a Scanno, in Abruzzo, e che ha reagito caricando due persone. "Cervi, tartarughe marine, delfini, lupi e orsi e più in generale tutti gli animali selvatici non sono attrazioni con cui scattarsi un selfie. Vanno osservati a distanza e lasciati liberi di allontanarsi", ha aggiunto Nicoletti.
È una regola semplice, ma particolarmente importante in un periodo dell'anno in cui milioni di persone frequentano spiagge, coste, boschi e montagne dove vivono e si riproducono tanti animali selvatici.
Cosa fare se si incontra una tartaruga marina
Anche se siamo abituati a pensare che una tartaruga marina sia un animale innocuo, in caso di incontro in mare al prima cosa da fare è mantenere le distanze. La tentazione di nuotare insieme a una tartaruga in mare può comprensibilmente essere forte, ma se si avvista una Caretta caretta in acqua bisogna lasciarle spazio, senza tentare di toccarla, inseguirla o darle del cibo.
"Lo strumento principale per garantire una convivenza serena con le tartarughe marine consiste nell'informare correttamente i turisti e gli operatori balneari", ha infatti sottolineato Stefano Di Marco, responsabile del progetto Life Turtlenest. Per questo, secondo gli esperti, sarebbe utile dotare i litorali di cartelli chiari che spieghino come comportarsi in caso di avvistamento.
Se l'animale appare ferito, in difficoltà o manifesta un comportamento evidentemente anomalo, è invece opportuno segnalarlo subito alla Capitaneria di porto, ai centri di recupero o alle associazioni che si occupano della specie in quell'area. Le stesse precauzioni valgono anche sulla spiaggia. Se si trovano tracce che fanno pensare alla presenza di un nido, bisogna evitare di camminare nell'area interessata, non toccare le uova e non illuminare una tartaruga durante la deposizione o in caso di emersione della tartarughine dalla sabbia.