
È iniziato il lungo e controverso trasferimento dei beluga rimasti nel parco marino canadese Marineland, chiuso al pubblico ormai dal 2024. Sei animali hanno già lasciato la struttura di Niagara Falls nell'ambito di un piano internazionale che punta a ricollocare tutti i 30 i beluga rimasti nel parco insieme a quattro delfini. Quattro cetacei sono stati ricollocati allo Shedd Aquarium di Chicago, mentre altri due hanno raggiunto il parco SeaWorld di San Antonio, in Texas.
I beluga sono stati trasportati in speciali contenitori a temperatura controllata, prima su camion e poi a bordo di aerei cargo o di voli commerciali. Per tutta la durata del trasferimento sono stati seguiti da veterinari e tecnici specializzati, che hanno monitorato costantemente le loro condizioni di salute. Prima della partenza e dopo l'arrivo sono stati inoltre sottoposti a controlli veterinari per ridurre al minimo i rischi legati a un'operazione così complessa e delicata avviata dopo mesi di polemiche, minacce di soppressione e permessi negati.
Tutti e 30 i beluga saranno ricollocati tra USA e Spagna

I beluga (Delphinapterus leucas) sono cetacei che vivono nelle acque fredde dell'Artico. Possono superare i quattro metri di lunghezza, pesare oltre una tonnellata e sono animali molto sociali, che comunicano attraverso un'ampio e complesso repertorio di vocalizzazioni. Proprio per la loro complessa vita sociale e per le loro esigenze comportamentali, il loro mantenimento in cattività è da anni al centro di un acceso dibattito scientifico ed etico.
Quello appena iniziato è infatti solo il primo passo di un piano molto più ampio. Nelle prossime settimane anche gli altri beluga saranno trasferiti in diverse strutture, tra cui il Georgia Aquarium, il SeaWorld di San Diego e l'Oceanogràfic di Valencia, in Spagna. Ogni spostamento sarà deciso solo dopo una valutazione veterinaria, per verificare che ciascun animale sia in condizioni compatibili con il viaggio e possa essere accolto in un ambiente adeguato alle sue esigenze.
La lunga crisi di Marineland e dei parchi acquatici

Per decenni Marineland è stato uno dei parchi marini più conosciuti del Canada, famoso per gli spettacoli con cetacei e altri mammiferi marini. Negli ultimi anni, però, la struttura è stata coinvolta in numerose polemiche sulle condizioni di detenzione degli animali. Ex dipendenti, associazioni e inchieste giornalistiche hanno denunciato problemi gestionali, maltrattamenti e morti sospette, mentre nel frattempo le autorità hanno avviato diverse indagini.
Dopo la morte del fondatore John Holer e il progressivo declino economico, il parco ha poi chiuso definitivamente nel 2024, lasciando al suo interno i 30 beluga e i quattro delfini. La situazione è diventata ancora più critica quando è fallito il tentativo di trasferire i cetacei in una struttura in Cina. Marineland aveva quindi dichiarato di non avere più risorse sufficienti per mantenerli e aveva perfino ipotizzato il ricorso all'eutanasia se non fossero arrivate autorizzazioni o finanziamenti da parte del governo.

Questa prospettiva ha inevitabilmente suscitato una forte indignazione in tutto il mondo, spingendo governi, biologi, veterinari, acquari e organizzazioni per la tutela degli animali a trovare una soluzione condivisa. Tuttavia, per molti esperti spostare animali così complessi tra un parco acquatico e l'altro non può di certo essere una soluzione definitiva, un problema che sta diventando anno dopo anno più frequente a causa della crisi dei delfinari e dei parchi acquatici in tutto io mondo.
Perché ricollocare delfini e altri cetacei dalla cattività è un grosso problema

Il caso dei beluga di Marineland mette infatti in evidenza un problema ormai sempre più frequente. Quando uno zoo o un parco marino chiude, trovare una nuova sistemazione agli animali può essere molto complicato, in alcuni casi quasi impossibile. Specie così complesse e sociali come i beluga richiedono spazi molto grandi, personale altamente specializzato e cure continue, caratteristiche che solo poche strutture nel mondo possono garantire.
Molti esperti ritengono che i santuari marini, grandi aree costiere recintate dove gli animali possono vivere in condizioni più naturali pur continuando a ricevere assistenza umana, rappresentino una soluzione preferibile. Tuttavia, strutture di questo tipo sono ancora pochissime, scarsamente affidabili e non sempre sono in grado di accogliere un numero così elevato di cetacei. Nel frattempo, gli animali in attesa di una nuova collocazione aumentano e rischio di finire in altri parchi dove ancora vanno in scena spettacoli con i cetacei aumenta.

Una situazione molto simile riguarda per esempio le orche Wikie e Keijo, abbandonate nel parco Marineland di Antibes, in Francia. Dopo la bocciatura del trasferimento verso un santuario ancora in costruzione proprio in Canada, le ultime due orche rimaste in cattività in Europa continentale dovrebbero essere trasferite al Loro Parque, a Tenerife. A oggi, quindi, il trasferimento in altri acquari e parchi marini, almeno nel breve periodo, sembra essere l'unica alternativa concreta per garantire ai cetacei sfruttati per anni negli spettacoli in cattività cure e assistenza.
Cosa che evidentemente non può risolvere il problema più ampio sul destino dei tanti cetacei ancora in cattività in tutto il mondo.