
Mettere una mangiatoia sul balcone o in giardino e aspettare che arrivino gli uccelli è un hobby sempre più diffuso in tutto il mondo. Per tanti appassionati, però, è molto più di questo: significa ritagliarsi ogni giorno un momento per osservare la natura da vicino e, secondo un nuovo studio, questa abitudine può avere effetti positivi anche sul benessere mentale ed emotivo delle persone.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Ambio, è stata condotta da un gruppo di ricercatori guidato dal Virginia Tech insieme, tra gli altri, a scienziati del Cornell Lab of Ornithology e della Zoological Society of London. Gli autori hanno reclutato 3.658 partecipanti al Project FeederWatch, un progetto di citizen science che raccoglie le osservazioni sugli uccelli presenti alle mangiatoie raccolte da semplici appassionati e cittadini. E i risultati sono netti: usare le mangiatoie fa stare meglio le persone.
Usare le mangiatoie per uccelli rende più felici

Al termine dei sei mesi di osservazione, ben il 95% dei partecipanti ha infatti detto che dare da mangiare agli uccelli e osservarli ha avuto un effetto positivo sul proprio benessere. Il beneficio descritto più spesso riguardava soprattutto le emozioni. Le persone raccontavano infatti di provare gioia, calma, gratitudine e speranza guardando gli uccelli. In alcuni casi l'attività aiutava a distrarsi dalle preoccupazioni e a ridurre lo stress.
Ma c'era anche un altro aspetto: l'attenzione. Osservare una mangiatoia porta a sforzarsi nel riconoscere le diverse specie, imparare a distinguerle e chiedersi perché una arriva in un determinato momento mentre un'altra no. La curiosità trasforma così un gesto apparentemente semplice in un'attività capace di coinvolgere e mantenere l'attenzione spingendoci a conoscere meglio le specie che vivono intorno a noi, come del resto già accade praticando birdwatching.
Infine c'è il senso profondo e intimo di questo gesto. Alcune persone hanno raccontato di avere provato la sensazione di fare qualcosa di utile per gli animali, mentre altre hanno collegato l'esperienza a un maggiore contatto con la natura o a momenti di gioia condivisi con familiari e amici. Questo non significa, però, che una mangiatoia sia sempre una cosa positiva per gli uccelli, anzi.
Le mangiatoie possono essere rischiose per gli uccelli

Normalmente non bisognerebbe mai dare da mangiare agli animali selvatici. Tuttavia, utilizzare mangiatoie è una pratica storicamente molto diffusa e che può anche essere un aiuto concreto per gli uccelli soprattutto in inverno, ma andrebbe fatta con grande attenzione e consapevolezza. Intorno alle mangiatoie si concentrano infatti molti uccelli appartenenti a specie diverse e che più difficilmente entrerebbero in contatto senza il cibo offerto. E tutto questo può essere molto rischioso soprattutto per la diffusione di patologie e parassiti.
Un altro studio pubblicato recentemente sulla rivista Molecular Ecology mostra bene il problema. I ricercatori hanno analizzato la presenza di Trichomonas gallinae, un parassita responsabile della tricomonosi, una malattia che può colpire in particolare colombi e tortore. Nelle mangiatoie e negli abbeveratoi installati in giardino era quasi tre volte più frequente che altrove. Diversi altri studi in passato hanno inoltre più volte dimostrato come le mangiatori possano contribuire a facilitare la trasmissione di parassiti e malattie, un tema che sta rimettendo in fortemente discussione questa pratica anche tra gli appassionati e gli esperti.
Le mangiatoie possono inoltre anche modificare il comportamento degli animali. Una fonte di cibo pressoché infinita può attirare gli animali più frequentemente in determinati luoghi e cambiare la composizione della comunità di uccelli o il loro comportamento migratorio. Può inoltre aumentare il rischio di predazione da parte dei gatti e, se la mangiatoia viene collocata vicino alle finestre, quello di collisioni contro i vetri. Gli uccelli infatti non percepiscono il vetro come una barriera e possono confonderne il riflesso con la continuazione del paesaggio.
Come usare una mangiatoia senza trasformarla in un pericolo

La soluzione, però, non è necessariamente smettere di dare da mangiare agli uccelli. È farlo con consapevolezza. La prima regola è pulire spesso la mangiatoia. Semi vecchi, gusci, residui di cibo e soprattutto deiezioni possono diventare un ambiente favorevole alla proliferazione di microrganismi patogeni. Project FeederWatch raccomanda una pulizia ogni una o due settimane, aumentando la frequenza quando la mangiatoia è molto utilizzata o durante i periodi più umidi.
È inoltre meglio evitare di concentrare quantità eccessive di cibo nello stesso punto. Distribuire le risorse in più punti, quando possibile, riduce l'affollamento e quindi le occasioni di contatto ravvicinato tra gli uccelli. Il nuovo studio su Trichomonas gallinae suggerisce proprio che una distribuzione a bassa densità può contribuire a ridurre la trasmissione del parassita.
Bisogna poi osservare gli animali. Se compaiono uccelli evidentemente malati, con piumaggio rovinato o occhi gonfi e incrostati, è opportuno aumentare la frequenza delle pulizie e, a seconda della situazione, sospendere temporaneamente la somministrazione di cibo per permettere agli animali di disperdersi.
Come sempre, serve equilibrio e consapevolezza

La mangiatoia dovrebbe poi essere posizionata in un luogo sicuro. Se è troppo vicina a una finestra, un uccello in fuga può finirci contro. Se invece è facilmente raggiungibile da un gatto, può trasformarsi in un punto di caccia. Schermare i vetri con tende o adesivi visibili dall'esterno e tenere i gatti in casa sono due semplici misure che possono ridurre drasticamente questi rischi.
Infine, la mangiatoia non dovrebbe diventare mai un sostituto del cibo naturale e non deve essere sempre disponibile. Un giardino con piante autoctone, arbusti e alberi può offrire riparo e cibo più naturale, soprattutto insetti e semi, permettendo agli animali di utilizzare uno spazio più ampio invece di concentrarsi sempre intorno alla mangiatoia. Inoltre, andrebbe utilizzata solo ed esclusivamente in inverno, quando fa molto freddo e il cibo in natura scarseggia.
Il punto quindi non è scegliere tra il benessere delle persone e quello degli uccelli. L'obiettivo dovrebbe essere riuscire a trovare un equilibrio: usare le mangiatoie come occasione per osservare e conoscere la natura e aiutare gli uccelli nei momenti di maggiore difficoltà, riducendo però al minimo i rischi che comporta dar da mangiare agli animali selvatici. Si può fare: serve solo un po' di consapevolezza.