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4 Giugno 2026
10:58

Anche gli uccelli si masturbano e secondo un nuovo studio non è un problema legato alla cattività

Un nuovo studio dimostra che la masturbazione negli uccelli è un comportamento del tutto naturale e molto diffuso, non un problema comportamentale causato dalla cattività come pensavamo.

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Fino a oggi si pensava fosse un problema comportamentale legato alla cattività, soprattutto nei pappagalli

Anche gli uccelli si masturbano. Pappagalli, anatre, rapaci e molte altre specie mettono in atto comportamenti sessuali rivolti verso sé stessi e secondo un nuovo studio, pubblicato su Ecology and Evolution, non si tratta affatto di un problema comportamentale o di un segnale di stress, come si è creduto per anni. La ricerca è la prima ad aver raccolto in modo sistematico dati su questo comportamento in moltissime specie di uccelli. E le conclusioni mettono in discussione molte convinzioni diffuse anche tra veterinari e allevatori.

Per molto tempo, infatti, la masturbazione negli uccelli – soprattutto nei pappagalli tenuti in casa – è stata considerata una conseguenza negativa della cattività, della solitudine o di ambienti poco stimolanti. In alcuni casi, proprio per cercare di fermare questi comportamenti, venivano consigliati cambiamenti nella dieta, terapie ormonali o farmacologiche e persino interventi chirurgici. Tuttavia, questa interpretazione potrebbe essere sbagliata.

Un comportamento molto più diffuso del previsto

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È un comportamento diffuso in molte specie sia in natura che in cattività, inclusi i rapaci

Lo studio è stato guidato da Chloe Heys dell'Università del Lancashire, insieme a ricercatori delle università di Swansea, Oxford e Liverpool. Gli autori hanno raccolto dati provenienti sia dalla letteratura scientifica sia dalle osservazioni di allevatori e appassionati di uccelli attraverso questionari e forum online. In totale sono state analizzate ben 120 specie appartenenti a 22 grandi gruppi diversi di uccelli, sia in natura che tra quelle comunemente allevate in cattività.

I risultati mostrano che la masturbazione è un comportamento molto diffuso e naturale nel mondo degli uccelli, parte di un repertorio sessuale molto più complesso di quanto si pensasse. Uno degli aspetti più interessanti è che il comportamento è stato osservato più frequentemente negli uccelli che vivono in natura che in quelli tenuti in cattività. Un dato che contraddice direttamente la convinzione secondo la quale sarebbe causato soltanto da condizioni artificiali o da problemi comportamentali.

In passato, per esempio, si pensava che potesse essere una conseguenza dell'allevamento a mano legata all'imprinting, pratica molto diffusa soprattutto per i pappagalli da compagnia, ma non solo. Tuttavia, secondo i risultati di questo studio gli uccelli allevati e cresciuti dai genitori naturali mostravano questo comportamento più spesso rispetto a quelli cresciuti direttamente dagli esseri umani.

Si masturbano sia gli uccelli maschi che le femmine

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Non è però ancora del tutto chiaro quali potrebbero essere le funzioni della masturbazione, ma probabilmente è legata all’apprendimento sessuale e a scopi sociali

Come succede in molte altre specie animali, i maschi sembrano masturbarsi più frequentemente delle femmine, ma il comportamento è stato osservato in entrambi i sessi. Circa il 55% delle osservazioni sui maschi riguardava episodi di masturbazione, contro il 36% delle femmine. L'età, invece, non sembra fare una grande differenza: sia gli individui giovani che quelli adulti mostravano questo comportamento con frequenze molto simili.

Per gli autori dello studio, questi dati suggeriscono che la masturbazione non sia quindi un'anomalia, ma un comportamento del tutto naturale e ampiamente diffuso in natura in tantissime specie. La vera domanda, però, è soprattutto un'altra: qual è lo scopo di questo comportamento?

Perché gli uccelli si masturbano

La verità è che gli scienziati ancora non conoscono con esattezza tutte le possibili funzioni e il significato evolutivo di questo comportamento. Ma diverse ipotesi suggeriscono che possa avere un ruolo nell'apprendimento sessuale, nella riduzione delle tensioni sociali o persino nel mantenimento della salute riproduttiva.

Negli animali, del resto, i comportamenti sessuali non servono soltanto per riprodursi. Molte specie usano il sesso anche per rafforzare legami sociali, ridurre conflitti (pensiamo ai bonobo) o semplicemente come parte della loro normale vita quotidiana. Secondo gli autori, comprendere meglio questi aspetti potrebbe però avere conseguenze importanti anche per il benessere degli uccelli da compagnia – che nei pappagalli può essere approfondito grazie a un questionario da fare a casa – e per i programmi di conservazione delle specie minacciate.

"Cercare di impedirlo potrebbe fare più male che bene"

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Provare a "correggere" questo comportamento negli uccelli da compagnia potrebbe fare più male che bene

Gli autori hanno spiegato che questi risultati potrebbero infatti aiutare allevatori, appassionati e veterinari a interpretare meglio questi comportamenti, soprattutto nei pappagalli e negli altri uccelli allevati come animali da compagnia. Secondo i ricercatori, intervenire per bloccare la masturbazione potrebbe in alcuni casi causare più danni che benefici agli uccelli.

Gli scienziati hanno infatti sottolineato che finora sono mancate ricerche approfondite su questo tema, nonostante sia una delle domande che i veterinari ricevono più spesso da chi vive con un pappagallo o altri uccelli da compagnia.

Lo studio, quindi, non solo cambia il modo in cui guardiamo a questi comportamenti, ma in un certo senso ribalta alcune delle convinzioni più diffuse sul comportamento sessuale di questi animali: molte azioni che consideriamo "strane" o anomale negli uccelli sono in realtà perfettamente naturali. Siamo noi, spesso, ad avere un'idea forse troppo limitata della loro vita sessuale e sociale.

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