UN PROGETTO DI
29 Aprile 2026
10:52

Gli uccelli scappano più dalle donne che dagli uomini, ma non sappiamo perché: lo studio in 5 città europee

Gli uccelli urbani fuggono prima davanti alle donne che agli uomini. Uno studio condotto in diverse città europee mostra un fenomeno diffuso tra diverse specie, ma le cui cause restano ancora sconosciute.

Immagine
Gli uccelli che vivono in città, come i passeri (Passer domesticus), fuggono via prima se hanno di fronte una donna

La maggior parte degli animali ha paura degli esseri umani e fugge via appena qualcuno si avvicina troppo. A quanto pare, però, nei parchi urbani europei succede qualcosa di curioso, e per molti versi difficile da spiegare: molti uccelli che vivono in città scappano prima quando ad avvicinarsi è una donna, rispetto a un uomo.

Non è solo un'impressione, ma il risultato di uno studio che vede come primo autore Federico Morelli dell'Università di Torino, pubblicato recentemente sulla rivista People and Nature e che, almeno per ora, lascia più domande aperte che risposte.

Gli uccelli fuggono prima se ad avvicinarsi è una donna

Immagine
Gli uomini riescono avvicinarsi di circa un metro in più rispetto alle donne prima che gli uccelli volino via. In foto un merlo maschio (Turdus merula), una delle 37 specie urbane studiate

Lo studio è stato condotto in cinque Paesi europei – Repubblica Ceca, Francia, Germania, Polonia e Spagna – e ha coinvolto diverse specie ormai tipiche dell'ambiente urbano, come cince, passeri, colombacci, corvidi e merli. I ricercatori hanno chiesto a volontari uomini e donne, simili per altezza e abbigliamento, di camminare in linea retta verso gli uccelli che vivono nei parchi e nelle aree verdi. L'obiettivo era misurare la cosiddetta distanza di fuga, ovvero quanti metri un animale lascia tra sé e una potenziale minaccia prima di scappare via.

Si tratta di un parametro molto usato nello studio del comportamento per capire soprattutto quanto un animale sia tollerante o diffidente nei confronti degli esseri umani, che negli uccelli viene anche chiamata Flight Initiation Distance (FID). Maggiore è la distanza di fuga, minore è la confidenza con la nostra specie. Il risultato è stato però del tutto inaspettato: in media, gli uomini riuscivano ad avvicinarsi di circa un metro in più rispetto alle donne prima che gli uccelli prendessero il volo.

Un fenomeno diffuso in tutta Europa e tra molte specie

Immagine
Le città europee in cui è stato effettuato lo studio. Immagine da Morelli et al., 2026

Un altro risultato inattesa è che non si tratta di un fenomeno isolato o circoscritto. Lo stesso pattern è emerso in tutti i Paesi coinvolti e in tutte le 37 specie studiate. Vale sia per specie più diffidenti, come le gazze, sia per quelle più abituate alla presenza umana, come i comunissimi piccioni domestici. In sostanza, gli uccelli urbani sembrano essere in grado di distinguere il sesso della persona che si avvicina e di reagire di conseguenza. Ma come ci riescano, e soprattutto perché, resta un mistero.

Secondo i ricercatori, infatti, gli uccelli sembrano proprio essere in grado di distinguere e riconoscere le differenze tra un uomo e una donna, ma non è chiaro quali segnali o caratteri utilizzino per farlo. Le ipotesi sono diverse. Potrebbero basarsi su caratteristiche visive, come la forma del corpo, oppure il modo di camminare. Non si esclude nemmeno il ruolo di segnali chimici, come gli odori corporei o i feromoni. Tuttavia, per ora si tratta solo di congetture. Nessuna di queste spiegazioni è stata verificata in modo diretto.

Un problema anche metodologico su come studiamo gli animali

Immagine
Gli uccelli sembrano distinguere donne e uomini, ma come ci riescano rimane un mistero

Lo studio solleva anche una questione molto più ampia, che riguarda il modo in cui si fanno le ricerche sugli animali. Spesso si dà per scontato che la presenza umana sia "neutra", cioè che non influenzi il comportamento degli animali in modo significativo, o che perlomeno non ci siano differenze nell'impatto in base all'aspetto o alle differenze tra le varie persone che si trovano sul campo.

Ma questi risultati suggeriscono esattamente il contrario contrario: gli animali, perlomeno in contesti urbani, sono molto attenti ai dettagli e potrebbero reagire in modo diverso a seconda di chi hanno davanti. Questo significa che fattori come il sesso dell'osservatore – ma anche altri non ancora approfonditi, come aspetto e corporatura – potrebbero introdurre variabili non considerate fino a oggi ma che influenzano gli studi sul comportamento animale.

Un enigma che racconta quanto gli animali siano attenti a noi

Immagine
Gli animali in città ci osservano, ci valutano e prendono decisioni sulla base di informazioni che fatichiamo a comprendere

Nonostante le oltre 2.700 osservazioni raccolte, i ricercatori invitano in ogni caso alla cautela. Si tratta di risultati solidi, ma per il momento ancora preliminari. Serviranno altri studi più approfonditi per capire davvero se questo schema si conferma anche in altri contesti e, soprattutto, per identificare le cause. La strada più promettente, secondo gli autori, è analizzare separatamente i diversi fattori: movimento, odore, caratteristiche fisiche. Solo così si potrà capire quali segnali gli uccelli stanno davvero utilizzando.

In attesa di ulteriori studi, questi risultati mettono però in luce un aspetto spesso sottovalutato: gli animali che vivono nelle nostre città non si limitano a "tollerarci", ma ci osservano, ci valutano e prendono decisioni sulla base di informazioni che noi stessi fatichiamo a cogliere. Il fatto che riescano a distinguere – in qualche modo – tra uomini e donne, e a reagire di conseguenza, suggerisce che la loro percezione del mondo umano sia molto più fine di quanto immaginiamo.

E per ora, resta una domanda aperta: cosa vedono – o sentono – esattamente, quando ci osservano?

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views