
Le pale eoliche sono uno dei punti chiave della transizione energetica verso fonti di energia sostenibili e rinnovabili. Producono infatti elettricità sfruttando il vento e permettono di ridurre l'uso dei combustibili fossili, ma hanno anche un impatto forte sugli animali selvatici e gli ecosistemi. Tra i problemi più noti ci sono le collisioni degli uccelli con le turbine, un fenomeno che interessa soprattutto rapaci, grandi veleggiatori e specie migratrici.
Da anni gli scienziati studiano e sperimentano sistemi per cercare di ridurre questo fenomeno, ma ora un gruppo di ricercatori delle università di Helsinki ed Exeter ha provato a percorrere una strada insolita: usare i colori di avvertimento già presenti in natura per rendere le pale più "spaventose" agli occhi degli uccelli e convincerli a stare lontani. I risultati di questo curioso esperimento, che ha coinvolto un touch screen, delle cinciallegre e i colori di un serpente velenoso, sono stati pubblicati su Behavioral Ecology.
Un "videogioco" ispirato ai colori aposematici del serpente corallo

L'idea nasce da un fenomeno molto diffuso e ben conosciuto chiamato aposematismo. In pratica, molte specie animali utilizzano colori molto vistosi per segnalare la propria pericolosità o tossicità a eventuali predatori. È il caso delle coloratissime rane frecce, di molti insetti tra cui le farfalle e di numerose specie di serpenti, come i cosiddetti corallo. Combinazioni di colori come rosso, giallo e nero in natura significano spesso una sola cosa: "non mangiarmi e stai alla larga, perché potresti pentirtene".
Secondo la professoressa Johanna Mappes, che ha coordinato lo studio, in molti casi questa reazione sarebbe innata, per cui molti animali tendono a evitare determinate combinazioni cromatiche anche senza averne mai avuto esperienza diretta.
Per capire se questo meccanismo potesse funzionare anche con le turbine eoliche, i ricercatori hanno quindi utilizzato un sistema decisamente particolare: un touch screen progettato appositamente per gli uccelli. Attraverso una sorta di "videogioco", alcune cinciallegre (Parus major) – passeriformi molto "intelligenti" e comuni – sono state messe di fronte a diverse simulazioni di pale in movimento, senza correre alcun rischio reale. I risultati, secondo i ricercatori, sono stati sorprendenti.
Le cinciallegre evitano le pale eoliche gialle, rosse e nere

Le combinazioni di colori giallo, rosso e nero – ispirate ai serpenti corallo come Micrurus fulvius – abbinate al movimento rotatorio delle pale hanno provocato una reazione di evitamento molto più forte rispetto ai pattern già sperimentati in passato, come una singola pala nera o le strisce rosse: le cince, non beccavano lo schermo quando le pale erano colorate in questo modo. Le classiche pale bianche, invece, si sono rivelate le meno efficaci e gli uccelli sembravano percepirle molto meno come un potenziale pericolo.
Negli ultimi anni, i ricercatori hanno testato numerosi sistemi per cercare di ridurre l'impatto dell'eolico sugli uccelli Molte soluzioni hanno cercato di "rilevare" gli uccelli attraverso telecamere, radar o sistemi automatici in grado di fermare le turbine quando venivano rilevati animali nei paraggi.
In questo caso, invece, l'obiettivo è modificare direttamente il comportamento degli uccelli sfruttando meccanismi evolutivi antichissimi e soluzioni ispirate alla natura. Non si tratta però di una soluzione definitiva. Gli stessi ricercatori sottolineano che questo esperimento è stato condotto soltanto su una singola specie di piccolo passeriforme e in condizioni controllate. Prima di capire se il metodo possa davvero funzionare, serviranno test sul campo e soprattutto studi su molte altre specie.
Nuovi test per capire l'efficacia dei colori sulle pale eoliche: i fattori in gioco

Uno dei problemi principali è che gli uccelli non reagiscono tutti allo stesso modo. I grandi rapaci, le cicogne e altri grandi veleggiatori – tra gli animali più colpiti dalle collisioni con le turbine – potrebbero avere comportamenti molto diversi rispetto a un piccolo passeriforme. Anche le condizioni ambientali, la luce, il paesaggio e la disposizione degli impianti possono cambiare radicalmente il modo in cui gli animali percepiscono le pale.
Inoltre, il problema dell'impatto dell’eolico sulla biodiversità è molto più ampio e complesso delle sole collisioni degli uccelli. Le turbine possono influenzare anche pipistrelli, insetti e altri animali. I pipistrelli, per esempio, non muoiono soltanto per impatto diretto: in alcuni casi subiscono gravi danni interni causati dalle variazioni di pressione generate dalle pale in movimento o vengono disturbati dal rumore delle turbine quando ruotano.
Questo non significa che l'eolico sia "il nemico" della fauna selvatica. Anzi, contrastare la crisi climatica è fondamentale anche per proteggere gli ecosistemi e la biodiversità. Ma significa che la transizione verso fonti rinnovabili deve essere accompagnata da strategie capaci di ridurre il più possibile gli impatti sugli animali.
L'eolico rimane una questione complessa per l'impatto sugli animali

Colorare le pale potrebbe diventare una di queste strategie, insieme alla scelta di posizionare gli impianti lontano dalle principali rotte migratorie, all'utilizzo di telecamere automatiche o allo spegnimento temporaneo delle turbine quando si avvicinano specie sensibili. Insomma, serviranno probabilmente diversi sistemi di dissuasione e mitigazione combinati tra loro o adattati al singolo contesto e alle specie presenti in quel determinato luogo.
Secondo i ricercatori, in futuro le turbine dovranno essere progettate non soltanto per essere efficienti dal punto di vista aerodinamico, ma anche più visibili o meno impattanti per gli animali. Lo stesso principio potrebbe inoltre ì essere applicato anche ad altre strutture artificiali pericolose per gli uccelli, come linee elettriche, edifici e grandi superfici vetrate, tra le principali cause di mortalità antropiche per gli uccelli.
Per ora questo curioso "videogioco" per cinciallegre resta soprattutto un primo passo, ancora tutto da verificare nella realtà. Ma è anche un esempio molto interessante di come osservare la stessa natura possa aiutarci a trovare soluzioni per proteggerla meglio.