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16 Luglio 2026
13:46

Il gabbiano che usa il pane come esca per pescare, i ricercatori: “Un comportamento rarissimo nel regno animale”

A Scilla, in provincia di Reggio Calabria, un gabbiano reale è stato osservato mentre usa pezzetti di pane come esca per attirare e catturare i pesci. Lo studio tutto italiano documenta un comportamento rarissimo e mai osservato prima in questa specie. Gli autori: "Possibile innovazione comportamentale e utilizzo di strumenti"

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In Calabria, un gabbiano reale è stato osservato per la prima volta mentre utilizza del pane per attirare e catturare dei pesci

Di solito siamo abituati a vedere i gabbiani mentre rovistano tra i rifiuti o cercano di rubare un panino o un gelato mentre passeggiamo. Ma un nuovo studio tutto italiano racconta qualcosa di nuovo e mai visto prima: un comunissimo gabbiano reale (Larus michahellis) è stato osservato mentre utilizzava un pezzetto di pane come esca per attirare i pesci e catturarli. È la prima volta in assoluto che questo comportamento viene documentato in questa specie e potrebbe rappresentare persino un raro caso di utilizzo di strumenti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Behaviour e coordinato dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, amplia di molto le le nostre conoscenze sulle capacità e la flessibilità cognitive di questi uccelli urbani, ormai sempre più comuni e a loro agio in città anche grazie alla loro sottovalutata "intelligenza".

Un gabbiano che pesca come un pescatore

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Il gabbiano posizione il pane in acqua, aspetta che arrivino i pesci e poi si lancia per catturarli. Foto di Antonino Costantino

L'osservazione è avvenuta a Scilla, in provincia di Reggio Calabria, ed è merito del biologo marino Antonino Costantino. Mentre pranzava sulla terrazza di un ristorante, ha notato un gabbiano impegnato in qualcosa di decisamente insolito.

"Dopo essersi posizionato su uno scoglio, un esemplare che teneva un pezzetto di cibo nel becco, invece di inghiottirlo, lo ha adagiato delicatamente in acqua, proprio come farebbe un pescatore con la sua esca", racconta Costantino. "Ho capito subito l'importanza di quello che stava accadendo e ho preso il cellulare per immortalare il momento: quell'uccello stava pescando".

Il gabbiano, invece di mangiare il pane lanciato in mare dai turisti, lo raccoglieva e lo riposizionava sulla superficie dell'acqua. Rimaneva poi immobile a osservare finché alcuni pesci, tra cui castagnole e cefali, si avvicinavano all'esca. A quel punto sferrava un rapido attacco. In almeno un'occasione documentata la sua tecnica di pesca ha avuto successo, con la cattura di una castagnola.

Il bait fishing, un comportamento rarissimo nel regno animale

Questa tecnica di caccia, chiamata bait fishing, cioè "pesca con l'esca", è considerata estremamente rara negli altri animali. Esistono già dei casi documentati, ma fino a oggi era stata osservata solo in poche specie di uccelli, soprattutto aironi e garzette. La specie più conosciuta a utilizzare questa tecnica è l'airone verde (Butorides virescens), diffuso nelle zone paludose del Nordamerica e dell'America centrale.

Secondo Valerio Elia, primo autore dello studio, la rarità di questo comportamento è legata soprattutto alla necessità di combinare capacità cognitive complesse, condizioni ambientali favorevoli e una particolare e precisa strategia di caccia. "L'individuo rinuncia a una risorsa alimentare immediata, il pane, per utilizzarla come esca e ottenere una preda energeticamente più vantaggiosa, il pesce", spiega il ricercatore. "Inoltre sembra aver associato la presenza dell'esca a una maggiore probabilità di attirare le prede e dimostra di saperla collocare nei punti più favorevoli per l'attacco".

Se il gabbiano manipola e posiziona volontariamente l'esca per raggiungere il suo obiettivo, gli etologi considerano questo comportamento un possibile esempio di utilizzo di strumenti, un fenomeno molto raro negli animali e di solito associato soprattutto agli animali più "intelligenti", come elefanti, scimmie  e – restando negli uccelli – ai corvidi.

L'evoluzione culturale dei gabbiani urbani

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Negli ultimi anni, i gabbiani urbani stanno dimostrando capacità cognitive e di adattamento inaspettate

Per gli studiosi non si tratta soltanto di un comportamento mai visto prima. Episodi come questo aiutano infatti a comprendere come gli animali siano capaci di sviluppare nuove strategie per adattarsi a un ambiente che cambia, anche da un punto di vista culturale.

"Osservare un gabbiano che utilizza del pane come esca significa assistere a un possibile esempio di innovazione comportamentale", sottolinea infatti l'etologo Piero Amodio della Stazione Zoologica Anton Dohrn. "Questi eventi mostrano come gli animali possano trovare nuove soluzioni per sfruttare le risorse disponibili e ci aiutano a capire meglio l'evoluzione del comportamento e dell'intelligenza nel regno animale".

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il gabbiano mentre aspetta sugli scogli che i pesci salgano a galla per mangiare il pane. Foto di Antonino Costantino

Studi precedenti hanno già rivalutato le straordinarie capacità cognitive dei gabbiani, per anni sottovalutate e poco studiate. Sappiamo per esempio che gli uccelli che vivono in città ci osservano e che preferiscono mangiare ciò che hanno visto mangiare a noi e che riconoscono il tono minaccioso della voce quando tentiamo di allontanarli, soprattutto se a urlare è un uomo. Secondo gli autori, anche questo "nuovo" comportamento potrebbe essere associato alla vicinanza con gli esseri umani.

Nei luoghi dove le persone gettano regolarmente pane o altri alimenti in mare, i gabbiani hanno infatti molte occasioni per associare il cibo galleggiante all'arrivo dei pesci e sperimentare così nuove ed efficaci tecniche di caccia.

La citizen science per capire se il comportamento si diffonderà

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Ora i ricercatori vogliono capire quanto è diffuso questo comportamento anche tra gli altri gabbiani

Dopo la scoperta, il team ha inoltre avviato un'indagine più ampia per approfondire questo comportamento. "Abbiamo intervistato i gestori e i dipendenti del ristorante per capire con quale frequenza il gabbiano mettesse in atto questa strategia", aggiunge Rosario Balestrieri. "Ci è stato riferito che l'animale non era nuovo a questo comportamento, anche se finora non gli era stato attribuito un significato particolare".

Per raccogliere nuove osservazioni è stato quindi allestito un punto informativo nel ristorante, invitando i visitatori e i clienti a condividere eventuali video attraverso la piattaforma Seagull GO, un progetto di citizen science, cioè di ricerca scientifica che coinvolge direttamente i cittadini, lanciato nel 2025 e che trasforma le nostre città di mare e le nostre spiagge in veri e propri laboratori di etologia all'aperto a cui tutti possono contribuire.

L'obiettivo ora è capire se si tratta del comportamento eccezionale di un singolo individuo particolarmente "brillante" oppure di una strategia destinata a diffondersi anche tra gli altri gabbiani. In entrambi i casi, la scoperta ci offre uno sguardo inedito sulle sorprendenti capacità cognitive e di adattamento di questi uccelli, troppo spesso considerati soltanto opportunisti ladri di cibo, ma evidentemente capaci anche di "inventare" soluzioni ingegnose e molto più sofisticate di quanto pensavamo.

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