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21 Luglio 2026
12:44

Camaiore, lupo si avvicina a una casa: il cane di famiglia ha la peggio. Nessun atto eroico, si tratta di etologia

Un lupo, attirato dall'odore della carne, si è avvicinato a una casa non recintata a Camaiore dove abita una famiglia con un bimbo di due anni. La cagna Destiny lo ha affrontato ed è morta. L'episodio rischia di far aumentare l'allarmismo e di promuovere la caccia al lupo come "misura di prevenzione"

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Un lupo sente l'odore della carne e si avvicina ad una casa colonica dove si sta facendo una grigliata. La cagna di famiglia, Destiny, lo vede e inizia una colluttazione dalla quale non uscirà viva. L'area dove il selvatico è entrato non era recintata, sulla scena era presente anche un bambino di due anni che non ha però subito alcun danno.

Così dovrebbe essere raccontato quanto è accaduto a Orbicciano, una frazione di Camaiore in Toscana, invece di parlare di "cane eroe" che salva la famiglia e che si sacrifica per gli altri, evitando anche che il lupo uccidesse un bambino. Perché analizzando la maggioranza degli articoli che descrivono l'accaduto, è evidente l'enfasi e l'umanizzazione di comportamenti specie specifici che invece dovrebbero farci da guida quando si parla di temi così delicati come la convivenza con il selvatico e ancora di più se ci sono dei minori coinvolti.

Il lupo, prima di tutto, non si è "introdotto": la casa non presentava recinzioni e l'odore del cibo avrà guidato il predatore verso l'abitazione. Leggendo sui media locali, si scopre che il bambino non è stato in pericolo, visto che il cane è praticamente intervenuto subito e i genitori hanno fatto in tempo a portarlo via. Anzi, alcuni siti locali riportano che fosse all'interno della casa nel momento in cui il lupo si è avvicinato.

Dal punto di vista strettamente etologico, gli animali coinvolti in questo caso hanno fatto semplicemente ciò che è per loro natura normale mettere in atto. Il lupo è un predatore e la mancanza di una protezione adeguata in una zona in cui la presenza di diverse popolazioni di Canis lupus è ormai cosa nota è rilevante dal punto di vista del racconto, e anche della ancora poca consapevolezza da parte delle persone di dover provvedere alla propria sicurezza. Destiny, dal canto suo, ha messo in atto un comportamento che affonda nelle motivazioni protettiva, territoriale e possessiva andando dunque a scacciare l'intruso anche a rischio della propria vita, come purtroppo è accaduto.

Il rischio di raccontare in modo diverso questa storia è di generare ancora una volta una narrazione allarmistica nei confronti della fauna selvatica e del lupo in particolare, in un momento storico in cui questo animale ha già perso lo status di specie "rigorosamente protetta" tanto in Europa quanto in Italia. Chiaro è, anche, che c'è un evidente problema di incolumità quando avvengono episodi come questi, ma il punto è che la convivenza passa anche attraverso mettere in atto strumenti di sicurezza come, appunto, le recinzioni anti lupo e la presenza di cani da guardiania che solitamente hanno proprio un ruolo dissuasivo e raramente si arriva a uno scontro come quello avvenuto a Camaiore.

Il "sacrificio" di Destiny, per tanto, è da guardare nell'insieme di una serie di fattori e non farne una bandiera per giustificare l'esecuzione di lupi sul territorio italiano, in un periodo in cui i mirini sono pronti a puntare dritto verso questo animale e molti altri anche secondo il percorso che sta seguendo il Ddl 1572 che punta a riformare completamente la legge sulla caccia in Italia, allargando decisamente le maglie a favore di chi pratica l'attività venatoria.

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