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25 Luglio 2026
8:52

Addio a Zoe, la Golden Retriever che aiutò i soccorritori dopo il crollo del Ponte Morandi

È morta Zoe, la Golden Retriever dei Vigili del Fuoco che partecipò ai soccorsi dopo il crollo del Ponte Morandi. Aiutò a salvare due persone e un cane rimasti all’interno di un’auto sepolta dai detriti.

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Zoe è stata tra i cani da soccorso a intervenire tra le macerie del ponte Morandi a Genova. Foto di Rocco Tufarelli via Facebook

Aveva soltanto due anni quando si trovò a lavorare tra le macerie del Ponte Morandi, uno degli episodi più drammatici della storia recente italiana. Con il suo fiuto aiutò i Vigili del Fuoco nelle ricerche delle persone coinvolte nel crollo del viadotto di Genova del 14 agosto 2018. Oggi Zoe, la Golden Retriever dell'Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia, è morta a causa di una malattia, lasciando il ricordo di una vita dedicata al soccorso.

Ad annunciarne la scomparsa è stato il suo conduttore, Rocco Tufarelli, responsabile dell'Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia e responsabile tecnico del Nucleo cinofilo regionale, con un messaggio pubblicato sui social: "Ciao piccola, sei stata un regalo. Mi hai dato tanto come collega e tanto come compagna di mille passeggiate e avventure. Ti sei addormentata con tutto il branco vicino. Virginia ha fatto più del possibile, ma non è bastato per combattere la tua patologia. Fai buon viaggio, ciao Zoe".

La storia di Zoe è legata soprattutto ai giorni successivi al crollo del Ponte Morandi, tragedia che provocò la morte di 43 persone. La giovane golden arrivò a Genova insieme al suo conduttore tra le prime squadre di soccorso. Quella fu la sua prima missione operativa: un intervento estremamente complesso, in un ambiente reso instabile dai blocchi di cemento armato, dalle lamiere deformate e dal rischio costante di nuovi cedimenti.

I cani delle unità cinofile vengono addestrati per localizzare persone disperse grazie al loro olfatto, straordinariamente più sviluppato di quello umano. Sono in grado di individuare l'odore di una persona anche sotto grandi quantità di detriti, indicando poi ai soccorritori il punto in cui concentrare le ricerche.

Durante le operazioni a Genova, Zoe si ferì anche a una zampa mentre lavorava tra le macerie. Nonostante l'infortunio, riuscì comunque a guidare i soccorritori fino a un'automobile rimasta sepolta sotto i detriti, all'interno della quale si trovavano due persone e un cane. Dopo essere stata medicata da un veterinario, tornò rapidamente al lavoro, continuando a operare accanto ai Vigili del Fuoco fino al termine della missione.

Quell'episodio divenne uno dei simboli dell'impegno delle unità cinofile durante l'emergenza e, nel 2019, valse a Zoe il Premio Fedeltà del Cane di San Rocco di Camogli, riconoscimento dedicato ai cani che si sono distinti per il loro coraggio e il servizio reso alle persone e alla comunità.

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Zoe (a destra) durante le attività dei Vigili del Fuoco. Foto di Rocco Tufarelli via Facebook

Negli anni successivi Zoe ha continuato a prestare servizio nell'Unità cinofila dei Vigili del Fuoco di Imperia, partecipando a numerosi interventi di ricerca e soccorso. Parallelamente è diventata anche protagonista di incontri nelle scuole della provincia, dove insieme al suo conduttore mostrava ai bambini il lavoro dei cani da soccorso e l'importanza della collaborazione tra umani e animale nelle operazioni di emergenza.

Con la sua scomparsa se ne va una delle protagoniste silenziose del soccorso italiano. Il ricordo di Zoe resta però legato non solo al Ponte Morandi, ma anche al lavoro quotidiano di centinaia di cani e conduttori che, spesso lontano dai riflettori, intervengono ogni anno nella ricerca di persone disperse o intrappolate dopo terremoti, frane, alluvioni e altre emergenze.

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