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29 Ottobre 2026
15:01

50 mila firme per vietare la macellazione degli equidi raccolte in soli 4 mesi

La proposta di legge popolare per vietare la macellazione degli equidi ha raggiunto 50.000 firme in quattro mesi. L’iniziativa punta a fermare l’uccisione di cavalli, asini e muli per la filiera alimentare. Animal Equality: “Ora il Parlamento rispetti la volontà dei cittadini”.

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La proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione degli equidi ha raggiunto le 50.000 mila firme in soli 4 mesi. E' il numero di istanze raccolte da Animal Equality per far arrivare in Parlamento la richiesta di fermare l'uccisione di questi animali per scopi alimentari, contenuta nella proposta di legge depositata in Cassazione lo scorso luglio in collaborazione con la Fondazione Islander.

"Nell’ultimo anno, proposte di legge, audizioni parlamentari e inchieste sulla filiera della carne equina – scrivono dall'associazione – hanno portato il tema della macellazione degli equidi a essere ripetutamente discusso in Parlamento. L’iniziativa di Animal Equality è in linea con le proposte di legge bipartisan che chiedono di riconoscere gli equidi come animali d’affezione presentate dal Movimento 5 stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra e discusse a lungo in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati".

Secondo i dati riportati da Animal Equality che fa riferimento ad Ipsos, su un 92% di consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese. L’83% degli intervistati asserisce invece di non consumarne proprio, mentre il 73% "prova empatia per questo animale e lo considera alla pari di cani e gatti".

Secondo il Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, riporta inoltre il comunicato dell'associazione "nel 2025 sono stati in totale 22.854 gli equidi uccisi in Italia". Le macellazioni dichiarate sono avvenute principalmente in Puglia (34,3%), Emilia Romagna (20,3%) e Veneto (13,7%). Nelle stesse regioni gran parte degli equidi macellati proviene dall’estero. Nel comunicato viene infatti sottolineato quanto sia una nicchia il mercato di riferimento e quanto dipenda proprio dalle importazioni:"In Emilia Romagna è importata la metà degli equidi macellati, in Puglia ben il 25% e in Veneto il 23%. In base agli ultimi dati disponibili, nel 2026 sono almeno 14.670 gli equidi uccisi nei macelli, con percentuali sulla diffusione che ricalcano quelli dell’anno precedente e un netto aumento degli equidi importati dall’estero macellati in Puglia (+13,1%) e Veneto (+23,6%)".

La richiesta sempre più stringente di tutele per gli equidi: cosa dicono le associazioni

Nicole Berlusconi, presidente di Fondazione Islander, ha dichiarato al riguardo che "Il raggiungimento delle 50.000 firme con largo anticipo rispetto alla scadenza prevista è la dimostrazione evidente di quanto sia aumentata in modo esponenziale la sensibilità degli Italiani nei confronti degli animali e nel caso specifico degli equidi. Non siamo disposti ad accettare alcuna interferenza da parte di personalità politiche che si stanno opponendo con motivazioni che vanno contro il volere degli Italiani. Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo per amore e rispetto di questi animali che ci accompagnano da sempre e che oggi sono anche terapeuti insostituibili”.

Come accennato nel comunicato dell'associazione, attualmente in Parlamento è in esame la proposta di legge N. 2187 "Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione". Il testo prevede il riconoscimento di cavalli, asini e muli come animali d'affezione, con il divieto assoluto di macellazione, consumo, esportazione e importazione per la filiera alimentare, oltre a sanzioni penali per i trasgressori. Contestualmente c'è stata appunto l'iniziativa di Animal Equality, con la raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare per accelerare lo stop definitivo.

L'iniziativa popolare spinge sull'acceleratore per mettere il Parlamento di fronte alla necessità di prendere una posizione in merito e si spera che sia fatto prima che finisca la legislatura. Troppo spesso le leggi che riguardano gli animali infatti sono tra le prime a finire nel "dimenticatoio" quando il Parlamento in carica deve cedere il passo alle elezioni e l'attenzione viene mediamente portata solo su questioni che si reputano più urgenti o di eventuale opportunità. La raccolta di un numero così elevato di firme e in tempi così brevi è però un messaggio molto chiaro nei confronti del legislatore che, se non sentito, sarà un'altrettanto chiara risposta di indifferenza che poi dovrebbe pesare in termini di scelta di voto quando si andrà nuovamente ai seggi.

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