I dati elaborati dall'Istat nel rapporto sul ‘Mercato del lavoro – III trimestre 2018', relativi appunto al terzo trimestre del 2018, riflettono una situazione di flessione generale dell'economia italiana, rispetto agli altri Paesi della zona euro: in Italia si registra un Pil in calo dello 0,1%, dopo quattordici trimestri di espansione. Gli occupati diminuiscono di 52.000 (-0,2%) unità rispetto al trimestre precedente, ma aumentano di 147.000 unità (+0,6%) rispetto al terzo trimestre del 2017. Il tasso di occupazione resta invece stabile al 58,7%. Diminuiscono soprattutto i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (-0,7% sul trimestre precedente e -1,5%, pari a un calo di 222.000 unità, rispetto al terzo trimestre 2017). Gli occupati sono 23.255.000.

Nel III trimestre dell'anno il tasso di disoccupazione diminuisce in termini congiunturali per il secondo trimestre consecutivo portandosi al 10,2% (-0,5 punti). Il tasso di inattività sale però al 34,5% (+0,4 punti) in tre mesi. Dopo dieci trimestri di calo ininterrotto, tornano a crescere gli inattivi di 15-64 anni (+79 mila, 0,6%) a seguito dell’aumento tra i giovani. La crescita degli inattivi è maggiore per le donne, è concentrata nel Centro e nel Mezzogiorno e coinvolge soltanto i giovani di 15-34 anni a fronte di una diminuzione nelle altre classi di età. L'aumento riguarda quelli più lontani dal mercato del lavoro (+172 mila, +1,7% quanti non cercano lavoro e non sono disponibili) mentre risultano in diminuzione le forze di lavoro potenziali (-93 mila, -2,8%).

Complessivamente, per il sesto trimestre consecutivo, a ritmi più sostenuti, diminuisce il numero di disoccupati la cui stima scende a 2 milioni 405 mila unità (-332 mila in un anno, -12,1%); il calo è diffuso per genere, territorio, classi di età, e riguarda soprattutto le persone con precedenti esperienze di lavoro. Il tasso di disoccupazione scende al 9,3% (-1,2 punti); il calo dell'indicatore riguarda entrambi i generi, è maggiore nel Mezzogiorno e nel Centro. Nel terzo trimestre scendono a un milione 434 mila le persone in cerca di occupazione da almeno 12 mesi (-165 mila, -10,3%), ma loro incidenza sul totale disoccupati sale al 59,6% (+1,2 punti in un anno) proprio per la più intensa diminuzione del numero di disoccupati di breve durata (-15,4%).

La nota dolente è invece la modalità di ricerca del lavoro. Per trovare un lavoro ci si affida sempre di più a parenti, amici e conoscenti (83,8%, +1,9 punti); seguono l'invio di curriculum (65,5%, +0,7 punti) e la ricerca tramite internet (57,7%, +2,0 punti). In diminuzione sia la quota di disoccupati che ha contattato il Centro pubblico per l'impiego (21,1%, -1,6 punti) sia quella di quanti si sono rivolti alle agenzie di somministrazione (11,6%, -2,9 punti)".