Prosseda intervista Rachmaninoff
in foto: Prosseda intervista Rachmaninoff

Sergei Rachmaninoff è stato uno dei più grandi compositori e pianisti russi. È autore di quattro celebri concerti per pianoforte e orchestra, uno dei quali, il difficilissimo "Rach 3", divenuto celebre (anche tra i non appassionati) come pietra di paragone del film Shine di Scott Hicks. Viene ricordato essenzialmente per la sua produzione autoriale, influenzata essenzialmente da Tchaikovsky e Rimsky-Korsakov, ma non tutti sanno che l'ultimo dei Romantici, Rachmaninoff, è stato anche considerato in vita come uno dei maggiori pianisti del suo tempo.

A confermarcelo è una discografia sterminata. Non c'è pianista di talento che non si sia confrontato con quel repertorio così aspro e impervio da essere considerato insuonabile da taluni. Horowitz, su tutti, ha fatto del Maestro russo un'icona immortale, fin dai suoi primordi musicali, quando sedicenne suonò il Rach 3 al diploma di pianoforte.

E a riconfermarci oggi l'interesse per il talento pianistico, e non solo compositivo, di  Rachmaninoff è un grande interprete italiano del nostro tempo, Roberto Prosseda. Pianista illustre, incisore per la Decca dell'integrale degli inediti di Mendelssohn, grande esperto di Chopin e specialista italiano di "piano pèdalier", Prosseda è anche uno dei massimi divulgatori in campo musicale che abbiamo nel nostro paese. Dalle "lezioni di musica" per Radio 3, coadiuvato dall'esperto Bietti (ne abbiamo parlato qui), agli incontri musicali per bambini, dove a fargli spalla e da rivale pianistico era un robot, TeoTronico, Prosseda si è sempre speso per l'allargamento del pubblico della musica classica, con un lavoro certosino e intelligentissimo.

La nuova sfida di Prosseda, questa volta, sarà quella di riportare in vita Sergei Rachmaninoff, facendolo riapparire al suo fianco in una sala da concerto e facendolo addirittura sedere al pianoforte per esibirsi. Sembra una follia, ma il pubblico non crederà alle proprie orecchie quando, nel nuovo "Ghost concert" ideato dal pianista di Latina, si renderà conto di stare ascoltando dal vivo e su un vero pianoforte un'interpretazione di Rachmaninoff.

Il trucco c'è, ma è dei più raffinati e musicologicamente supportati al mondo e nasce da un'intuizione geniale. Dato che Rachmaninoff aveva registrato alcune sue esecuzioni su un pianoforte a rullo, riversando il contenuto di quei rulli in un MIDI file, è possibile collegarsi a qualsiasi "disklavier" (pianoforte controllato via MIDI) e ascoltare in tempo reale e su un vero strumento le note del Maestro russo!

Ma Roberto Prosseda si è spinto ancora oltre: studiando e ricostruendo la personalità del fantasma tramite i suoi carteggi e riproponendo in 3D (grazie alla curatela di Julius Tuomisto, della Z Vector, e Adriano Mestichella) le sue espressioni del volto, ha potuto portarlo in scena in carne ed ossa e, così, regalarci un' "intervista impossibile" di raro pregio che affronta argomenti cruciali dell'interpretazione pianistica.

Presentato in anteprima mondiale al Piano City Napoli, il "Ghost concert" su Rachmaninoff è una nuova prodezza del vulcanico Prosseda che, per l'occasione, abbiamo intervistato in camerino prima dell'esibizione. Forse, dimostrando poco tatto nel chiedere qualche battuta esclusivamente al "vivo" Roberto, non credendo fosse possibile intervistare il "fantasma" Sergei, siamo stati immediatamente smentiti dal pianista e compositore russo, così come potrete vedere con i vostri occhi nel filmato!