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Un disegno di legge negli Stati Uniti vuole vietare i social ai minori di 13 anni, sul serio

Lo Stato della Louisiana ha introdotto un sistema di “age verification” per gli utenti che vogliono accedere ai siti pornografici. Lo stesso sistema potrebbe essere utilizzato per controllare che i minori non accedano ai social network.
A cura di Valerio Berra
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Teoricamente negli Stati Uniti tutti i social network sono vietati ai minori di 13 anni. Praticamente se un ragazzo riesce ad avere tra le mani uno smartphone non ci vuole molto per accettare tutte le condizioni elencate una volta scaricata l’app di un social e verificare in tutta autonomia di avere più di 13 anni. Il tema è noto, e ciclicamente entra anche nel dibattito europeo sulla tutela della privacy dei minori. A fine aprile negli Stati Uniti è stata presentata una proposta di legge che potrebbe rendere il limite dei 13 anni più concreto, o almeno difficile da aggirare.

Il disegno di legge si chiama Protecting Kids on Social Media Act ed è stato scritto da un gruppo misto di senatori a cui hanno lavorato sia Democratici che Repubblicani. Secondo il senatore democratico delle Hawaii Brian Schatz i social vanno bloccati per i più piccoli perché il gioco delle piattaforme è quello di aumentare i guadagni senza preoccuparsi degli effetti: “Il modo per convincere i bambini a indugiare sulle piattaforme e massimizzare i profitti è turbarli: renderli indignati, agitarli, spaventarli, renderli vulnerabili, farli sentire impotenti, ansiosi e scoraggiati”.

Il problema tecnico della verifica sull’età

La proposta di legge prevede anche che i genitori diano il loro consenso per i minori di 18 anni. Eppure in tutto questo c’è un problema tecnico che non è ancora chiaro come risolvere: la verifica sull’età. Anche riempendo i processi di iscrizione alle social network con alert e pannelli, è comunque facile per un utente dichiarare di essere più grande della sua età reale. Per questo il Protecting Kids on Social Media Act sta pensando a un sistema gestito da terze parti per verificare l’età. La tecnologia in questo caso sarebbe complessa, o almeno molto delicata. Non solo bisognerebbe trovare un processo di age verification affidabile ma dovrebbe anche essere molto sicuro, visto che si troverebbe a maneggiare i dati di minorenni.

Gli esempi però ci sono. Negli scorsi mesi lo Stato della Louisiana ha introdotto un sistema di verifica dell’età dedicato a Pornhub, per dimostrare di avere 18 anni bisogna prima passare da un servizio che controlla l’età a partire dai dati della carta di identità. Teoricamente il sistema estrae solo questo dato, senza tracciare altre informazioni personali. Se il Protecting Kids on Social Media Act riuscirà a superare tutto l’iter in Parlamento potrebbe ridefinire tutte le modalità di accesso ai siti internet. Cosa non indolore per le Big Tech, visto che gli investimenti pubblicitari rivolti al pubblico più giovane rappresentano una buona parte degli investimenti.

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