video suggerito
video suggerito

Schettini rompe il silenzio: le verità del prof dopo le accuse sulle live e i voti in cambio di commenti

Durante l’ultima puntata de Le Iene Vincenzo Schettini ha replicato alle polemiche riguardanti i suoi metodi didattici e la gestione del canale. Tra accuse di ricatti agli studenti e ombre sulla monetizzazione, il prof influencer ha rivendicato la propria libertà nella scelta del metodo d’insegnamento. “I video rimossi? Mi sono fatto prendere dal panico”
A cura di Niccolò De Rosa
0 CONDIVISIONI
Credits: Le Iene
Credits: Le Iene

Vincenzo Schettini ha finalmente risposto pubblicamente alle critiche che nelle ultime settimane hanno scalfito la sua immagine d'insegnante più amato dal web. Dopo il breve e per certi versi surreale monologo contro le dipendenze eseguito lo scorso venerdì al festival di Sanremo, il prof de La Fisica Che Ci Piace è comparso domenica sera in un servizio delle Iene per rispondere punto su punto alle polemiche riguardo ai suoi metodi d'insegnamento in classe, ai "ricatti" agli studenti per ottenere visualizzazioni e interazioni online in cambio di voti migliori e alle dinamiche poco chiare che, secondo alcuni, avrebbero portato al successo del suo canale.

Per fare da contraltare alle dichiarazioni di Schettini, Le Iene hanno invitato la giornalista Grazia Sambruna, volto di Non è la Tv e del live show di Fanpage.it, che nei giorni scorsi ha raccolto le prime testimonianze da parte degli ex studenti del docente che hanno contribuito a montare il caso. Nel filmato andato in onda, Schettini non ha fatto alcuna retromarcia. Di fronte alle domande della Iena Daniele Bonistalli il prof influencer si è mostrato assolutamente convinto della bontà del proprio operato. Anzi ha rivendicato con orgoglio le sue strategie per avvicinare i ragazzi alla Fisica

Cosa ha detto Schettini a Le Iene: le lezioni in live e i voti come premi

Il servizio si è svolto in modo schematico. Da una parte Schettini intervistato da Bonistalli. Dall'altra gli interventi montati (ma senza interazione diretta tra i due) della giornalista Sambruna che ha snocciolato le varie criticità emerse dai racconti degli ex allievi.

La prima di queste riguarda il fatto che, nei primi anni di attività del canale YouTube, Schettini costringeva i ragazzi a seguire le live pomeridiane dove faceva lezioni e svolgeva esercizi di Fisica per lasciare commenti e aumentare le interazioni. Una strategia raccontata dallo stesso Schettini durante la puntata del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli che ha dato inizio all'intera vicenda. L'insegnante ha però rispedito al mittente ogni tipo di accusa: "Erano dei compiti a casa. Non c'era alcuna costrizione", ha affermato Schettini, che ha poi rivendicato la libertà di scegliere il metodo didattico che reputa più efficace. "I ragazzi sono in Rete. Io sono entrato là e ho portato le lezioni di Fisica".

Sempre legato alle attività dei primi anni del canale (il triennio che grossomodo va dal 2016 al 2019) è il secondo punto sollevato da Sambruna. Come dimostrato da numerosi video tutt'ora online, Schettini aveva infatti l'abitudine di promettere uno o due voti in più ai ragazzi che partecipavano attivamente alle sue esercitazioni in diretta YouTube. Anche qui però il prof si è mostrato del tutto in pace con sé stesso. "Certo che lo facevo. Era libertà didattica. L'incentivo, il premio, era voluto perché i ragazzi studiassero. Cosa c'è di sbagliato in questo?". Insomma, nessuna contrattazione poco trasparente, ma solo un modo nuovo d'invogliare gli allievi ad aprire i libri. Una posizione su cui forse, più di un insegnante avrebbe qualcosa da ridire.

Il problema della monetizzazione

L'attenzione si è poi spostata sulle questioni relative alla monetizzazione dei contenuti. Come sottolineato da Sambruna, l'impressione è stata che Schettini avesse sfruttato la sua posizione e i suoi studenti per pompare il suo canale. "In quegli anni non monetizzavo o monetizzavo una cifra ridicola", è stata la replica del professore. A supporto della sua versione, Le Iene hanno mostrato i dati dei ricavi: tra il 2016 e il 2018 il canale La Fisica Che Ci Piace avrebbe complessivamente generato ricavi inferiori ai 200 euro.

Schettini ha minimizzato anche quando si è fatto riferimento alla pratica di usare gli studenti durante le lezioni in classe per aiutarlo a realizzare le riprese e le inquadrature di quelle spiegazioni che poi sarebbero diventate video caricati sul canale. Non solo erano loro a offrirsi, ma era un modo per mostrare ai giovani come, in futuro, sarebbe stata proprio la Rete il luogo dove proporre cultura in modo innovativo. Una lezione di vita, oltre che di Fisica.

Assenze ingiustificate e il conflitto d'interessi con Apple

I dubbi espressi da Sambruna hanno anche riguardato le numerose assenze lamentate da alcuni ex studenti e l'ipotesi che Schettini, in quanto ex-collaboratore di Apple, avrebbe avuto un secondo fine nell'imporre l'acquisto di iPad da usare durante le sue lezioni interattive. Sulla prima questione Schettini, prontamente supportato da una verifica de Le Iene, ha affermato di aver solamente sfruttato le assenze previste dal suo contratto d'insegnante. Sul rapporto con Apple, invece, Schettini ha tenuto a smentire categoricamente ogni interesse personale.

Il prof ha spiegato di non essere mai stato un rappresentante Apple, come sostenuto da Sambruna, ma un ADE (Apple Distinguished Educator), ossia un docente che è stato formato per usare app e prodotti Apple per insegnare. "Non ho mai guadagnato con Apple", ha affermato. "C'è stato un collegio, del quale facevo parte con tanti docenti, che ha stabilito le regole riguardo la formazione di queste classi digitali".

I video rimossi in un attacco di panico

A chiudere il servizio è stata infine la strana rimozione di massa di vecchi video dal canale non appena i primi racconti degli ex studenti hanno cominciato ad attirare l'attenzione dei media. Come Fanpage.it ha potuto verificare, nel corso della giornata di domenica 22 febbraio, Schettini ha rimosso 104 video da La Fisica Che Ci Piace. Un'operazione che per molti è apparsa decisamente sospetta.  "Lo so, è colpa mia", si è giustificato. "Mi sono fatto prendere dal panico. Ho pensato che fosse un modo per spegnere la polemica. Sono stato un ingenuo perché era ovvio che dopo un'ora qualcuno se ne sarebbe accorto."

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views