Il voto parallelo su Polymarket: scommessi oltre 360.000 dollari sull’esito alle urne

I seggi sono ancora aperti e lo spoglio inizierà solo dopo le 15 di oggi, lunedì 23 marzo, ma online si cerca già di capire quale potrebbe essere l'esito finale. Sulla piattaforma Polymarket continuano infatti le puntate sul referendum sulla giustizia che dovrà decidere sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati. Un voto parallelo che prende forma nei mercati digitali e sembra imprevedibile tanto quanto quello reale.
Fondata nel 2020, Polymarket è il più noto tra i cosiddetti prediction market e nel tempo si è costruita una reputazione controversa, legata all'ampia libertà concessa agli utenti di scommettere su eventi di ogni tipo, dalla guerra in Iran alla seconda venuta di Gesù Cristo. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Gli utenti scommettono su eventi scegliendo tra un esito binario: "Sì" o "No". Il sistema è simile a un mercato finanziario, dove ogni esito ha un prezzo, espresso in centesimi di dollaro, che riflette la probabilità percepita che quell'evento si verifichi. Se, ad esempio, il "Sì" è quotato a 0,40 dollari, significa che il mercato gli attribuisce una probabilità del 40%. In caso di vittoria, ogni quota acquistata paga 1 dollaro, se invece l'esito è sbagliato, si perde la giocata. Le quotazioni cambiano continuamente, in base alle informazioni disponibili e alle scelte degli utenti, costruendo una stima collettiva in tempo reale.
L'andamento delle scommesse sul referendum
Anche il referendum costituzionale sulla giustizia è entrato in questo sistema. Nei mercati dedicati, gli utenti hanno negoziato nelle ultime settimane le probabilità dei diversi esiti, dando vita a un andamento altalenante. All'inizio di febbraio su Fanpage.it abbiamo raccontato come il "Sì" fosse in vantaggio, con una probabilità stimata attorno al 57%. A metà marzo lo scenario si è però ribaltato: il "Sì" era sceso intorno al 36%, mentre il "No" aveva guadagnato terreno. Ieri sera, invece, il token del "Sì" si acquistava a 35 centesimi, contro i 65 centesimi del "No".
Nelle ultime ore le oscillazioni si sono fatte ancora più marcate. Questa mattina il "No" appariva in netto vantaggio, con una quota attorno ai 60 centesimi, cioè una probabilità del 60% che la proposta venga respinta. Nel momento in cui scriviamo, intorno alle 12.30, la situazione è tornata in equilibrio, con il 52% del Sì.
Non sono mancate però improvvise variazioni. Nella notte, intorno all'una del mattino, il "Sì" ha registrato una temporanea impennata fino al 63%. Il volume complessivo delle puntate ha raggiunto i 368.368 dollari, una somma non da poco per un evento nazionale, anche se lontanissimo dai 465 milioni complessivi mossi dalla scommessa su chi sarà il prossimo candidato repubblicano nelle elezioni USA del 2028.

Un termometro imperfetto: il rischio della speculazione
Le variazioni delle quote riflettono l'evoluzione del contesto politico e delle aspettative degli utenti, che utilizzano ogni informazione disponibile: sondaggi, notizie e analisi. Polymarket funziona su un sistema di blockchain che rende visibili tutte le transazioni, anche se non l'identità di chi scommette. Questo apre però a possibili criticità. Da un lato il rischio di insider trading (il reato finanziario che si configura quando qualcuno utilizza informazioni privilegiate per trarre un guadagno illecito), dall'altro quello della manipolazione indiretta per alterare l'esito sul quale si è scommesso.
Certo, nel caso del referendum, appare difficile immaginare che qualcuno possa conoscere in anticipo il voto di milioni di cittadini, ma il tema resta aperto. Nei giorni del silenzio elettorale, quando i sondaggi non possono essere diffusi, piattaforme come Polymarket possono infatti diventare una sorta di "termometro" che però non si limita a registrare opinioni, ma può anche contribuire a orientarle. Il rischio è che la percezione di un risultato già scritto finisca per influenzare chi deve ancora votare. Finora non risultano comunque giocate anomale di grande entità, anche se tra i commenti dello spazio c'è chi accusa alcuni utenti di aver fatto speculazione, scommettendo su entrambi gli esiti a seconda della convenienza per giocare sulle alterazioni di prezzo nel tempo e assicurarsi una percentuale di vincita indipendentemente dalla vittoria di una o dell’altra fazione.
Ciò rappresenta però un problema sia per i piccoli trader, sia per chi vuole leggere nelle fluttuazioni di Polymarket il riflesso dell’opinione pubblica. Se infatti chi nel tempo ha acquistato un sacco di quote sul "No" decidesse improvvisamente di vendere, il loro prezzo scenderebbe per eccesso di offerta, facendo invece schizzare il prezzo del "Sì" e aumentando così la probabilità percepita di quell'esito.