Pulp Podcast ha fatto un salto di specie con Meloni: è una mossa che Fedez preparava dal 2024

“Non ci hanno visto arrivare”. Le parole con cui Fedez ha aperto la puntata di Pulp Podcast con Giorgia Meloni possono essere riassunte in una formula ormai abusata nella politica italiana: “Nel corso di questi due anni abbiamo cercato qui a Pulp di costruire un nuovo luogo di dibattito, anche politico, perché crediamo fortemente che esiste una parte di pubblico che si nutre e si abbevera di argomenti politici senza attingere dai media tradizionali”. Certo, ormai i politici non sono volti nuovi nei podcast ma è la prima volta che una Presidente del Consiglio in carica si siede davanti a i microfoni di un podcast per registrare una puntata da pubblicare su YouTube.
Qualche piccola modifica rispetto al format originale c’è. Soprattutto nell'allestimento. La puntata non è girata nello studio di Pulp Podcast ma in un set aggiustato per l’occasione. Il video dura un filo meno del solito: meno di un’ora. Ma il senso del progetto è rimane. Fedez e Mr. Marra procedono con una scaletta che si allarga a seconda dei temi. Rispetto al solito c’è qualche nota in più di reverenza e qualche nota in meno di cazzeggio. Sul contenuto, e le risposte, ci sarà tempo per discutere. Stiamo sul futuro di Pulp.
Il caso Ivan Grieco: un talk show su Twitch
Tra il 2020 e il 2021 c’era già uno streamer che aveva intuito in Italia quale poteva essere l’evoluzione dei podcast: Ivan Grieco. Erano gli anni dell’esplosione di Twitch Italia, una piattaforma di streaming che sembrava pronta a mangiare YouTube. Grieco ha passato da caster, un commentatore di videogiochi. Aveva lanciato su Twitch il progetto della Miniera: un canale verticale che si occupava solo di politica e attualità. Un nuovo talk show.
Poi lo spazio di Twitch in Italia si è ridimensionato. YouTube ha ripreso piede nel sistema dei podcast e il progetto si è un po’ ridotto. Quel progetto non è decollato, o forse ha esaurito il suo potenziale. Intanto Ivan Grieco lavora come inviato a Pulp Podcast. A febbraio è stato per il podcast in Ucraina, per seguire gli eventi legati al quarto anno della guerra iniziata dopo l’invasione della Russia. È li che su Fanpage.it avevamo scritto che Fedez ormai aveva in mano il suo giornale, come cercava di fare da tempo.
La metamorfosi di Pulp Podcast
Non è difficile capire quale è stato l’inizio della metamorfosi. Sul profilo social di Pulp Podcast fissato in alto c’è un post del 29 novembre 2025. È qui che viene presentato al pubblico il progetto Pulp Land, uno spazio per nuovi contenuti legati al podcast. Una redazione, forse non proprio un giornale ma qualcosa di molto simile ai progetti nati solo attorno ai social negli ultimi anni come Will Ita.
D’altronde Fedez lo diceva già nell’aprile del 2024, quando in un’intervista a Gurulandia aveva spiegato il suo progetto per trasformare un podcast in Italia in un progetto dal valore di 150 milioni di euro: “Qual è il problema dell’editoria? Di Repubblica e Corriere? Non hanno il cambio generazionale. Quando i loro lettori moriranno chi rimane in vita non li legge. Che fascia intercettano i podcast? E quindi… La cosa più bella sarà aprire un nuovo capitolo dell’editoria”.
Allargando lo sguardo fuori dall’Italia, vediamo che Pulp Podcadt non segue una traiettoria isolata. La scelta di Meloni di partecipare a Pulp Podcast sul finire della campagna referendaria è la stessa che ha fatto Donald Trump quando nell’ottobre del 2024 ha scelto di andare da Joe Rogan. La puntata è arrivata a 61 milioni di visualizzazioni, fissando ancora di più il suo ruolo come punto di riferimento nel panorama mediatico degli Stati Uniti. Non solo. Giusto lo scorso mese lo youtuber statunitense Johnny Harris ha aperto un giornale con altri creator che nei loro video si sono sempre occupati di approfondimenti, interviste e analisi. Il progetto si chiama NewPress.