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6 Dicembre 2022
9:54

Perché le notizie dei giornali potrebbero sparire da Facebook negli Stati Uniti

La senatrice Amy Klobuchar (Partito Democratico) ha proposto una legge per aiutare gli editori a trattare con i social network. La proposta non convince Meta che ha minacciato di eliminare completamente le notizie dai suoi social.
A cura di Valerio Berra
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Il rapporto tra social network e media tradizionali non è mai stato molto sereno. I social hanno mangiato quote di pubblico a giornali e televisioni ma allo stesso tempo permettono loro di aumentare e attrarre quel traffico senza cui ora sarebbero in buona parte spacciati. Un rapporto simbiotico, o parassitario. Dipende dai punti di vista. Un rapporto che negli Stati Uniti potrebbe concludersi con una frattura storica.

La senatrice del Minnesota Amy Klobuchar (Partito Democratico) ha presentato al Congresso una legge battezzata come Journalism Competition and Preservation Act (JCPA). L’obiettivo è quello di dare più potere agli editori per contrattare le condizioni di ingaggio con i social media. Su alcuni social, a partire da Facebook, la condivisione delle notizie non serve solo ai giornali ma costituisce una parte fondamentale del traffico sui social e dei contenuti che spingono gli utenti a navigare più a lungo.

La scelta di Facebook: “Chiuderemo il feed delle notizie”

La presentazione del Journalism Competition and Preservation Act (JCPA) non è stata presa molto bene negli uffici di Menlo Park, dove ha la sua sede Meta. Il portavoce Andy Stone ha commentato: “Se il Congresso approva una legge sul giornalismo sconsiderata come parte della legislazione sulla sicurezza nazionale, saremo costretti a considerare di rimuovere del tutto le notizie dalla nostra piattaforma”.

Il precedente: cosa è successo in Australia nel 2021

La proposta di Andy Stone sembra apocalittica ma non sarebbe la prima volta. Un caso simile è già stato registrato nel marzo del 2021 in Australia, quando il governo ha provato ad introdurre una legge simile. Allora l’Australian competition and consumer commission aveva trattato per un accordo con Facebook (Meta ancora non esisteva) e Google per una serie di indennizzi annuali verso alcune società editoriali che si occupano della produzione di contenuti su diverse piattaforme.

Facebook non aveva risposto a questo accordo in modo diplomatico, visto che aveva scelto di bloccare il flusso delle notizie nel Paese. Sempre un portavoce, allora, aveva detto: “Per Facebook il guadagno commerciale derivante dalle notizie è minimo. Le notizie costituiscono meno del 4% dei contenuti che le persone vedono nel loro feed di notizie”. Nonostante le tensioni, dopo qualche giorno Mark Zuckerberg aveva fatto un passo indietro e ripristinato la possibilità di pubblicare e condividere notizie.

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