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L’Unione europea darà premi in denaro a chi consegna i vecchi smartphone

Il tasso di raccolta dei dispositivi elettronici è basso, inferiore al 5%. L’Ue da tempo sta portando avanti politiche per incentivare la raccolta dei vecchi cellulari e pc.
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A cura di Elisabetta Rosso
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"In tutta l’Ue 700 milioni di telefoni cellulari giacciono inutilizzati nei cassetti e negli armadietti. Potrebbero essere vecchi e dimenticati, ma non inutili. Abbiamo adottato nuove raccomandazioni per i Paesi dell'UE per facilitare la restituzione di telefoni, tablet e laptop", ha spiegato l'Unione europea. Da un lato c'è l'economia circolare e la necessità di innescare processi ecosostenibili, dall'altro l'aumento del costo delle materie prime. È infatti possibile ricavare metalli e materiali preziosi dai dispositivi abbandonati, uno studio di E-waste Lab di Remedia, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha spiegato che all'interno di uno smartphone sono presenti 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 milligrammi di argento, 24 milligrammi di oro, 9 milligrammi di palladio, 65 grammi di plastica, 1 grammo di terre rare.

"Questi dispositivi possono avere una nuova vita e fornire i materiali preziosi necessari per costruirne di nuovi. Un’Ue circolare è vantaggiosa per noi e per il nostro Pianeta". Per facilitare la raccolta l'Unione ha introdotto "incentivi finanziari per la restituzione dei dispositivi, come sconti, buoni o premi in denaro, strumenti per stimare il valore dei dispositivi da riacquistare, modi semplici per restituire e ritirare i dispositivi tramite servizi postali, come buste o etichette prepagate, i punti di raccolta saranno anche più comodi e visibili".

Come si sta muovendo l'Unione europea

Il tasso di raccolta dei dispositivi elettronici è basso, inferiore al 5%. L'Unione europea da tempo sta portando avanti politiche per incentivare la raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche RAEE per ridurre l'impatto ambientale. La normativa attuale è la direttiva RAEE 2012/19 che prevede la raccolta differenziata ma anche il riutilizzo, riciclaggio e recupero. "Le raccomandazioni adottate oggi si concentrano su misure e incentivi efficaci per aumentare il tasso di raccolta dei prodotti elettronici di piccole dimensioni in tutta l'Ue, dando loro una seconda vita. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per tutti: i cittadini ne possono beneficiare in vari modi, mentre l'economia circolare cresce e noi tutti preserviamo importanti materie prime", ha sottolineato l'Unione europea.

Il caricabatterie universale

Il Parlamento europeo ha anche approvato la legge che ha reso l'adattatore Usb-C lo standard unico per i caricabatterie di tutti i nuovi smartphone, tablet e fotocamere a partire dalla fine del 2024. L’iniziativa dovrebbe generare un risparmio annuo di 200 milioni di euro e ridurre oltre mille tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno.

Il relatore della legge, Alex Agius Saliba, aveva spiegato: “Ogni anno mezzo miliardo di caricabatterie per dispositivi portatili vengono spediti in Europa. Questi oggetti generano da 11.000 a 13.000 tonnellate di rifiuti elettronici. Un unico caricabatterie per gli smartphone e altri dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni porterebbe un beneficio per tutti”. Nonostante l’impatto sia rilevante si tratta comunque di una piccola percentuale rispetto al totale dei rifiuti elettronici prodotti nell’Unione europea. Nel 2019 erano 4,5 milioni di tonnellate.

Sempre più rifiuti elettronici

Uno studio della Banca Mondiale, "What a Waste 2.0: A Global Snapshot of Solid Waste Management to 2050", ha stimato che la produzione di rifiuti urbani aumenterà del 70% entro il 2050. Nel 2022 sono stati abbandonati 16 miliardi di cellulari, sovrapponendoli avremmo una torre alta 50.000 chilometri. E infatti in una famiglia media europea rimangono nei cassetti fino a cinque chili di dispositivi elettronici per persona, e l'Italia è in cima alla lista degli accumulatori seriali. La raccolta dei rifiuti elettronici nel Paese sfiora il 39%, la media europea è del 46,8%, l'obbiettivo dell'Unione è di raggiungere il 65%.

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