“L’IA avrà accesso a tutte la chat di WhatsApp”: la nuova fake news corre sui social
Una nuova bufala è tornata a impazzare sui social e nelle chat di messaggistica. "A partire da sabato l'IA sarà disponibile su WhatsApp e avrà accesso a tutte le chat", recita il messaggio. Il testo invita gli amministratori dei gruppi ad attivare rapidamente la Privacy avanzata della chat, sostenendo che, in caso contrario, Meta AI, l'intelligenza artificiale di Facebook, Instagram e della stessa WhatsApp, potrebbe "leggere le conversazioni, vedere i numeri di telefono e accedere persino ai dati personali e alle chat private presenti sullo smartphone". Tutto ciò dovrà poi essere fatto "entro sabato", anche se il testo non specifica la data esatta.
Gli elementi sono ovviamente quelli della più classica delle catene di Sant'Antonio. Il testo arriva con l'etichetta "inoltrato molte volte", il tono è volutamente allarmistico e l'avvertimento fa leva sullo spauracchio dell'intelligenza artificiale, che in questi giorni sta tenendo banco in tutto il mondo. Nello specifico, il messaggio esorta ad adottare una serie di precauzioni per impedire all'IA di mettere le mani su tutti i nostri dati: aprire la chat di gruppo, toccarne il nome e attivare la "Privacy avanzata della chat". Al termine delle istruzioni, immancabile, l'invito a condividere immediatamente l'informazione con altri gruppi.
La funzione esiste davvero, il rischio dell'IA che legge tutto, no
In effetti, un'opzione simile esiste realmente esistente tra le impostazioni di WhatsApp. Introdotta nel 2025, serve ad aggiungere ulteriori restrizioni per le conversazioni considerate più sensibili. Questa modalità può infatti impedire l'esportazione della chat, stoppare il download automatico dei contenuti multimediali condivisi dai partecipanti e, udite, udite, limitare l'utilizzo dei messaggi da parte dell'intelligenza artificiale. Questo però non significa affatto che, se non si attiva tale funzione, Meta AI possa entrare tranquillamente nelle chat del telefono e fare man bassa di informazioni.
Secondo le informazioni ufficiali di WhatsApp – chiarite nell'apposita sezione "Informazioni sulla privacy avanza della chat"– i messaggi personali restano protetti dalla crittografia end-to-end. Meta AI può elaborare i contenuti che l'utente decide di condividere con l'assistente. Nei gruppi, l'interazione con l'IA avviene quando un partecipante la coinvolge esplicitamente. Non risulta però che l'assenza della Privacy avanzata consenta automaticamente a Meta AI di leggere tutte le conversazioni private. Ancora meno trova riscontro l'idea che l'intelligenza artificiale possa accedere liberamente ai dati presenti sul telefono.
Anche la presenza di una presunta scadenza è un elemento tipico di questi giochini di disinformazione. Non viene indicato alcun annuncio ufficiale secondo cui, da un determinato sabato, Meta AI avrebbe acquisito automaticamente accesso alle conversazioni WhatsApp.
Purtroppo, catene di questo tipo possono generare timori ingiustificati, se non vere e proprie ondate di panico. Anche inoltrare il messaggio "perché non si sa mai" contribuisce ad alimentare l'incertezza su un tema – l'ingerenza dell'intelligenza artificiale nelle nostre vite – che non ha certo bisogno di nuovi motivi di allarme. Quelli fondati, del resto, sono già sufficienti.