La verità di St3pny: “In cima a YouTube, poi la sentenza. Mi sono sentito tradito ma ora riparto”

Stefano Lepri è uno youtuber. E forse qualcosa di più. Stefano, conosciuto come St3pNy, è stato uno dei volti più importanti di quella generazione che ha vissuto gli anni in cui YouTube in Italia è diventato un mezzo di comunicazione di massa. O meglio. Gli anni in cui YouTube è diventato il nuovo punto di riferimento dell’intrattenimento per ragazzi. Un successo vissuto quando aveva poco più di 20 anni.
Insieme ai Mates, un collettivo formato da altri quattro creator, tra il 2014 e il 2018 ha dominato le classifiche della piattaforma. Migliaia di video, milioni di visualizzazioni. Un successo iniziato prima che si potesse anche solo pensare di guadagnare con i contenuti sul web. È stata un’esplosione. Fiere in tutta Italia, locali pieni con ragazzi in fila per una foto con loro. Libri, sponsor, merchandise. A un certo punto anche soldi, ovviamente.
Poi qualcosa si è fermato. Nel maggio del 2019 Stefano ha scoperto di essere finito al centro di un’indagine della Guardia di Finanza. Il sospetto, in breve, era il mancato pagamento dell’Iva. Nel 2021 è arrivata anche la condanna: 8 mesi per un totale di 75.000 euro di Iva non pagata. E in mezzo tutto il resto. Valanghe di meme, gli sponsor che si allontanano, i rapporti con i pr che si raffreddano.
A dicembre la svolta. Nel processo di appello Stefano viene assolto. In questa intervista a Fanpage.it ha deciso di raccontare tutto quello che gli è successo, dagli anni d’oro sulla piattaforma al processo. Qui sotto trovate qualche estratto ma per la versione completa vi consigliamo di vedere il video che trovate in cima a questo articolo.
Come tutto è iniziato: quando YouTube era solo un sito
Il primo video caricato da Stefano su YouTube è del gennaio 2011. “Sicuramente andavo ancora a scuola. A differenza di oggi non c’è la programmazione dei contenuti. Mettevo la sveglia al momento in cui il video smetteva di caricarsi per poi metterlo privato e pubblicarlo alle 8:00 del mattino. Giusto per fare quella unica visualizzazione. Che di solito era la mia”.
Ora YouTube è praticamente una televisione. Ci sono canali che dietro hanno delle produzioni avanzate, a volte più costose di un film. Chi inizia a pubblicare video su YouTube oggi lo fa sapendo che potrebbe diventare un lavoro. “Tutto è nato da un mio amico che mi ha chiesto di fare il canale per condividere le clip di Call of Duty tra amici. Era quello l'utilizzo principale della piattaforma. Al massimo per fare iscritti si andava sotto i video degli altri a scrivere: Iscritto, ricambi?”.
Quando gli youtuber hanno riempito il forum di Assago
C’è un evento che per Stefano ha segnato il passaggio da quella cosa strana che era YouTube all’inizio a un fenomeno di massa. Un momento in cui ha visto tutti i click trasformarsi in persone, i commenti in voci e i numeri in volti. “C’era un evento al forum di Assago. Lì erano venuti per noi, solo per noi. Ho realizzato che tutti quei messaggi e commenti erano persone che si stavano affezionando. È stato lo switch in cui ho capito cosa sta succedendo”.
Il giorno in cui Stefano ha scoperto dell’indagine
Nel maggio 2019 arriva la notizia delle indagini della Guardia di Finanza. Stefano è a Firenze, in banca: “Stavo per per prendere un immobile. La mia agenzia mi chiama e mi dice che nell’arco di un’ora sarebbe uscito su tutte le testate giornalistiche la notizia che avevo evaso un milione di euro. Lì per lì sono stupefatto, mi giro aspettandomi le telecamere. Pensavo di essere su Scherzi a Parte, invece no”.
Un’informazione che all’inizio non ha nemmeno realizzato: “Il primo giorno ci scherzavo. Ho pensato che le persone avrebbero capito. E invece no. All’inizio non è stato neanche pesante. Era tutto surreale. La ghigliottina è arrivata con il processo a gennaio 2021, quando un giudice ha detto che ero colpevole”.