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“La spunta blu non serve a verificare gli account”: X informa gli utenti dopo la multa UE da 120 milioni

Il social ex-Twitter sta fornendo ai propri utenti alcuni chiarimenti sulla natura della spunta blu, il badge che un tempo indicava la verifica dell’account e che ora segnala gli utenti Premium. La mossa è una conseguenza della sanzione da 120 milioni di euro imposta a fine 2025 dall’UE.
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X, il social network di Elon Musk, sta inviando in queste ore una comunicazione agli utenti per chiarire il reale significato della spunta blu, il badge che compare accanto ai profili che hanno attivato l'upgrade a pagamento che offre maggiore visibilità ai contenuti, consente la modifica dei post già pubblicati e permette di monetizzare con le visualizzazioni. "Gli account Premium che hanno la spunta blu non sono verificati secondo criteri di identità o autenticità" si legge nella nota che precisa come il simbolo non serva più a certificare che dietro a un profilo "spuntato" ci sia un personaggio pubblico o un utente dall'identità accertata. Oggi, invece, il badge indica semplicemente la sottoscrizione dell'abbonamento a X Premium o Premium+ e che il profilo rispetta alcuni requisiti minimi di attività e sicurezza.

Questa ventata di trasparenza non è però una scelta spontanea della piattaforma. Come specificato dalla stessa azienda nel comunicato appena citato, X è stata infatti costretta a chiarire il significato della spunta blu dopo la decisione della Commissione europea del 5 dicembre 2025, che ha inflitto al social una multa complessiva da 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali.

I motivi della multa: la spunta blu era ingannevole

Tra le contestazioni dell'Unione Europea sulle policy di X, il tema principale riguardava proprio il sistema di verifica introdotto da Musk. Nel luglio 2024 Bruxelles aveva contestato a X di aver ingannato gli utenti, sostenendo che chiunque potesse ottenere lo status di account "verificato" semplicemente pagando un abbonamento, senza alcun controllo reale sull'identità o sulla notorietà del profilo. Una pratica considerata fuorviante rispetto agli standard storicamente adottati dai social network.

Secondo la Commissione europea, la presenza della spunta blu rischiava di indurre gli utenti a credere che dietro quei profili ci fossero persone realmente verificate soprattutto perché prima del 2022, quando X si chiamava ancora Twitter, il badge serviva effettivamente come segno distintivo per i profili di VIP, politici, giornalisti, aziende e istituti riconosciuti.

La sanzione relativa alla spunta blu è stata pari a 45 milioni di euro. Altri 35 milioni sono stati inflitti per irregolarità nell'archivio pubblicitario, che secondo il DSA deve permettere di consultare in modo trasparente tutti gli annunci pubblicati sulla piattaforma, soprattutto per monitorare truffe e propaganda politica. Infine, ulteriori 40 milioni riguardano le limitazioni imposte ai ricercatori indipendenti nell'accesso ai dati pubblici del social, un elemento ritenuto essenziale per studiare fenomeni come la polarizzazione e la diffusione dei contenuti online. Dopo l'acquisizione di Musk, X è infatti diventato una fucina di fake news e contenuti estremi e la piattaforma si è spesso dimostrata poco propensa a diffondere informazioni circa il proprio algoritmo.

Le altre novità: le silenziose restrizioni agli utenti free

Il chiarimento sulla spunta blu non è l'unica novità delle ultime settimane. X ha infatti recentemente ridotto il limite di pubblicazione per gli account senza abbonamento premium: gli utenti gratuiti possono ora pubblicare fino a 50 post originali e 200 risposte al giorno, contro il precedente limite di 2.400 contenuti quotidiani. La modifica non era stata annunciata ufficialmente né era stata comunicata in qualche forma agli utenti. La nuova dinamica è emersa soltanto quando diversi utenti hanno iniziato a ricevere messaggi di errore durante la pubblicazione.

Per tornare a postare senza restrizioni è quindi necessario sottoscrivere X Premium. Dietro questa scelta potrebbe esserci la volontà di contrastare spam e bot, da sempre caratterizzati da volumi elevati di pubblicazione, ma anche l'obiettivo di spingere più utenti verso i servizi a pagamento e quindi incrementare i ricavi per un'azienda che sta bruciando milioni su milioni nella corsa ai nuovi modelli di intelligenza artificiale.

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