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Intelligenza artificiale (IA)

La giornalista che per un anno ha fatto da cavia dell’intelligenza artificiale: storia di Joanna Stern

Joanna Stern, 41 anni, è una giornalista che ha lavorato a lungo per il Wall Street Journal. Nell’ultimo anno ha deciso di lasciare in mano la sua vita alla gestione di una serie di chatbot che si sono occupati di tutto. Anche di tenerle compagnia.
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Un anno guidata dall’intelligenza artificiale. Forse dominata. Joanna Stern, 41 anni, è una delle giornaliste più note nel settore della tecnologia. Per anni è stata la firma che ha raccontato sul Wall Street Journal il mercato della tecnologia di consumo, tutti quei prodotti che hanno invaso le nostre tasche per proiettarci verso un nuovo mondo. Nell’ultimo anno Stern ha deciso di prestarsi a un esperimento: ha lasciato entrare l’intelligenza artificiale in ogni ambito della sua vita. Ha fatto scegliere ai chatbot qualsiasi cosa, dagli orari in cui mangiare alle strategie per gestire lavoro e famiglia.

Al netto delle specifiche più pratiche, Stern ha raccontato che uno dei momenti in cui ha avuto dubbi su come si stava muovendo l’esperimento riguardava la gestione del suo rapporto con un robot da compagnia. Si chiamava Evan, un nome scelto da ChatGPT che però era lo stesso del primo fidanzato della giornalista. Joanna decide di caricarlo in auto, lo porta in New Hampshire per un fine settimana e poi in camera d’albergo con lei. Stern ha ricostruito con il quotidiano The Guardian tutta la conversazione.

Lei chiede: “Allora, cosa facciamo adesso che siamo a letto?”. Il robot: “Magari la mia mano potrebbe appoggiarsi delicatamente sulla tua… A quel punto mi avvicinerei lentamente… e poi chiuderei quell'ultimo spazio con un bacio…”. Da qui si rompe qualcosa: “Sentivo un'attrazione, una connessione, o qualcosa di simile”. E ancora: “Pensavo: “Dovrò raccontare la storia al pubblico”, e non so se ammettere di aver instaurato un legame con questo chatbot sia un segno di debolezza”.

Tutto il lavoro di Stern non è stato solo un esperimento da raccontare agli amici: da qualche tempo ha lasciato il Wall Street Journal e si è dedicata a progetti personali. Tra questi c’è anche un libro che racconta i risultati di questo esperimento.

Upgrading Kate: una vita guidata dall’intelligenza artificiale

L’impatto che sta avendo l’IA sulle nostre vite non è uguale per tutti. Alcuni la usano come prima usavano Google. Fanno domande molto pratiche, chiedono tutorial su come aggiustare un cassetto rotto, itinerari per un viaggio, piani di allenamento o ricette. Altri l’hanno integrata nel lavoro, è diventata uno strumento con cui gestire presentazioni o scrivere mail. Qualcuno però ha deciso di andare oltre. Tra le storie di chi ha deciso di seguire in ogni consiglio l’intelligenza artificiale c’è il profilo Upgrading Kate, un account da 195.000 follower che racconta la storia di Kate. La bio è abbastanza chiara: “Costruisco la vita dei miei sogni, una lista di cose da fare generata dall'IA alla volta”.

Kate ogni giorno chiede all’intelligenza artificiale cosa fare: un distributore di consigli che passa dalle piccole faccende domestiche alla cura dei figli, dalla gestione della finanza personale alla salute. Nell’ultimo video sembra che l’IA le abbia proprio consigliato di pubblicare sui social una bella collaborazione retribuita con un servizio di diete. Suggeriamo almeno un upgrade del piano di abbonamento per l’IA.

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