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La farsa del divorzio alpino: il caso mediatico delle fidanzate lasciate in mezzo alle montagne

Negli ultimi giorni, anche in Italia, sono comparsi diversi contenuti sul divorzio alpino. Parliamo di un tema che si è aperto negli Stati Uniti, dopo un video diventato virale. Siamo risaliti alle origini del fenomeno. Intanto vi rassicuriamo: i giovani non si stanno organizzando in massa su TikTok per abbandonare le loro fidanzate.
A cura di Valerio Berra
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Lo abbiamo già visto migliaia di volte. Un video diventa virale dall’altra parte del mondo, si apre un trend, i giornali stranieri ne parlano, il tema arriva distorto o fortemente esagerato anche in Italia. Ah, ancora meglio se tutto è suggestivo, magari con qualche nota macabra. È esattamente quello che sta succedendo con il divorzio alpino, un formula con cui si intende l’abbandono di un partner in mezzo a un ambiente naturale. Tendenzialmente la dinamica raccontata ha anche una differenze di genere chiara: chi abbandona è un uomo, chi viene abbandonato è una donna.

Tutto è partito da un video su TikTok. Il 18 febbraio l’utente everafteriya ha pubblicato una clip in cui cammina fra quelle che sembrano le pareti di un canyon. Sul video si legge una frase: “Sei andata a fare un giro in montagna con lui ma ti ha lasciato da sola”. Il video è esploso: ha fatto 26 milioni di visualizzazioni. Ha attirato storie simili e poi è finito sui giornali. Ecco, qui la prima cosa. Non stiamo parlando di un trend: non è una moda lasciare la propria ragazza in mezzo alla natura durante una gita. Al massimo si è aperta una discussione partita da una caso. Altri su TikTok hanno raccontato esperienze simili.

Le storie delle donne lasciate da sole in montagna

Alcuni quotidiani anglofoni hanno ricostruito queste storie. Hanno messo insieme testimonianze, raccontato esperienze, sentito voci diverse. Il The Guardian ha intervistato Julie Ellison, direttrice di Climbing Magazine: “È una cosa così comune”. In molti casi non si parla di veri e propri abbandoni ma di uomini abituati alla vita outdoor che prima invitano le loro compagne e poi le lasciano indietro da sole per camminare a ritmi più veloci: “C'è quell'elemento di ego maschile che non è necessariamente malvagio o malintenzionato, ma di solito ha un effetto negativo sulla partner che viene lasciata indietro”.

Il The Guardian offre anche una cornice letteraria intorno al divorzio alpino, trovando la sua origine come occorrenza in un racconto del 1893 di Rober Barr, scrittore canadese. Nella versione originale però più che un abbandono c’è un tentato omicidio. Il caso ha preso piede anche per la vicenda di Thomas Plamberger, un uomo austriaco condannato a fine febbraio dal tribunale di Innsbruck per aver abbandonato la fidanzata Kerstin Gurtner durante una scalata.

Kerstin è morta per assideramento. Qui però il problema è stato di natura diversa: Thomas aveva un’esperienza maggiore e ha scelto di allontanarsi solo per cercare aiuto. Il tribunale ha comunque ritenuto che le sue scelte non siano state sufficienti per garantire l’incolumità di Kerstin. Qualcuno si spinge oltre, arrivando a definire la nuova ondata di storie sul divorzio alpino come il #MeToo della montagna.

Perché ha poco senso parlare di divorzio alpino in Italia

Ora. C’è qualche differenza tra una gita nella natura negli Stati Uniti e una in Italia. La natura che conosciamo in Italia è molto antropizzata. Anche in montagna, il nostro ambiente naturale è fortemente antropizzato: sentieri, rifugi, falesie attrezzate dove praticare l’arrampicata. Negli ultimi anni il turismo legato alla montagna è cresciuto abbastanza da rendere difficili perdersi in una gita di una giornata. Soprattutto per i neofiti. Alla peggio si torna indietro dal sentiero da cui si è partiti.

Nei grandi parchi americani, dove sono ambientate queste storie, l’ambiente naturale è molto più esposto. Una volta lasciati i tracciati dedicati alle auto, i sentieri possono inerpicarsi per ore in luoghi senza abitazioni, fonti d’acqua o punti di ristoro. E tutto in territori enormi che sono distanti dai centri abitanti. Non solo. Gli smartphone non hanno campo e molti parchi chiudono l’accesso ai turisti durante la sera.

Insomma. I giovani su TikTok in Italia non si stanno organizzando per abbandonare le loro compagne in mezzo alle Alpi. Il disclaimer funziona anche a generi invertiti. Certo però, ci sono una serie di storie legate a questo tema negli ultimi giorni sui social stanno sollevando interesse.

Il video da cui è partito il dibattito sul divorzio alpino

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