La fabbrica di cripto nascosta tra le montagne in Messico: così i cartelli possono prodursi nuova moneta

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Un’operazione in Messico ha smantellato una cripto-farm clandestina da centinaia di macchinari, probabilmente collegata al narcotraffico. I cartelli stanno sfruttando il mining per generare monete digitali “vergini”, eludere i controlli bancari e muovere capitali illeciti su scala globale.

Una vera e propria fabbrica di criptovalute nel mezzo delle montagne messicane. Tra l'8 e il 12 settembre le autorità messicane hanno smantellato una cripto-farm clandestina nascosta tra le montagne di Tlaola, nello Stato di Puebla, nel Messico centro-orientale. L'impianto, immerso nella Sierra Norte e ben lontano dai centri abitati, è sospettato di essere stato utilizzato per il mining di criptovalute e, secondo gli inquirenti, potrebbe essere collegato al riciclaggio di denaro della criminalità organizzata. Secondo quanto riporta Reuters, è la quarta operazione di questo tipo scoperta nella regione dall'inizio del 2025. Nel blitz sono state sequestrate 300 GPU (le schede grafiche che vengono usate come unità di calcolo), 80 terminali a media tensione, trasformatori e otto antenne per la connessione satellitare.

Che cos'è il mining delle criptovalute

In inglese il termine mining si riferisce all'estrazione di risorse minerarie. Nel mondo delle cripto però, ad essere estratti non sono diamanti o filoni d'oro, ma nuove monete digitali, elaborando e verificando migliaia di dati. Si tratta, detto in parole molto semplici, di una specie di gara tra computer. Nelle reti tipo Bitcoin, i miner utilizzano macchine molto potenti per verificare le transazioni e inserirle nella blockchain, il registro digitale che conserva la storia della criptovaluta. I computer lavorano contemporaneamente su un problema matematico e fanno miliardi di tentativi al secondo alla ricerca della soluzione corretta. Il primo che la trova permette di aggiungere un nuovo blocco di transazioni alla blockchain. In cambio, il miner riceve una ricompensa in criptovaluta appena creata, oltre alle eventuali commissioni sulle transazioni.

Per questo una cripto-farm può avere centinaia di GPU, cioè potenti unità di calcolo che lavorano senza sosta. Più macchine significano più tentativi e, quindi, maggiori possibilità di ottenere la ricompensa. Ciò significa però anche un enorme consumo di elettricità e la necessità di raffreddare continuamente i computer. Per questo i membri del cartello hanno installato la struttura nelle vicinanze della diga idroelettrica di Nuevo Necaxa. Secondo le autorità, l'impianto avrebbe utilizzato energia sottratta alla rete pubblica per alimentare i propri macchinari.

Perché i cartelli della droga guardano alle criptovalute

Il sospetto degli investigatori nasce anche dalla crescente sofisticazione finanziaria dei cartelli messicani. Allestire una struttura di queste dimensioni richiede competenze tecniche e capitali ingenti, dunque è poco probabile che dietro ci sia un piccolo operatore indipendente. Ma perché un'organizzazione come un cartello del narcotraffico dovrebbe prendersi la briga di allestire una simile struttura da nerd?

Come spiega l'Institute for Financial Integrity, le cripto sono un metodo di pagamento molto utile per le operazioni illecite. Sono difficilmente rintracciabili, spostano enormi quantità di valori in pochi secondi e senza scomodare ingombranti carichi di contante e non ci sono intermediari che possono bloccare o sequestrare i fondi delle transazioni. Per questo le organizzazioni le usano per piazzare la droga sul mercato attraverso il dark web, convertire i contanti attraverso nuove monete digitali "vergini" o, come osservato lo scorso anno dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, per acquistare i precursori chimici necessari per produrre le sostanze stupefacenti.

Il mining può dunque offrire ai gruppi criminali un'ulteriore possibilità. Invece di acquistare criptovalute attraverso exchange sottoposti a procedure di verifica dell'identità degli utenti, possano produrre direttamente nuove cripto attraverso l'attività di mining. Questi asset non hanno quindi una precedente storia di transazioni sulla blockchain, rendendo potenzialmente più complessa la ricostruzione della loro origine. Gli investigatori stanno verificando eventuali legami con organizzazioni criminali di primo piano, tra cui il Cartello di Sinaloa e il Jalisco New Generation Cartel (CJNG).

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