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In Italia sorgeranno fino a 6.000 nuovi torri per il 5G: il nuovo accordo tra TIM, Fastweb e Vodafone

TIM, Fastweb e Vodafone hanno siglato un accordo per la realizzazione di 6.000 nuove torri in Italia. L’obiettivo è potenziare la rete nazionale ottimizzando i costi tramite la condivisione delle infrastrutture. Nonostante i timori di una parte della popolazione, per la scienza questa tecnologia rimane sicura per la nostra salute.
A cura di Niccolò De Rosa
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Con un'intesa per accelerare la trasformazione digitale del Paese, TIM e il duo Fastweb e Vodafone hanno firmato un accordo non vincolante che punta a costruire fino a 6.000 nuove torri per la telefonia mobile lungo tutto il territorio italiano. L'obiettivo è rafforzare le infrastrutture e imprimere una svolta al lancio del 5G, in un contesto in cui la domanda di una connessione rapida ed efficiente sembra crescere più rapidamente della capacità di investimento dei singoli operatori.

I dettagli dell'accordo

Il progetto si fonda sulla creazione di una joint venture partecipata alla pari, che avrà il compito di sviluppare e gestire le nuove infrastrutture, ossia le torri su cui vengono installate le antenne. In una fase successiva, non è escluso l'ingresso di investitori terzi per rafforzare la sostenibilità finanziaria dell'iniziativa.

"Le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni" si legge nel comunicato. "TIM e Fastweb + Vodafone opereranno come anchor tenant della nuova infrastruttura, sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato. Le parti valuteranno inoltre la possibilità di fornire ulteriori servizi". La logica è pertanto quella della condivisione per evitare "doppioni", soprattutto nelle aree meno redditizie, e ottimizzare i costi. Le nuove torri saranno infatti accessibili anche ad altri operatori, secondo un modello open access.

Secondo le parti interessate, l'operazione risponde all'esigenza di "migliorare l'efficienza operativa e allineare i costi alla media europea" uno degli obiettivi dichiarati, senza rinunciare a "standard di qualità elevati" e alla flessibilità necessaria per le reti di nuova generazione.

Perché si investe ancora nel 5G

In attesa del 6G che forse arriverà o forse no, il 5G rappresenta a oggi l'evoluzione delle reti mobili. Utilizza onde elettromagnetiche per trasmettere dati a velocità molto più elevate rispetto alle generazioni precedenti, riducendo al minimo la latenza, cioè il tempo di risposta della rete. Questo si traduce in connessioni più rapide e stabili, fondamentali per applicazioni che vanno dall'industria automatizzata alla telemedicina, fino ai servizi digitali avanzati. Una delle innovazioni principali è l'impiego delle cosiddette onde millimetriche, frequenze più alte che consentono prestazioni superiori ma hanno una portata più limitata. Proprio per questo è necessario aumentare il numero di antenne sul territorio, rendendo strategici progetti come quello annunciato.

I timori sulla salute: per la Scienza il 5G è sicuro

Negli anni tale necessità si è spesso scontrata con il timore di una parte della popolazione riguardo al fatto che una copertura così massiccia di onde elettromagnetiche possa comportare danni per la salute. In realtà, le evidenze scientifiche attualmente a disposizione non riportano alcun collegamento tra il 5G e lo sviluppo di tumori o altre patologie.

Uno dei più recenti e completi studi a riguardo è stato pubblicato nel 2025 su PNAS Nexus. Durante questa importante ricerca sperimentale, gli scienziati della Constructor University di Brema hanno "bombardato" le cellule della pelle umana con radiazioni non ionizzanti dotate di frequenze ancora superiori a quelle delle onde 5G. Alla fine del test, però, il DNA delle cellule non aveva subito alcuna mutazione rilevante, come invece avviene quando in un microrganismo si avvia un processo canceroso.

Anche organismi internazionali come l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) non hanno trovato prove di rischi gravi per l'uomo. La Scienza mantiene comunque un approccio prudente, con il monitoraggio continuo degli effetti a lungo termine, ma allo stato attuale non esistono evidenze solide che colleghino il 5G a danni per la salute.

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