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Il robot avvocato DoNotPay è stato denunciato da un vero studio di avvocati: “Non ha una laurea”

DoNotPay è una startup che offre guide e sistemi di intelligenza artificiale per risolvere una discreta serie di controversie legali. Ora uno dei più grandi studi legali di Chicago ha avviato una class action contro il suo fondatore.
A cura di Valerio Berra
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DoNotPay si è presentato come il primo avvocato robot al mondo e se il suo obiettivo era quello di distruggere tutto il sistema su cui si basa la giurisprudenza perché "gli avvocati sono pagati troppo". Probabilmente nel costruire questo progetto aveva già messo in conto anche qualche reazione avversa. Lo studio legale Edelson, che lavora a Chicago, ha avviato una class action con la startup che ha lanciato il primo servizio di difesa legale basato sull’intelligenza artificiale: “Purtroppo per i suoi clienti, DoNotPay non è in realtà un robot, un avvocato, né uno studio legale. DoNotPay non ha una laurea in giurisprudenza”.

Tutto il progetto è partito nel 2015 da Joshua Browder, all’epoca studente dell’Università di Stanford. Browder ha cominciato ad avere problemi con le multe del parcheggio universitario: “Non potevo permettermi il costo delle multe, così ho cominciato a diventare un esperto in scappatoie per evitare di pagarle”. Con l’arrivo delle prime intelligenze artificiali in grado di generare testi, tutto ha preso una piega diversa.

I casi di DoNotPay

Anche se Joshua Browder sogna di portare il suo software fino alla corte costituzionale, DoNotPay per adesso viene utilizzato soprattuto per risolvere procedure legali di cabotaggio minore. Sul portale della startup è possibile trovare tutte le guide necessarie per annullare matrimoni, negoziare contratti per il noleggi di veicoli o recuperare certificati di nascita. In effetti il claim dell’azienda è invitante: “Combatti le corportation, sconfiggi la burocrazia e fai causa a chiunque semplicemente schiacciando un bottone”.

Le origini della class action

La class action è partita dalla denuncia di Jonathan Faridian, un uomo che ha utilizzato DoNotPay per scrivere testi necessari a risolvere o iniziare controversie di piccola entità, come un reclamo per discriminazione sul lavoro. Tutto con risultati che Faridian ha definito “scadenti”. Browder non solo ha negato le accuse ma ha anche rivendicato che tutto il suo lavoro è nato proprio per combattere avvocati come quelli dello studio Edelson.

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