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Il funerale del Metaverso è appena iniziato: così Zuckerberg abbandona la sua terra promessa

Il grande progetto di Mark Zuckerberg si ridimensiona. Reality Labs vedrà una riduzione dei fondi del 25-30% già a partire dal prossimo anno dopo perdite miliardarie e una piattaforma rimasta quasi deserta.
A cura di Elisabetta Rosso
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Nel 2021 Mark Zuckerberg lancia una delle più grandi campagne di rebranding della Silicon Valley. Trasforma Facebook in Meta, la compagnia che avrebbe dovuto creare un universo parallelo virtuale: il Metaverso. Ha investito, creato parchi, case, negozi, discoteche virtuali, il problema è che erano sempre quasi vuote. Il Metaverso è rimasto una terra disabitata e ora l'azienda ha deciso, dopo anni di ridimensionare il progetto.

Secondo Bloomberg, la divisione responsabile di progetti come Horizon Worlds e i visori VR della serie Quest — nota come Reality Labs — potrebbe vedere una riduzione dei fondi del 25-30% già a partire dal prossimo anno. Da quando Meta ha compiuto la svolta verso il metaverso, i conti della divisione Reality Labs sono diventati sempre più pesanti. Le perdite operative ammontano a circa 70 miliardi di dollari dal 2021 ad oggi. Il ridimensionamento sembra quindi una risposta pragmatica a queste perdite — un modo per “tappare i buchi” finanziari e riallocare risorse verso settori considerati più promettenti.

Tra Oculus, mondi virtuali e occhiali intelligenti: cosa potrebbe cambiare

I tagli riguarderanno sia lo sviluppo software, sia l’hardware: i visori Quest, destinati alla realtà virtuale, rischiano un ridimensionamento significativo. In parallelo, Meta sembra voler spostare il baricentro degli investimenti verso occhiali intelligenti e dispositivi AR (realtà aumentata). Per esempio i modelli co-sviluppati con Ray‑Ban, con display integrati e funzionalità legate all’intelligenza artificiale. Una portavoce della compagnia ha dichiarato che il riassetto mira semplicemente a privilegiare nuovi segmenti del portafoglio Reality Labs.

Cosa cambia per gli utenti

Per gli utenti di Horizon Worlds e dei visori Quest è probabile che lo sviluppo dei contenuti rallenti in modo significativo, con meno aggiornamenti e un supporto tecnico meno attivo rispetto al passato. Dal punto di vista degli investitori e della stessa Meta, i tagli rappresentano invece un chiaro segnale di pragmatismo aziendale, una svolta strategica verso tecnologie in grado di garantire ritorni più rapidi, come l’intelligenza artificiale, gli occhiali smart e nuovi dispositivi AR/VR.

La fine di un’ambizione grandiosa

La mossa di ridimensionamento del Metaverso non sorprende: fin dall’esordio, progetti come Horizon Worlds e i visori Quest avevano faticato ad attrarre un pubblico più ampio. L’idea di mondi virtuali condivisi, di avatar che si incontrano e socializzano in ambienti immersivi è stato un flop. Ora Meta sembra riconoscere che il “metaverso totale” — quello che doveva rappresentare la “nuova internet” — non è diventato realtà. 

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