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Festival di Sanremo 2023

Il caso Instagram e Sanremo arriva da AgCom: “Gli utenti devono sapere se era pubblicità occulta”

Massimiliano Capitaino è uno dei commissari di AgCom. A Fanpage.it ha spiegato cosa potrebbe succedere se si dovesse accertare che durante l’ultimo Festival di Sanremo è stata fatta una pubblicità occulta a Instagram.
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Intervista a Massimiliano Capitaino
Commissario per l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgcCom)
A cura di Valerio Berra
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Festival di Sanremo 2023

L’apertura del profilo di Amadeus. Le dirette dai profili di Amadeus e Gianni Morandi. La diretta con Fiorello. Le celebrazioni per il primo milione di follower. I meme sul palco dell’Ariston. Tutto in mano a Instagram. La presenza del social network al Festival di Sanremo è diventa un caso. Sollevata da Fanpage.it durante una conferenza stampa è stata ripresa ora anche dal Consiglio di amministrazione della Rai che ha chiesto i contratti di Fedez e Chiara Ferragni. Non solo. Il 22 febbraio sarà discussa anche da AgCom per capire come procedere. Intanto Meta ha spiegato a Fanpage.it che da parte loro non esiste alcun accordo per il Festival: "Da parte di Meta non c’erano accordi commerciali con Rai così come non c’erano accordi commerciali con Chiara Ferragni".

Le domande aperte però sono parecchie. Perché sul palco dell’Ariston si è parlato solo di Instagram e non degli altri social? Perché tutte le dirette non sono state fatte con il profilo ufficiale della Rai? Perché altri brand hanno dovuto pagare per creare dei contenuti all’interno del programma e invece Instagram ha avuto tutto questa pubblicità gratuita? Fanpage.it ha intervistato Massimiliano Capitaino, commissario AgCom (Garante delle comunicazioni) ed ex membro della Commissione di Vigilanza Rai in quota Lega.

Cosa sta facendo in questo momento AgCom sul caso Instagram al Festival di Sanremo?

Ad AgCom sono arrivati parecchi esposti per questo Festival di Sanremo. Da questi bisognerà valutare se è il caso di aprire un fascicolo. Mercoledì prossimo si riunirà in mattinata il consiglio di AgCom e lì capiremo cosa fare sul Festival per due fronti: la pubblicità occulta a Instagram e la violazioni delle norme sulla tutela dei minori per alcuni episodi che sono stati trasmessi. Se procediamo bisognerà capire se fare un richiamo o una sanzione.

Per AgCom qual è il punto più importante da valutare per il caso Instagram?

Sotto il profilo di AgCom il rapporto tra tv e utente deve essere chiaro e trasparente. Non puoi veicolare un messaggio subliminale cercando di convincermi di acquistare un prodotto. Se c’è un accordo tra Instagram e Chiara Ferragni è stato violato il patto tra azienda pubblica e utente. Di fatto è stata un’autopromozione che invitava gli spettatori a seguire dei profili.

Se tutto fosse stato fatto sui profili social dell’azienda sarebbe stato diverso?

Certo. C’è differenza tra profilo privato e profilo ufficiale Rai. È del tutto normale che l’azienda faccia autopromozione per far capire agli spettatori dove guardare i suoi contenuti. Qui invece è stata fatta promozione di profili che poi diventano una forma di business per i loro proprietari.

Cosa rischiano Amadeus e Chiara Ferragni se viene accertato che si è trattato di una pubblicità occulta?

Da regolamento AgCom possiamo applicare sanzioni 10.329 euro a 258.228 euro. Ripeto però, bisogna ancora accertare tutto.

L’altro tema su cui è al lavoro AgCom è la tutela dei minori. Di quali episodi stiamo parlando?

Ce ne sono due. Il primo è la devastazione del palco da parte di Blanco, che sembra fosse concordata. E poi abbiamo la simulazione di un rapporto sessuale tra un ospite in platea e uno dei cantanti in gara: mi riferisco a quello che è successo tra Fedez e Rosa Chemical. Il caso di Blanco è abbastanza chiaro: è vero che quella scenetta non è piaciuta al pubblico ma il rischio di emulazione rimane. Perché dei ragazzi non dovrebbero andare a devastare un’aiuola dopo quello che hanno visto?

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