I bambini si disegnano baffi finti per entrare nei siti per adulti: i dati di Internet Matters in UK

Secondo quanto appreso da Fanpage.it non manca molto. Nei prossimi mesi dovrebbe arrivare anche in Italia un metodo più stretto per verificare l’età di chi accede alle piattaforme, almeno per quelle che la richiedono. È un dibattito iniziato almeno nel 2023, quando negli Stati Uniti sono stati introdotti i primi sistemi di verifica per accedere ai siti per adulti. Di fatto i minori non possono entrare nei siti porno ma l’autocertificazione dell’età ha sempre mostrato delle falle: basta un click e chiunque può superarla. I sistemi più sofisticati però hanno comunque qualche problema. Qui trovate una nostraintervista sul caso a Paolo Dal Checco, consulente informatico forense.
L’organizzazione Internet Matters ha diffuso un sondaggio dove viene spiegato cosa sta succedendo nel Regno Unito dopo che sono stati introdotti metodi più stringenti per la verifica dell’età. È una conseguenza dell’Online Safety Act, entrato in vigore il 25 luglio. In breve: i siti che hanno delle restrizioni per l’accesso agli utenti devono avere un sistema di verifica dell’età che prevede l’accesso tramite carta di identità o una verifica con un selfie scattato al momento dell’accesso. Una barriera più difficile da aggirare, certo. Ma non impossibile.
I dati pubblicati da Internet Matters: il 32% ha bypassato i controlli
Secondo il report scritto da Internet Matters e diffuso da The Independent, il 46% dei bambini inglesi ha dichiarato che i controlli sono facili da superare. Il 32% ha ammesso invece di averli già bypassati. L’effetto di questi comportamenti? Il 49% di loro negli ultimi mesi ha trovato su internet contenuti considerati dannosi per la loro età. Inserire una verifica dell’età così rigida non è semplice, anzi. Il problema è proprio trovare un metodo che garantisca la sicurezza dei dati e l’efficacia della barriera di ingresso.
Guardando meglio i dati però si vedono anche comportamenti che sono perlomeno curiosi. Nelle interviste che accompagnano il report si leggono di casi in cui sono i genitori stessi ad aiutare i figli ad accedere ai siti con restrizioni. Ma non solo. Sono riportati anche casi in cui i minori cercano di sviare il sistema che dovrebbe occuparsi di riconoscimento facciale disegnando barba e baffi. Il The Independent riporta la testimonianza di una mamma: “Ho sorpreso mio figlio a usare una matita per correggere le sopracciglia per disegnarsi i baffi. In questo modo è riuscito a passare per un ragazzo i 15 anni”.
Il problema dei sistemi di sicurezza: il caso delle VPN
Vedere cosa succede nei casi in cui vengono applicate queste restrizioni aiuta a prevedere cosa accadrà in Italia. Nei giorni successivi all’entrata in vigore della legge, diversi commentatori hanno fatto notare un altro fenomeno interessante: l’impennata di download di Virtual Private Network, la VPN. Parliamo di sistemi che sono in grado di localizzare il nostro accesso alla rete in un Paese diverso da quello in cui siamo, così da connetterci ai siti con restrizioni da luoghi dove l’accesso è ancora praticamente libero.
In un articolo del 30 luglio, pubblicato nell’edizione americana di Wired, troviamo una serie di dichiarazioni di Seema Shah, vicepresidente della società di ricerca Sensor Tower: “Secondo le nostre stime, i dispositivi iOs hanno registrato un picco più alto per quanto riguarda i download di vpn nel Regno Unito”.