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Grazie a TikTok si scopre che la poesia serve ancora: perché Leopardi e Montale sono entrati in trend

La nuova moda si inserisce all’interno del fenomeno #BookTok, una sezione che è esplosa nell’ultimo periodo superando i 95 miliardi di visualizzazioni.
A cura di Elisabetta Rosso
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La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere, diceva Calvino. Se ne sono accorti anche gli utenti di TikTok. Sul social infatti sta diventando popolare un nuovo trend: tradurre frasi banali con i versi più belli scritti da Shakespeare, Montale, o Kierkegaard. E un "mi manchi" viene così riformulato in sei parole di fila rimaste dormienti in qualche manuale, che raccontano molto di più, appunto, il mare in un bicchiere.

D’altronde Leopardi per fare un complimento scriveva “Non t’accorgi, Diavolo che sei, che sei bella come un Angelo”. Chiunque perderebbe in partenza, e così la poesia fa scuola su TikTok. Il confronto tra la banalità delle frasi fatte e i versi scritti bene diventa uno strumento intelligente per mostrare tutta la bellezza della poesia.

Come nasce il trend

Dire meglio frasi quotidiane, tradurre l'ordinario in parole profonde. La poesia ha trovato un nuovo spazio sui social. Gli utenti di TikTok sono riusciti con brevi video a mettere in luce la grande forza dei versi ben scritti. E infatti a metà tra ironia e ammirazione mettono a confronto frasi fatte come “vedrai che andrà meglio”, o “sei importantissima", “Ti amo”, “mi manchi”, “sei tutto per me” con i grandi classici.

Una formula che funziona e fa leva sull'ironia. Da un lato infatti, spiegano in modo semplice e immediato il significato intrinseco di un verso, magari non così semplice da capire a una prima lettura, dall'altro il confronto mette bene in risalto la profondità dei grandi poeti. Una competizione persa sin dall'inizio che mostra benissimo, soprattutto alle Cassandre da quattro soldi che la dichiaravano defunta, che la poesia, ancora oggi, serve.

L’ironia perpetua su TikTok

Ovviamente la marca ironica non manca, d’altronde fa parte del Dna del social. E infatti oltre agli omaggi fatti ai grandi poeti, sono apparsi moltissimi video che interpretano il trend citando Albus Silente, Checco Zalone o i professori di Neuroanatomia.

Una ragazza posta un video scrivendo “Tu dici la diversità ci rende unici, il professore invece disse: Facendo degli studi sulle vie piramidali, ci siamo resi conto che sono uniche per ogni individuo, perché tutti camminiamo ma ognuno di noi consuma le scarpe in modo diverso.”

Dentro il fenomeno #BookTok

Il nuovo trend si inserisce dentro un fenomeno già radicato: #BookTok, che infatti appare tra gli hashtag dei video caricati. Una sezione che è esplosa nell'ultimo periodo superando i 95 miliardi di visualizzazioni. Si è creata infatti sul social una vera e propria community di lettori che parlano e consigliano libri, influenzando anche il mercato. Per esempio The Song of Achilles ("La canzone di Achille"), un libro pubblicato nel 2012 che, dopo essere stato sponsorizzato dall'influencer Selene Velez, ha raggiunto ritmi di vendita impressionanti, raggiungendo 10.000 copie al giorno negli Stati Uniti.

Secondo il New York Times, i BookToker sono riusciti ad occupare una posizione incisiva all'interno del mercato grazie all'empatia e alla capacità di creare community partecipate e interconnesse. La formula è semplicissima e efficace, condensano in 45 secondi di video classifiche, recensioni, consigli e top 10. Sono attori spontanei che rimangono, al momento, estranei  dalle logiche di sponsorizzazioni monetizzate, e quindi aumentano il livello di fiducia degli utenti perché il loro commento viene percepito come autentico. E infatti #BookTok, sta progressivamente prendendo spazio sul social, rispetto all’anno scorso le visualizzazioni sono cresciute del 422%. Il nuovo trend che vuole riportare in auge i grandi poeti funziona più o meno allo stesso modo. In generale sembra che la cultura in formato TikTok in qualche modo, funzioni, e prima o poi il mercato dell'editoria dovrà fare i conti con il social.

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