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Guerra in Ucraina

Elon Musk ha limitato l’uso di internet in Ucraina: “Starlink non è fatta per la guerra”

Gwynne Shotwell, presidentessa di SpaceX, ha spiegato che la rete Starlink non è stata creata per guidare le armi: “Deve essere utilizzata solo per scopi umanitari”.
A cura di Valerio Berra
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I razzi di SpaceX volati nello Spazio non hanno portato solo astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Anzi. Negli ultimi anni il loro principale obiettivo è stato quello i trasportare in orbita i satelliti che stanno costruendo Starlink, la costellazione in grado di portare internet su banda larga in qualsiasi parte del mondo. Anche in una zona di guerra. Il servizio è stato lanciato anche in Italia giusto la scorsa settimana.

Al momento Starlink garantisce la connessione internet in molte zone dell’Ucraina. Questa tecnologia viene usata sia per le comunicazioni civili che per quelle militari. Ora SpaceX ha deciso di imporre dei limiti, visto che negli accordi con il governo ucraino questa tecnologia non doveva essere impiegata per azioni offensive.

A dichiararlo è stata Gwynne Shotwell, presidentessa di SpaceX: “La tecnologia Starlink non è mai stata pensata per essere utilizzata come un’arma ma per scopo umanitario”. La tesi di SpaceX è che la rete Starlink sia stata utilizzata dall’esercito ucraino anche per guidare i droni o definire gli obiettivi dei missili lanciati contro le basi russe.

Perché Starlink sta permettendo all’Ucraina di rimanere connessa

Dopo che i primi tank russi sono entrati nel confine ucraino, Elon Musk ha deciso di avviare una collaborazione con Mykailo Fedorov, ministro della Transizione Digitale. Musk ha inviato tutta l’attrezzatura necessaria per stabilire il segnale, permettendo così all’Ucraina di resistere si sabotaggi russi sulle reti delle telecomunicazioni. SpaceX ha continuato a sostenere l’Ucraina durante tutto questo anno di guerra, nonostante in autunno si sia aperto qualche momento di tensione.

Musk infatti aveva chiesto al Pentagono di finanziare tutta l’operazione Starlink, costata fino a ottobre circa 80 milioni di euro. La richiesta di Musk ha provocato una breve crisi diplomatica con le istituzioni ucraine e critiche sparse da varie parte. Alla fine il Ceo di Starlink era tornato sui suoi passi: “Al diavolo… Anche se Starlink sta ancora perdendo soldi e altre società stanno ottenendo miliardi di dollari dei contribuenti, continueremo a finanziare gratuitamente il governo ucraino”.

Ora si rischia una nuova serie di tensioni. Mykhailo Podolyak, consigliere del governo ucraino, ha pubblicato su Twitter un attacco alla strategia di SpaceX: “Ormai è passato un anno da quando è cominciata la resistenza ucraina e le aziende devono decidere: o stono dalla parte dell’Ucraina e del diritto alla libertà oppure sono dalla parte della Federazione Russa e del suo “diritto” di uccidere e conquistare nuovi territori. SpaceX e Gwynne Shotwel dovrebbero scegliere un’opzione specifica”.

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