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Danni e cartelli contro la fibra ottica a Latina: la teoria delle radiazioni però non sta in piedi

A Latina sono state danneggiate alcune centraline per la fibra ottica. Alcuni cartelli hanno rivendicato il gesto, paventando pericoli per la salute causate dalle radiazioni. I cavi della fibra ottica però non emettono onde radio e sono assolutamente sicuri.
Immagine di repertorio
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Dopo i no-vax, i no-clima e i no-5G, è arrivata l'ora anche dei no-fibra. A Fondi, in provincia di Latina, alcune colonnine della fibra ottica sono state aperte e danneggiate, causando disservizi alla rete e problemi di connessione per residenti e attività commerciali della zona. L'autore del gesto ha anche affisso dei cartelli per rivendicare le motivazioni del gesto ("Spostate queste radiazioni sotto le case di chi non crede che non fanno male alla salute!") e intimare agli operatori di smantellare le centraline ("Forse non vi è chiaro: dovete rimuovere tutto!" ).

Secondo quanto riporta Latina News, i Carabinieri avrebbero individuato il presunto responsabile dei danneggiamenti, ma il caso è subito rimbalzato su media e social network, rivelando una nuova teoria complottista che, per quanto poco diffusa, vale la pena di smontare subito.

Come funziona la fibra ottica e perché non è pericolosa

Al centro della contestazione c'è la convinzione che la fibra ottica emetta radiazioni nocive per l'uomo. In realtà, la tecnologia utilizzata per le connessioni in fibra funziona in modo completamente diverso rispetto a quanto suggeriscono i cartelli comparsi a Fondi.

Funziona così. Un segnale elettrico viene trasformato in impulsi luminosi da un trasmettitore, generalmente un laser o un LED. Questi impulsi percorrono il cavo grazie alla cosiddetta riflessione interna totale, un fenomeno ottico in cui un raggio di luce, passando da un materiale più denso a uno meno denso, viene completamente "riflesso" all'interno del primo, comportandosi come una specie di specchio. In questo modo gli impulsi rimbalzano lungo il nucleo della fibra senza fuoriuscire dal materiale. All'estremità opposta della linea, un ricevitore converte nuovamente la luce in segnale elettrico, che poi può essere utilizzato da router, computer e altri dispositivi. Questo sistema consente di trasmettere grandi quantità di dati a velocità elevate e con perdite molto ridotte rispetto ai tradizionali cavi in rame.

La fibra ottica, pertanto, non trasmette dati attraverso onde radio e non genera campi elettromagnetici significativi all'esterno del cavo. Al contrario, utilizza impulsi di luce che viaggiano all'interno di sottilissimi cavi di vetro o materiale plastico. Il segnale rimane confinato fisicamente all'interno del cavo e non viene irradiato all'esterno.

La protesta contro un rischio che non esiste

La convinzione che la fibra ottica possa essere dannosa dal punto di vista sanitario nasce spesso da una confusione tra diverse tecnologie di comunicazione. La luce utilizzata all'interno delle fibre appartiene alla banda del vicino infrarosso (o NIR, Near InfraRed) ed è una forma di radiazione non ionizzante che oltretutto resta intrappolata all'interno del cavo e non si propaga nell'ambiente.

Dal punto di vista pratico, quindi, una colonnina della fibra ottica non "irradia" nulla verso l'esterno. Non ci sono antenne che emettono onde radio. Anche eventuali dispersioni di luce sono minime e prive di effetti biologici rilevanti. Le stesse valutazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle radiazioni non ionizzanti confermano che la luce infrarossa e le emissioni tipiche dei sistemi di telecomunicazione ai normali livelli di esposizione non sono considerate pericolose per l'uomo.

Per il momento questo nuovo filone cospirazionista non sembra molto nutrito. Anche oltreoceano, culla delle teorie complottiste più astruse, il fenomeno dei "no-fibra" non appare particolarmente rilevante. Dietro ai danneggiamenti di Latina potrebbe quindi esserci la convinzione di un singolo cittadino convintosi motu proprio di un pericolo in realtà inesistente.

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