19 Marzo 2022
12:10

Cosa ci è piaciuto (e cosa no) di Gran Turismo 7

Dopo aver trascorso diverse ore con Gran Turismo 7 su PlayStation 5 siamo pronti a raccontarvi cosa ne pensiamo.
A cura di Andrea Centini

A 25 anni dal debutto sulla prima PlayStation e a circa 9 dal lancio dell'ultimo capitolo canonico della serie, Gran Turismo approda nuovamente – e finalmente – sui nostri schermi, portandosi in dote l'amore maniacale per l'automotive che trasuda da tutte le opere di Kazunori Yamauchi. Non siamo infatti innanzi a un semplice “gioco di guida”, bensì a una vera e propria enciclopedia dell'auto che accarezza gli appassionati con una cura e un'eleganza di rara efficacia. Nei menù, nella vastità dei contenuti e naturalmente anche in pista, sebbene non manchi qualche sbavatura che non mancheremo di puntualizzare. A tratti poetico e soverchiante, Gran Turismo 7 è l'opera magna di Polyphony Digital, capace di abbracciare tutto il meglio della serie e proiettarlo verso il futuro, ma restando fedele ai suoi principi e, purtroppo, anche ad alcune dinamiche che avrebbero bisogno di una decisa svecchiata. Lo abbiamo provato a fondo su PlayStation 5 e questo è il resoconto della nostra esperienza.

Come indicato, Gran Turismo 7 è uscito quasi 9 anni dopo il 6, “canto del cigno” della discussa PlayStation 3. Fra i due capitoli vi è stato il lancio di GT Sport, un episodio di transizione che ha comunque saputo ritagliarsi una nutrita fetta di appassionati, principalmente grazie all'eccezionale comparto online – il cuore pulsante dell'opera – che ha garantito un notevole salto di qualità alle competizioni virtuali. Basti pensare che alcune sono riconosciute ufficialmente anche dalla Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA). L'ultima iterazione di Gran Turismo è nata nel solco di questa esperienza, ma offrendo al giocatore navigato della serie tutto ciò che può desiderare in termini di contenuti: una campagna ricca, le immancabili patenti, centinaia di auto, decine di circuiti, il tuning estremo e molto altro ancora. Per certi versi sembra di essere tornati ai fasti di Gran Turismo 2 e Gran Turismo 4, due dei capitoli più amati e rimasti impressi nella memoria dei piloti virtuali.

Il centro nevralgico della carriera è rappresentato dal Café, un locale per amanti delle quattro ruote immerso nel verde di una foresta europea. Qui incontreremo vari esperti del settore che commenteranno le nostre gesta e le vetture possedute, ampliando passo dopo passo con un tocco delicato ed ironico la nostra conoscenza automobilistica. Le competizioni della campagna vengono presentate come le portate di un ristorante, che dovremo portare a termine per poter passare a quelle successive. Per fare un esempio pratico, un menù tipico offerto da Luca – il gestore del café – può prevedere la collezione di tre auto di una specifica casa automobilistica, o magari di finire nelle prime tre posizioni di un campionato. La progressione attraverso la carriera è più guidata rispetto ai capitoli precedenti, che ci facevano saltare da una coppa all'altra di difficoltà (e velocità) crescente, ma è sicuramente una dinamica piacevole, utilissima anche per accompagnare il novizio attraverso la pletora di opzioni e possibilità che offre il mondo di GT. La mappa principale, infatti, è composta da molteplici luoghi di interesse che si sbloccano procedendo nella campagna: all'inizio potremo accedere al solo mercato delle auto usate (un gradito ritorno) e poco altro, ma gara dopo gara ci verranno splancate le porte del concessionario di vetture nuove, della modalità GT Auto, delle patenti, dell'officina per il tuning e molto altro ancora.

Tra un menù standard e un altro, Luca ci introdurrà alle diverse modalità del gioco, chiedendoci talvolta di modificare la nostra vettura, cambiare l'olio, scattare una foto in Scapes, fare una visita al museo delle auto leggendarie e così via. Col passare delle ore impareremo a conoscere ogni anfratto della mappa e le sue infinite possibilità. Nel frattempo, gara dopo gara, accumuleremo nuove auto, crediti e circuiti sui quali gareggiare. Esistono ben 90 circuiti in Gran Turismo 7, suddivisi in 34 location. Ci sono sia le piste storiche della serie – come High Speed Ring, Trial Mountain e Deep Forest – che una pletora di splendidi tracciati reali, tra i quali segnaliamo Suzuka, Tsukuba Circuit, Spa, Nurburgring, Monza, Laguna Seca, Mount Panorama e Brands Hatch.

Per quanto concerne le auto, al momento se ne contano 424. Non è assolutamente il record raggiunto dalla serie, ma è sicuramente un buon numero. Fa tuttavia storcere il naso il fatto che diverse auto sono presenti con modelli presi da Gran Turismo Sport, non affiancati dalle versioni più recenti. Per fare un esempio pratico, c'è la Peugeot 208 ma non nell'ultimo, apprezzato modello. È un discorso che può essere applicato a numerose altre vetture, compresa la 500 Abarth. Gli showroom dei costruttori poi sono pieni zeppi di versioni da corsa estreme, prototipi e modelli “Vision”, che tagliano fuori molta della produzione stock che avrebbe fatto la gioia degli appassionati di auto. Gran Turismo, del resto, ha (quasi) sempre avuto tra i suoi punti di forza la possibilità di poter guidare la propria auto in pista, modificarla e spingerla al massimo. È un peccato veder sacrificati mezzi come l'Alfa Romeo Giulia e altre “icone stradali” in favore di missili su quattro ruote. Fortunatamente tra le centinaia di auto non mancano molte vetture iconiche che hanno fatto la storia dell'automobilismo, inoltre il garage verrà sicuramente rimpinguato con futuri aggiornamenti.

Per quanto concerne il gameplay, Polyphony Digital ha svolto un lavoro encomiabile, raffinando laddove possibile quello già buonissimo fatto con Sport. Il modello di guida è un perfetto connubio tra simulazione e arcade, gradevole e perfettamente scalabile. Non siamo innanzi alle sofisticatezze di un simulatore alla strega di Assetto Corsa, ma è di certo uno dei migliori disponibili su console. Per sensazioni e soddisfazioni. Un plus non indifferente è garantito dal joypad DualSense, che grazie al feedback aptico è in grado di restituire egregiamente alle dita tutte le sollecitazioni dell'asfalto, delle frenate e delle accelerazioni, non facendo (quasi) rimpiangere un volante. È un peccato che un modello di guida così appagante venga in parte rovinato da un'intelligenza artificiale (IA) a dir poco scadente, col ritorno dei famigerati trenini e il totale disinteresse per la presenza del giocatore in pista. Un comportamento scriptato che nel 2022, francamente, avremmo non più voluto vedere, soprattutto considerando i livelli di accuratezza, imprevedibilità e sfida raggiunti dai drivatar della serie rivale Forza. La difficoltà della campagna è tarata sul basso (anche scegliendo il livello difficile) e non essendoci limiti nel potenziare le vetture rende molte sfide una passeggiata. Il consiglio è seguire scrupolosamente l'indicazione della potenza consigliata per ciascuna gara. A peggiorare la situazione vi è anche un sistema di collisioni datato – la fisica è a dir poco surreale – e la mancanza di penalità nella carriera, nella quale buttare fuori gli altri a sportellate o tagliare le curve non ha alcuna conseguenza negativa (fortunatamente non è così in determinate sfide / missioni e ovviamente nell'online, dove vige l'infrastruttura migliorata di Sport). Anche il sistema dei danni è superficiale e meriterebbe una significativa rielaborazione.

Per quanto concerne il comparto tecnico, Gran Turismo 7 offre una cura complessiva all'altezza del nome, con menù curatissimi e modelli delle vetture assolutamente sbalorditivi. Sono indubbiamente i migliori sulla piazza, anche se gli interni non fanno gridare al miracolo come gli esterni. I circuiti sono generalmente molto belli, impreziositi da un delizioso sistema di illuminazione e meteo, ciò nonostante i programmatori di Polyphony Digital hanno lesinato nei dettagli a bordo pista e talvolta si notano evidenti scivoloni e cadute di stile. Basti osservare i circuiti cittadini a Tokyo, dove i palazzi ai lati sono anonimi e spogli blocchi poligonali, non assolutamente all'altezza della nuova ammiraglia Sony. Fortunatamente la fluidità è inchiodata a 60 fps in pista e il senso di velocità assolutamente garantito. Il ray tracing è attivabile solo al di fuori delle gare (ad esempio nei replay e nei menù) ma non sembra migliorare in modo così significativo il realismo delle carrozzerie, già eccellenti in gara. Ottimo anche il sound dei motori, riprodotto fedelmente e dal giusto timbro. Ampia e variegata la selezione dei brani musicali di accompagnamento, coinvolti anche nella nuova e curiosa modalità rally musicale.

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