Bill Gates e il piano per le pandemie nei file Epstein: cosa c’è dentro la teoria del complotto

Il 30 gennaio 2026 il Dipartimento di Giustizia statunitense ha desecretato l'ultimo filone di documenti relativi al caso di Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori e morto suicida in carcere nel 2019. Nel vasto oceano di mail, appunti e carte che rischiano di mettere in imbarazzo molti dei volti più noti dell'establishment internazionali – inclusi Bill Clinton, l'ormai ex principe inglese Andrew e lo stesso presidente Donald Trump – alcune frasi estrapolate dall'archivio online messo a disposizione dall'U.S. Department of Justice hanno dato nuova linfa alle teorie del complotto. Al centro, ancora una volta, Bill Gates, più volte indicato come uno dei presunti registi occulti della pandemia da Covid-19. Secondo queste ricostruzioni, i file dimostrerebbero come già anni prima del 2020 esistesse un piano per orchestrare una crisi sanitaria globale. Un'ipotesi senz'altro suggestiva, che però non trova riscontro nei documenti attualmente consultabili.
La mail del 2017 e la simulazione di pandemia
Cercando nel database alcune parole chiave come "pandemia", "virus" o "COVID", non emerge alcun documento che colleghi Gates ed Epstein a una pianificazione sanitaria segreta. C'è però una mail del 2017 inoltrata a Epstein che ha per destinatario proprio Gates che menziona un follow-up su raccomandazioni tecniche per una "simulazione di un ceppo pandemico" (strain pandemic simulation). Il fondatore di Microsoft è da anni nel mirino di complottisti e no-vax, i quali lo accusano di essere uno dei grandi burattinai dietro tutte le grandi cospirazioni che muovono l'ordine mondiale. L'accostamento del suo nome a un documento nel quale si parla apertamente di una pandemia "simulata" è pertanto diventato subito l'innesco per un nuovo filone di teorie cospirazioniste. La realtà dei fatti sembra però apparire molto meno suggestiva delle oscure macchinazioni ipotizzate sui social (X in particolare).
Il tono della conversazione è infatti riconducibile a una serie di riflessioni e analisi tecniche che tra il 2018 e il 2019 portarono all'organizzazione di diversi incontri internazionali che coinvolsero lo stesso Gates e il cui scopo era proprio alzare l'allerta dei sistemi sanitari nazionali riguardo il pericolo di una pandemia. Tra questi, il più importante è probabilmente l'Event 201, una vera e propria esercitazione ospitata nell’ottobre 2019 a New York dal Johns Hopkins Center for Health Security, dal World Economic Forum e, per l'appunto, dalla Bill & Melinda Gates Foundation, l'organizzazione filantropica in capo a Bill Gates e consorte.

L'incontro aveva presentato la simulazione di uno scenario pandemico dove un coronavirus di origine animale partiva dal Brasile per infettare rapidamente gran parte del globo. L'intento era mettere in luce le criticità politiche, economiche e sociali legate alla gestione di una pandemia globale.
Già durante il Covid l'evento sinistramente profetico era stato indicato come la prova lampante di una trama oscura a livello mondiale, ma gli organizzatori hanno sempre chiarito che non si trattava di una previsione, bensì di un esercizio per evidenziare la necessità di cooperazione internazionale. I dati utilizzati, hanno spiegato gli organizzatori, non corrispondevano a quelli del SARS-CoV-2 e ancora oggi la presentazione dell'evento è tranquillamente consultabile sul sito web del Johns Hopkins Center for Health Security. Tutto alla luce del sole insomma e anzi, conferenze simili si sono ripetute anche dopo la fine dell'emergenza Covid.
La conferenza di Ginevra scambiata per un piano segreto
Ritornando ai file Epstein, la galassia diffidente nei confronti delle verità ufficiali ha messo nel mirino anche un'altra mail, questa volta risalente al marzo 2015, che era stata inoltrata a Epstein da Terje Rød-Larsen, diplomatico norvegese che allora era presidente dell'International Peace Institute (IPI), un think tank internazionale il cui obiettivo è promuovere la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile.
In questo documento dal sinistro titolo "Preparing for pandemics",Walter Kemp, che nel 2015 era il Direttore per l'IPI per l'Europa e l'Asia, scriveva a Rød-Larsen:
In allegato trova una bozza di ordine del giorno per la riunione sulla preparazione alle pandemie, come richiesto. Discutiamo i prossimi passi, ad esempio come coinvolgere ufficialmente l'OMS e il CICR (ad esempio attraverso il co-branding).
Cordiali saluti, e spero davvero che riusciremo a portare a termine questa iniziativa.
Per alcuni, questo scambio rappresenta la prova di un piano per coinvolgere l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) in un disegno perverso per orchestrare lo scoppio di un'epidemia che qualche anno dopo avrebbe effettivamente messo il mondo in ginocchio. Anche qui però basta approfondire un po' la questione per giungere a conclusioni molto meno allarmanti.
Sempre nello stesso archivio dedicato a Epstein compare infatti un altro documento che chiarisce meglio ciò a cui Kemp e Rød-Larsen facevano riferimento. Si tratta della scaletta di una conferenza tenutasi a Ginevra nel settembre 2015 intitolata proprio "Preparing for Pandemics: Lessons Learned for More Effective Responses" dedicata alle lezioni apprese nella gestione delle emergenze sanitarie. Anche qui si tratta evento pubblico, annunciato e riassunto sul sito ufficiale dell'International Peace Institute.

I documenti, insomma, hanno confermato l'estensione delle relazioni di Epstein, ma non dimostrano l'esistenza di complotti pandemici né di piani orchestrati da Gates o da altri potenti. Ancora una volta, appunti decontestualizzati e iniziative pubbliche vengono trasformati in indizi di trame oscure. Con il rischio, come spesso accade, di confondere la realtà documentata con le narrazioni nate e diffuse sul web.