Yellowstone, apparsa all’improvviso una voragine piena d’acqua bollente: i geologi hanno rischiato di finirci dentro

Presso il Biscuit Basin, una delle aree più instabili e pericolose del Parco Nazionale di Yellowstone (Stati Uniti), è comparsa all'improvviso una nuova pozza di acqua bollente, una voragine che emette anche rumori sinistri. Il fenomeno ha sorpreso gli esperti non solo per la sua manifestazione repentina e inattesa, avvenuta tra il 14 e il 16 giugno, ma anche perché hanno rischiato di finirci dentro.
Tutto è iniziato la mattina presto di sabato 13 giugno, quando alle 05:09 (ora locale) i sensori degli strumenti di monitoraggio hanno rilevato i segnali tipici di un'esplosione idrotermale, ovvero un'anomalia sismica e un segnale acustico a bassa frequenza (un infrasuono). Che fosse successo qualcosa di rilevante è emerso anche dall'osservazione del Firehole River, un corso d'acqua calda – in alcuni punti raggiunge anche i 40 °C – che nasce nella zona sudoccidentale del parco e si unisce al Gibbon River per dar vita al Madison River (dopo aver toccato diversi importanti bacini di Yellowstone, come Upper Geyser Basin, Midway Geyser Basin e lo stesso Biscuit Basin). I ranger, infatti, hanno notato che la sua acqua, per circa 6 chilometri, era attraversata da una colonna grigia e lattiginosa, materiale evidentemente prodotto dell'evento idrotermale captato dagli strumenti.

I ricercatori hanno immaginato che fosse coinvolto il Black Diamond Pool, un sito che il 23 luglio del 2024 era stato protagonista di una potente esplosione idrotermale. Rocce e altri detriti furono sparsi tutti intorno all'area, mentre l'acqua bollente arrivò addirittura sulle panchine e sul percorso della zona visitatori (fortunatamente non fu colpito nessuno). Alla luce della pericolosità e dell'instabilità, l'area fu prontamente chiusa al pubblico dalle autorità; una decisione saggia, anche in virtù di ciò che si è verificato in questi giorni.
Analizzando i dati raccolti dai sistemi di monitoraggio del bacino, i geologi non hanno colto alcun segnale di esplosione idrotermale presso il Black Diamond Pool, ma solo un picco di calore. Una telecamera installata sul bacino a seguito dell'evento del 2024, tuttavia, alle 05:09 del 13 giugno – nel momento esatto delle altre anomalie rilevate da altri strumenti – è riuscita a registrare una colonna di fumo nero, che si intravede nel filmato sottostante a nord della “piscina”, a poche decine di metri di distanza.
Geologi e ranger il giorno successivo sono andati sul posto per verificare eventuali alterazioni del paesaggio legate all'esplosione, scoprendo diverse novità interessanti. Oltre a tre nuovi gruppi principali di bocche idrotermali (più alcuni più piccoli) e a una crepa di ben 18,5 metri con acqua a 90 °C, hanno anche scoperto rocce disseminate a una distanza di pochi metri, segnale che l'esplosione idrotermale era stata poco potente (sicuramente inferiore a quella di due anni fa). “Queste bocche rappresentano dei percorsi attraverso i quali l'acqua, a temperature pari o leggermente superiori al punto di ebollizione nel sottosuolo, ha improvvisamente trovato una via d'uscita verso la superficie, trasformandosi istantaneamente in vapore e innescando un'esplosione idrotermale”, hanno scritto i geologi dell'Osservatorio Vulcanologico di Yellowstone dello USGS – attualmente impegnato nel monitoraggio del doppio terremoto in Venezuela – sullo Yellowstone Caldera Chronicles, una rubrica settimanale in cui gli scienziati riportano i fenomeni più salienti che si verificano nel supervulcano.

Nonostante l'esplorazione approfondita dell'area, i ricercatori non hanno però rilevato la presenza di alcuna nuova voragine piena d'acqua bollente. Incredibilmente, l'hanno però trovata due giorni dopo, il 16 giugno, durante una seconda sessione d'indagine nell'area a nord del Black Diamond Pool. Era a poca distanza dai tre gruppi di bocche idrotermali, sulla sinistra, esattamente sul terreno dove avevano camminato. La scoperta li ha chiaramente messi in allerta, dato che avrebbe potuto formarsi durante il loro passaggio.
La pozza misura 6,5 x 5,3 metri ed è colma di acqua grigia e ribollente. È leggermente più grande della pozza di acqua azzurra e calda che si è formata all'improvviso presso il Norris Geyser Basin a luglio dello scorso anno. Durante l'analisi dei geologi, la nuova pozza ha dato vita a getti che hanno raggiunto la considerevole altezza di 6-9 metri, con un comportamento simile a quello di un geyser.
Ma come ha fatto a formarsi una voragine del genere senza lasciare alcun segnale nel sistema di monitoraggio di Yellowstone? I ricercatori ritengono che non sia originata attraverso un fenomeno esplosivo – non ci sono nemmeno rocce scagliate attorno ai bordi – bensì per collasso del terreno, indebolitosi a seguito della precedente esplosione idrotermale. I ricercatori hanno rischiato seriamente di finirci dentro, dato che si è formata esattamente dove erano passati due giorni prima per i controlli. Fra l'altro dal suo interno giungono rumori sordi e sinistri, a causa di grandi bolle di gas che esplodono in profondità nell'acqua in ebollizione.

La formazione di simile pozze è un monito per tutti i visitatori che si avventurano oltre i sentieri stabiliti dalle autorità. Probabilmente per i prossimi controlli verranno prese ulteriori precauzioni anche dai ricercatori, considerando la formazione repentina e senza alcun preavviso della voragine.
Lo Yellowstone è un immenso supervulcano la cui eruzione potrebbe avere esiti catastrofici a livello globale. Un recente studio ha rilevato che il magma si sta spostando sotto di esso in direzione nord est, dove si ritiene possa verificarsi la prossima, devastante eruzione (sono state tre quelle più grandi negli ultimi 2 milioni di anni). A marzo di quest'anno l’Echinus Geyser, il più grande bacino acido del mondo che si trova proprio nel parco statunitense, è tornato a eruttare dopo circa cinque anni di silenzio.