Vick, liceale, inventa un modo per eliminare l’arsenico dall’acqua con bustine di tè: studio conferma l’efficacia

Vick J. Tan, uno studente adolescente delle superiori di Scarsdale (Stato di New York, Stati Uniti), ha ideato un metodo geniale per rimuovere l’arsenico dall’acqua potabile, basato su semplici ed economiche bustine di tè di cellulosa opportunamente trattate. Attraverso queste bustine – dal costo di 7 centesimi di dollaro l’una – è possibile rimuovere almeno il 90 percento degli ioni di arsenico dall’acqua, portando i livelli sotto la soglia di sicurezza raccomandata. Il costo è sensibilmente inferiore a quello dell’osmosi inversa, il metodo principalmente impiegato per rimuovere l’arsenico dall’acqua potabile. La contaminazione di questo semimetallo (o metalloide) rappresenta un problema di salute pubblica prioritario per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): non a caso è inserito tra le 10 sostanze chimiche di maggiore preoccupazione. Basti pensare che, secondo le stime citate dall'OMS, fino a 220 milioni di persone nel mondo (in 70 Paesi) sono esposte al rischio di avvelenamento da arsenico, che nella sua forma inorganica è una sostanza cancerogena acclarata e il “principale contaminante chimico presente nell’acqua potabile a livello globale”. Ora, grazie all’intuizione di un ragazzino minorenne, moltissime vite potranno essere salvate, soprattutto nei Paesi poveri dove le acque sotterranee vengono prelevate e utilizzate senza alcun trattamento.
A dimostrare l’efficacia delle bustine di tè trattate per rimuovere l’arsenico dall’acqua è stato un team di ricerca statunitense composto da scienziati del Centro di ricerca scientifica avanzata dell’Università di New York City e del Dipartimento di Chimica dell’Hunter College. Il giovanissimo Vick è il primo autore del nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica specializzata ACS Omega della American Chemical Society (l’associazione dei chimici americani), una grande soddisfazione per uno studente delle superiori. Come indicato, l’arsenico rappresenta un problema di salute pubblica significativo, in particolar modo per alcune comunità del Sud Est asiatico che si trovano a stretto contatto delle miniere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che le concentrazioni di questa sostanza non devono superare il limite di 10 microgrammi per litro d’acqua; tuttavia l’estrazione mineraria, così come alcuni processi naturali legati al rilascio da parte di determinati minerali e altre attività antropiche, possono contaminare l’acqua a tal punto da determinare l’avvelenamento. L’esposizione può avvenire in molteplici modi: dal consumo diretto dell’acqua (anche per preparare i pasti) o dei prodotti agricoli coltivati con irrigazione contaminata. Anche il fumo di tabacco può esporre all’arsenico. L’OMS spiega che l’esposizione prolungata può sfociare in intossicazione cronica, lesioni cutanee, cancro della pelle, diabete, malattie cardiovascolari e disturbi cognitivi e di sviluppo nei bambini nati da madri esposte. L’arsenico è associato anche a un aumento della mortalità nelle fasce d’età giovani.
Alla luce dei rischi per la salute che comporta questa sostanza, avere a disposizione un metodo economico e sicuro per eliminarlo dall’acqua rappresenta un notevole risultato. Ma come funzionano esattamente queste bustine di tè in grado di filtrare l’arsenico? Ricerche precedenti avevano dimostrato che le bustine di cellulosa per il tè sono in grado di intrappolare metalli pesanti, così Vick ha pensato che, attraverso un apposito trattamento, sarebbero state efficaci anche nel rimuovere l’arsenico dall’acqua. Nello specifico, Vick e i colleghi ricercatori si sono concentrati sulle bustine di tè Bemliese, caratterizzate da una purezza elevatissima (sono prodotte da un’azienda giapponese). Alle bustine sono state applicate nanoparticelle magnetiche di ossido di ferro e sono state riempite con 5 grammi di gusci d’uovo polverizzati; entrambe queste sostanze si erano dimostrate estremamente efficaci nel legarsi e “intrappolare” l’arsenico. Nei test di laboratorio queste bustine sono state in grado di rimuovere oltre il 98 percento dell’arsenico da una soluzione di 50 millilitri fortemente contaminata, dopo 6 ore di trattamento a pH quasi neutro. Come indicato, una bustina è sufficiente a rimuovere almeno il 90 percento dell’elemento chimico da 1 litro di acqua. Le bustine sono riutilizzabili fino a 5 volte, nonostante perdano circa il 20 percento di efficacia dopo ogni lavaggio.
“L’accesso all’acqua potabile pulita non dovrebbe dipendere da infrastrutture costose. La nostra ricerca dimostra che materiali semplici ed economici possono essere trasformati in soluzioni scalabili per la rimozione dell’arsenico dall’acqua potabile, una delle crisi di salute pubblica più urgenti al mondo”, ha affermato Vick Tan in un comunicato stampa. La storia di Vick ricorda quella dello studente Heman Bekele, che nel 2023, a soli 14 anni, ha creato un sapone chiamato STCS efficace contro il cancro della pelle. I dettagli della nuova ricerca “Detection of Arsenic at Micromolar Concentrations and Remediation of Arsenic from Drinking Water with a Bemliese Teabag” sono stati pubblicati su ACS Omega.