UFO, il Pentagono pubblica gli X-Files: dai lampi visti nelle missioni Apollo agli oggetti non identificati

Il Pentagono ha pubblicato i primi 161 X-files su UFO e fenomeni aerei non identificati (UAP), diffusi dopo l’ordine del presidente Donald Trump di rendere accessibili i documenti governativi relativi alla possibile vita extraterrestre. I dossier, desecretati venerdì 8 maggio e disponibili sul sito del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, contengono rapporti militari, testimonianze delle missioni Apollo, video e segnalazioni di civili su avvistamenti luminosi e oggetti volanti. Ulteriori documenti verranno diffusi nei prossimi mesi.
La pubblicazione dei file arriva in un momento di rinnovato interesse pubblico negli Stati Uniti per il tema degli UFO e della vita extraterrestre. Nel 2022 il Congresso americano aveva tenuto le prime audizioni pubbliche sugli UAP in oltre cinquant’anni, mentre negli ultimi mesi il dibattito è tornato al centro dell’attenzione dopo alcune dichiarazioni dell’ex presidente Barack Obama, che in un’intervista aveva affermato che “gli alieni esistono davvero”, salvo poi chiarire di non avere mai visto “alcuna prova” durante il suo mandato.
I documenti pubblicati online coprono diversi decenni e comprendono promemoria militari declassificati, filmati e registrazioni audio, trascrizioni di missioni spaziali, testimonianze raccolte dall’FBI e dalle forze armate americane. Tra i file compaiono anche racconti di cittadini che sostengono di aver osservato oggetti metallici sospesi in aria o fenomeni luminosi comparsi improvvisamente nel cielo.
Gli astronauti Apollo e i lampi di luce nello spazio
Una parte dei dossier riguarda le missioni Apollo della NASA tra gli anni Sessanta e Settanta. Le trascrizioni desecretate includono comunicazioni e interviste ad astronauti che descrivono fenomeni osservati durante i viaggi verso la Luna.
Tra queste c’è anche un’intervista del 1969 all’astronauta Buzz Aldrin, membro della missione Apollo 11, che raccontò di aver visto durante il viaggio una fonte luminosa particolarmente intensa, inizialmente interpretata come un possibile laser. Nei file compare inoltre la testimonianza di Alan Bean dell’Apollo 12, che descrisse particelle e lampi di luce “allontanarsi nello spazio” durante la missione lunare.
Anche gli astronauti dell’Apollo 17 riferirono di aver osservato luci intermittenti nello spazio nel corso della missione del 1972.
Tra i documenti pubblicati compare inoltre una registrazione audio della missione Gemini 7 del 1965. Nella comunicazione con il centro di controllo NASA, l’astronauta Frank Borman segnala un oggetto non identificato vicino alla navicella, descritto come una “macchia” circondata da “miliardi di piccole particelle”.
Le testimonianze dei civili sugli avvistamenti
I file raccolgono anche decine di segnalazioni provenienti da cittadini statunitensi nel corso degli anni. In un dossier del 1957 dell’FBI, un uomo racconta di aver visto un grande oggetto circolare sollevarsi da terra davanti ai suoi occhi.
Nei documenti sono presenti anche testimonianze più recenti. Alcune interviste raccolte tra settembre e ottobre 2023 riportano racconti di persone che sostengono di aver visto oggetti metallici fluttuare nel cielo e apparire improvvisamente da una luce molto intensa.
I video militari registrati in Medio Oriente
Tra i materiali pubblicati dal Pentagono ci sono infine diversi filmati registrati dall’esercito americano in Iraq, Siria ed Emirati Arabi Uniti nel 2022. Secondo quanto riportato nei rapporti allegati, i video mostrerebbero “fenomeni anomali non identificati e irrisolti”.
Uno dei video diffusi mostra un oggetto ovale attraversare rapidamente l’inquadratura da sinistra verso destra in una località non specificata del Medio Oriente. Nel rapporto allegato al filmato, gli investigatori ipotizzano che possa trattarsi di un possibile missile, senza però arrivare a una conclusione definitiva.
Trump: “Massima trasparenza, divertitevi”
Nella nota che accompagna la pubblicazione dei dossier, il Pentagono precisa di non avere raggiunto conclusioni definitive sui materiali diffusi online e chiarisce che molti dei documenti sono stati desecretati senza una valutazione conclusiva dei fenomeni descritti. Alla diffusione dei file hanno collaborato diverse agenzie federali, tra cui NASA, FBI e Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale.
In un messaggio pubblicato venerdì sul suo social Truth, Donald Trump ha rivendicato la decisione di rendere pubblici questi dossier, presentandola come un’operazione di “massima e completa trasparenza”.
“Mentre le precedenti amministrazioni hanno fallito nell’essere trasparenti su questo argomento, con questi nuovi documenti e video, la gente può decidere da sola cosa succedendo” ha scritto il Presidente, concludendo poi il post con la frase: “Divertitevi e godetevi il momento!”.