Uccello rarissimo avvistato in Liguria: le foto dell’averla venuta dall’Oriente

In Liguria, lungo l'arenile di Multedo (Genova), è stato avvistato un uccello rarissimo per l'Italia: l'averla maggiore beccopallido (Lanius excubitor pallidirostris). Non si tratta di una specie a sé stante, bensì di una sottospecie dell'averla maggiore, un robusto passeriforme appartenente alla famiglia dei Laniidi (Lanidae) con ampia distribuzione nel Nord Europa ma numeri limitati nel nostro Paese. Come indicato dalla Lipu, infatti, nel Vecchio Continente si stimano poco più di 65.000 coppie nidificanti di averla maggiore, ma in Italia la specie non nidifica e si contano soltanto centinaia o al massimo poche migliaia di esemplari che svernano, soprattutto nelle regioni settentrionali.

L'averla maggiore beccopallido, d'altro canto, è una sottospecie orientale, che nidifica tra la steppa e i deserti dell'Asia centrale fino ai territori di Cina e Mongolia, mentre più a sud la si trova a ridosso del Mar Caspio, in Iran, Afghanistan, Iraq, Penisola Arabica e si spinge fino alla Somalia e al Sudan. In Italia, pertanto, questo uccello è considerato accidentale e gli avvistamenti confermati sono pochissimi.

A nostra conoscenza, di questa sottospecie sono stati documentati due esemplari in Sicilia – uno nel 1969 (abbattuto) e un altro a dicembre del 2000 alla penisola Magnisi – e uno nel 2013 nei pressi del campo di aviazione di Fano, nelle Marche. L'averla maggiore beccopallido arrivata vicino Genova potrebbe essere la quarta avvistata ufficialmente nel nostro Paese e la prima in Liguria. Ciò che è certo è che questo uccello sta richiamando l'attenzione di studiosi e birdwatcher da tutta Italia, alla luce della sua incredibile rarità. Si trova del resto a migliaia di chilometri da dove dovrebbe essere e non sappiamo né come è arrivata in Liguria (quale rotta ha intrapreso, se è stata sospinta da una perturbazione) né dove si recherà in futuro.

Fortunatamente l'esemplare sembra godere di buona salute, si alimenta con regolarità e risulta essere piuttosto confidente, come confermatoci dalla biologa Gabriella Motta, che in questi giorni ha incontrato l'averla maggiore beccopallido "ligure": le bellissime foto che trovate nell'articolo sono le sue e del fotografo naturalista Gianni Lucchi, che ringraziamo gentilmente. Il merito del primo avvistamento è della coppia di birdwatcher Cristina Granai e Davide Dimichele, come ha spiegato ai nostri microfoni la dottoressa Motta. I due, infatti, vivono vicino all'arenile di Multedo e dopo il lavoro si recano spesso a fare passeggiate per avvistare gli animali. Tre giorni fa si sono trovati a pochi metri da questa particolare averla e, dopo averla segnalata al gruppo di birdwatcher di cui fanno parte, è arrivata in breve tempo la straordinaria identificazione della sottospecie.

“Lì c'è la foce del torrente Varenna, dove con diverse associazioni tra cui Liguria Birding, Lipu, ROL, EBN Italia, Pro Varenna e Pegli Bene Comune stiamo istituendo un'oasi protetta, perché è una zona di transito ed è dentro una rotta migratoria importante”, ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Motta. Dopo aver visto il messaggio della coppia, si è immediatamente precipitata sul luogo dell'avvistamento: “L'averla aveva un comportamento molto, molto confidente: si fermava sull'arenile, scendeva giù e poi risaliva su un paletto”, ha spiegato, aggiungendo che ieri mattina non è stata vista perché si era spostata di un paio di chilometri sulla rete dell'aeroporto. L'averla si è nuovamente palesata nel pomeriggio e questa mattina era ancora sulla spiaggia di Multedo. Anche il fotografo naturalista Gianni Lucchi, cui si deve la bella foto che trovate in copertina, ci ha confermato di non averla trovata al mattino presto e di averla vista più tardi, mostrando un comportamento molto tranquillo. “È una specie estremamente rara perché comunque dell'est”, ha chiosato la biologa, aggiungendo che probabilmente siamo innanzi al primo avvistamento in Liguria.

L'averla maggiore è un passeriforme robusto, con una testa grande e tondeggiante. Le dimensioni sono generose, raggiungendo una lunghezza di circa 25 centimetri e un'apertura alare massima di poco meno di 35 centimetri, con un peso di una cinquantina di grammi. L'averla maggiore, del resto, è la più grande delle averle europee, come spiegato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. Il colore dominante è un grigio-biancastro con dettagli neri e bianchi sulle ali e striscia nera dietro gli occhi.

Il becco, massiccio, forte e uncinato come da tipico laniide, è di colore chiaro: è questo dettaglio a donare il nome alla sottospecie “beccopallido”. Il becco dell'averla maggiore nominale e in tutte le altre sottospecie, in genere è nero o comunque scuro. Questi uccelli sono notoriamente predatori micidiali: il nome del genere, Lanius, deriva dal latino e significa letteralmente “macellaio”: le averle, infatti, hanno l'abitudine di infilzare le loro prede su spine e fili spinati per creare una dispensa, dove servirsi al momento del bisogno.
