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Trump definito un “narcisista maligno”, la psichiatra: “Chi ne soffre in realtà ha una scarsa autostima”

In questi giorni sta circolando l’ipotesi, sollevata da alcuni esperti, secondo cui Donald Trump soffrirebbe di una particolare forma di narcisismo, nota coma “narcisismo maligno”. Sebbene non sia una diagnosi ufficiale, questa espressione viene usata per indicare una forma particolare di narcisismo. A Fanpage.it la psichiatra Tiziana Corteccioni ha spiegato cos’è e come si manifesta.
Intervista a Dott.ssa Tiziana Corteccioni
Psichiatra
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Le dichiarazioni fuori luogo fanno parte del repertorio di Donald Trump da tempo, eppure negli ultimi mesi sono diventate quasi una costante, raggiungendo livelli forse mai toccati finora. Dalla lettera al primo ministro norvegese in cui lamentava il fatto di non aver ricevuto il Premio Nobel al suo recente attacco al Papa Leone XIV, senza contare la lunga trafila di post ben oltre le righe pubblicati – e poi spesso cancellati – sulla sua piattaforma Truth Social.

Dal video generato con l'IA che mostra una Gaza trasformata in una sorta di Las Vegas dell'Occidente a quello dichiaratamente razzista in cui Barack e Michelle Obama sono rappresentati come due scimmie, fino all'ultimo caso: una foto creata con l'IA in cui Trump sembra fare un miracolo. Anche se lui si è difeso dicendo che voleva essere un omaggio ai medici, per molti la citazione a Gesù è innegabile.

Tutti questi episodi, calati ovviamente nel contesto del sempre più allarmante scenario di guerra internazionale e le posizioni di Trump sull'attuale guerra in Iran (tutti ricordiamo il momento in cui ha minacciato di voler distruggere un'intera civiltà), hanno portato il dibattito pubblico a concentrarsi sulla salute mentale di Trump. Oltre a quella di demenza, negli ultimi giorni ha preso corpo l'ipotesi che Trump soffra di una particolare forma di narcisismo, il "narcisismo maligno". Fanpage.it ha contatto la dottoressa Tiziana Corteccioni, psichiatra e psicoterapeuta, per capire di cosa si tratta.

Perché Trump è stato definito un narcisista maligno

Siamo in un momento storico in cui la fiducia verso Trump sta nettamente calando. Secondo un sondaggio Reuters-Ipsos di fine febbraio, oggi il 61% degli americani ritiene che Trump sia diventato "imprevedibile con l'età". In questo contesto c'è chi, come lo psicologo John Gartner della Johns Hopkins University, che da anni mette in guardia sui possibili problemi di salute mentale del presidente degli Stati Uniti, ha iniziato a commentare il comportamento di Trump parlando di un possibile caso di "narcisista maligno".

Per prima cosa va fatta una premessa importante. Non è possibile fare una diagnosi psichiatrica a distanza. Quindi nessuno, nemmeno uno psichiatra, può pronunciarsi sulla salute mentale di Trump senza averlo prima visitato. È interessante però capire quali sono gli elementi che hanno portato diversi esperti a intravedere nelle recenti dichiarazioni di Trump tratti che potrebbero far ipotizzare un caso di narcisismo maligno.

Cosa significa "narcisista maligno"

Per capire cosa si intende per narcisismo maligno dobbiamo fare un passo indietro. "Il narcisismo maligno – spiega Corteccioni – è un'espressione spesso usata per indicare una particolare forma di narcisismo. Sebbene non sia una condizione ufficialmente codificata nel DSM (il manuale di riferimento internazionale per i disturbi mentali, ndr.), spesso si parla di narcisista maligno per definire un narcisista che manifesta alcuni tratti specifici, come aggressività e manipolazione, che si aggiungono a quelle tipiche del disturbo narcisistico di personalità".

Parlando di Trump, lo psicologo Gartner sostiene che nel narcisista maligno si aggiungono tratti del disturbo antisociale e alcuni tipici di atteggiamenti paranoici. Quindi ad esempio – spiega ancora l'esperto dell'Hopkins – queste persone possono ingannare, mentire, violare le regole e sono pronte a danneggiare l'altro per raggiungere il proprio scopo, ma allo stesso tempo sentirsi nel ruolo della vittima e per questo cercare vendetta.

Da dove arriva l'espressione

L'espressione è stata inventata dallo psicologo Erich Fromm, che lo definiva come una sindrome a metà tra il disturbo narcisistico e quello antisociale. Tuttavia, questa condizione non è mai stata ufficializzata come diagnosi riconosciuta.

Il narcisista maligno "unisce al narcisismo tradizionale alcuni tratti tipici di altri disturbi della personalità, come quello borderline, paranoide o antisociale", conferma l'esperta. "Questi – prosegue – possono manifestarsi in vario modo, ad esempio con atteggiamenti manipolatori e perfino violenti, tipici del disturbo antisociale. Il soggetto antisociale è infatti una persona fredda che manca di empatia e può presentare anche tratti sadici. Mentre nel disturbo borderline la reazione al mancato riconoscimento del proprio valore è soprattutto la delusione".

Le differenze rispetto al disturbo narcisistico

Chi utilizza questa categoria quindi lo fa per indicare una persona affetta da narcisismo nel significato medico del termine, ma con alcune specifiche. Il disturbo narcisistico è un "un modello pervasivo di grandiosità, necessità di adulazione, e mancanza di empatia", spiega il Manuale MSD. Nel concreto, i narcisisti mostrano una sovrastimata considerazione di sé, dei propri successi e delle proprie qualità.

Questa percezione apparentemente grandiosa di sé si esprime da una parte con la convinzione di essere speciali e unici, migliori degli altri, dall'altra con una vitale necessità di ammirazione, atteggiamenti arroganti o superbi, invidia verso gli altri e incapacità di riconoscere i propri sbagli o accettare le critiche. Tra gli altri "sintomi" rientrano anche lo sfruttamento degli altri per raggiungere i propri obiettivi e fantasie esagerate di successo, potere e intelligenza.

L'autostima nel narcisista

Questi due aspetti, l'esagerata percezione del proprio valore e il bisogno di essere ammirati, potrebbero sembrare in contraddizione tra loro, ma in realtà non lo sono affatto. Spiega Corteccioni: "In realtà il narcisista a livello inconscio ha un'autostima molto bassa, per questo ha bisogno dei riferimenti esterni per alzarla. Da qui deriva il suo bisogno fondamentale di ammirazione, la necessità che gli altri li validino e li esaltino. Ne hanno bisogno perché senza questo riconoscimento esterno, il nucleo della loro reale autostima è davvero molto basso".

Quando viene meno l'ammirazione degli altri, il narcisista può reagire con rabbia e aggressività perché il mancato riconoscimento crea in loro uno scompenso. "Non può riconoscere una critica o un proprio errore perché se riconoscesse di aver torto la sua stima sprofonderebbe".

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